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Uso improprio contrassegno disabili? Multa più pesante

Massima attenzione per i portatori di handicap: uso improprio contrassegno disabili? Multa più pesante col decreto Infrastrutture

Governo Draghi molto attento ai portatori di handicap che guidano l’auto. Uso improprio contrassegno disabili? Multa più pesante. Ora sono 168 euro con il taglio di 6 punti della patente. Prima la sottrazione era di 2 punti della patente. Il tutto nella legge di conversione del decreto Infrastrutture.

Lo dice l’articolo 188, comma 4, del Codice della Strada: “Usufruiva della struttura per la circolazione o la sosta di veicoli al servizio di persone invalide facendo uso improprio dell’autorizzazione rilasciata”. Per esempio, esponendo il contrassegno altrui o scaduto o in fotocopia o non esposto sul parabrezza. Sanzione attuale: multa di euro 168 e taglio di 6 punti. Multa precedente: multa di euro 87 e taglio di 2 punti.

area sosta disabili

Contrassegno disabili: massima attenzione del Governo

L’Esecutivo mira a proteggere le persone che hanno davvero bisogno degli stalli per la sosta dei disabili. Punendo i furbetti. O meglio gli incivili. Inutile riservare aree di sosta con contrassegno se poi le multe sono leggere. A questo punto, servirà anche l’opera di prevenzione da parte delle Forze dell’ordine: la palla passa ai Comuni.

Seconda questione: multa per i non disabili che sostano illecitamente negli stalli disabili. Multa di 165 euro e taglio di 4 punti della patente. Prima erano 87 euro e 2 punti. Anche in questo caso, il legislatore intende tutelare i portatori di handicap. Articolo 158, comma 2, lettera g) del Codice della Strada: “Lasciava in sosta il veicolo nello spazio riservato alla fermata o alla sosta di veicoli per persone invalide, oppure in corrispondenza degli scivoli, rampe utilizzati dai disabili”.

Sosta per le donne incinte: serve tempo ai Comuni in difficoltà

Invece, tutto rimandato per gli stalli rosa, cioè gli spazi riservati alle donne in stato di gravidanza. E ai genitori con figli fino a 2 anni. Infatti, la legge dà tempo ai Comuni. Devono creare gli stalli. Che saranno di un colore ammesso dal Codice della Strada: oggi, il rosa non esiste per legge.

I Comuni dovranno poi creare uno speciale contrassegno, il “permesso rosa”. In più, serve una specifica segnaletica e una regola che disciplinerà il rilascio di questi permessi. Insomma, tanto tempo ai Comuni, alle prese con forti costi della politica in questo periodo così difficile per loro dal punto di vista economico. D’altronde, per gli Enti locali la situazione è delicata. Non ci sono solo le Regioni a chiedere soldi al Governo: nel 2022, arriveranno ulteriori 2 miliardi di euro a rimpinguare il Fondo sanitario nazionale. Ma queste risorse basteranno? A sentire le Regioni, no perché bisogna rilanciare gli investimenti, attuando il Piano di ripresa nazionale.

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