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Stellantis Melfi: nuovi contratti di solidarietà, come funzionano

Ieri 17 novembre siglato nuovo accordo tra azienda e sindacati per lo stabilimento Stellantis di Melfi, via a una nuova fase dei contratti di solidarietà.

 

Nello stabilimento Stellantis di località San Nicola di Melfi in Provincia di Potenza, riattivato il contratto di solidarietà. Infatti, l’ammortizzatore sociale era stato cessato a settembre e ottobre nonostante l’accordo raggiunto a giugno scorso. Adesso però si riparte, con un nuovo periodo indennizzato che andrà dal 1 dicembre 2022 al 31 marzo 2022.

Non finiscono quindi le difficoltà nello stabilimento lucano di Stellantis, e si riavvia il contratto di solidarietà cosiddetto difensivo, al 60%. Lo hanno annunciato i sindacati comesi legge anche sull’Agenzia di stampa Ansa. Il tutto con accordo sottoscritto dai vertici aziendali dello stabilimento ex FCA della Basilicata, con tutte le maggiori sigle sindacali, cioè con FIm Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf.

Ma di cosa si tratta e come funzionano questi nuovi ammortizzatori sociali? Vediamo di approfondire il tutto, partendo dalle novità normative introdotte dal governo proprio in materia di ammortizzatori sociali.

 

Contratto di solidarietà, Stellantis e la crisi dei semiconduttori che la fa da padrona

FCA Melfi

 

Ed alla fine la notizia attesa. Sarà riattivato il contratto di solidarietà difensivo al 60% per i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Melfi. Tutto frutto dell’ok da parte di  Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf. Proprio quelle che sono le maggiori sigle rappresentative dei sindacati dei metalmeccanici, in un comunicato congiunto ne hanno dato notizia. Dopo il vecchio contratto di solidarietà utilizzato dal primo agosto e poi bloccato da settembre, si riparte.

“Oggi l’azienda ha comunicato che la crisi dei semiconduttori persiste, sebbene in quantità minore e ha palesato la possibilità di poter programmare diversamente le produzioni e nel contempo di poter riattivare il contratto di solidarietà, come da ripetute richieste sindacali, con una percentuale del 60%”, è ciò che si legge nella nota unitaria dei sindacati.

Cos’è il contratto di solidarietà

Il contratto di solidarietà è un ammortizzatore sociale recentemente rifinanziato dal governo tramite il decreto Sostegni bis. Si tratta di uno strumento di sostegno per le aziende e per i lavoratori. Infatti grazie a questo strumento si va a garantire ed a sostenere i livelli occupazionali delle aziende che vivono momenti di crisi. Nel decreto Sostegni prima citato, il rifinanziamento dell’ammortizzatore nasce  per le imprese vittime della grave crisi pandemica e per consentire loro di evitare i licenziamenti e superare così la fine del blocco dovuto all’emergenza.

Il contratto di solidarietà quindi, è pensato per aiutare le aziende in difficoltà ed evitare che queste programmino  licenziamenti in caso di crisi aziendale. Con il contratto di solidarietà si va a ridurre l’orario di lavoro e la retribuzione degli stessi lavoratori e riguarda le imprese che hanno accesso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. E la crisi dei semiconduttori è quella che adesso p alla base di questi contratti di solidarietà avviati di nuovo da Stellantis per il sito produttivo di Melfi.

Contratto di solidarietà difensiva, cosa dicono le regole generali

Fiat Chrysler Melfi cassa integrazione

Parliamo del contratto di solidarietà difensiva e non espansiva. Infatti va fatto un distinguo tra le due tipologie di contratti di solidarietà. Con i primi, quelli largamente più utilizzati e che sono quelli che adesso ripartono a Melfi in Stellantis, si evitano eventuali processi di riduzione organica dei lavoratori.

Con quelli espansivi invece, tramite la riduzione di orario di lavoro dei lavoratori, si prevedono nuove assunzioni. E non è il caso di Stellantis come non lo è stato per tante altre aziende visto che, come dicevamo, i contratti di solidarietà espansivi sono stati poco utilizzati storicamente.

Stellantis e contratto di solidarietà a Melfi, cosa significa per i lavoratori?

Il contratto di solidarietà nel concreto, prevede, come è stato per Melfi, un accordo collettivo aziendale e sindacale. Accordo che prevede la riduzione delle ore di lavoro e della retribuzione dei dipendenti. Una riduzione che non può superare l’80% dell’orario medio di lavoro giornaliero dei lavoratori interessati e non può superare il 90% dell’orario di lavoro nell’arco dell’intero periodo per il quale l’accordo collettivo sul contratto di solidarietà è stato sottoscritto.

Per le aziende non sono previsti particolari contributi addizionali da versare. Per i lavoratori invece è stabilito che venga loro riconosciuto un trattamento speciale di integrazione salariale. Una trattamento pari al 70% della retribuzione globale che sarebbe loro spettata per le ore di lavoro non prestate.

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