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Sinistro auto e danno da fermo del veicolo, di cosa si tratta?

Quando a causa di un sinistro auto oltre ai danni materiali si verificano danni da disagio per una attività, salgono i risarcimenti

Non è certo raro che un veicolo sia necessario per l’attività lavorativa del proprietario. E quando diciamo necessità, parliamo di un bene fondamentale per l’esercizio di detta attività. Anche l’auto piuttosto che il furgone può essere un bene strumentale, anzi, lo è molto spesso. Per questo in caso di sinistro auto chi usa il veicolo per lavorare, oltre ai danni materiali del veicolo subisce anche quelli relativi al lavoro.

Danno da fermo del veicolo, di questo si tratta. In altri termini, come spiega bene il sito “laleggepertutti.it”, è il disagio che un automobilista vittima di un sinistro stradale ha oltre a quelli del veicolo stesso.

Il danno da fermo nei sinistri auto, quali sono

Non esiste una solo tipica situazione relativa ai danni da fermo del veicolo perché molto varia in base al proprietario dell’auto, all’attività svolta e così via. Prima abbiamo detto del soggetto che utilizza il veicolo per lavorare, che usa il mezzo come bene strumentale. Ma danno da fermo può essere anche quello subito da un automobilista che semplicemente ha come unico mezzo per arrivare al lavoro, la propria auto.

Quindi, ci può essere danno da fermo se a causa del sinistro subito l’attività svolta non può andare avanti.  Ma questo è il caso limite, perché non sono meno gravi i disagi di chi è costretto a trovare un nuovo mezzo per poter continuare a lavorare o un nuovo veicolo per poter raggiungere il proprio posto di lavoro.

Il danneggiato potrebbe andare incontro a spese aggiuntive per trovare mezzi alternativi o semplicemente per utilizzare mezzi di trasporto pubblici, ammesso che ci siano quelli adatti a rispettare le tempistiche del lavoro. Parliamo di pregiudizio economico, che è il termine tecnico utilizzato in giurisprudenza.

A questi danni che si avvicinano assai ai danni materiali del veicolo, perché riguardano una perdita di denaro, ci sono quelli morali, nel senso che privati per un determinato periodo del proprio mezzo (il tempo della riparazione dal carrozziere piuttosto che dal meccanico), a volte occorre mettere mano al tempo libero, alla famiglia, al riposo.

Sono tutti questi i disagi e i danni che rientrano nel calderone dei danni da fermo che un automobilista che ha subito un sinistro stradale non per colpa propria. E ci sono concrete possibilità di poter richiedere un risarcimento del danno per eventi di questo genere.

 

Sinistro auto e risarcimento da fermo, il risarcimento

 

Grazie alle polizze Rc Auto, i danni subiti in caso di sinistro stradale, se non c’è colpa da parte del danneggiato, vengono risarciti dalle assicurazioni. Ma le polizza sulla Responsabilità civile coprono anche i danni da fermo del veicolo. Una domanda che molti si fanno.

Non sono pochi infatti quelli che a causa di un incidente, sono costretti a rimanere per giorni e giorni senza auto in attesa che essa venga riparata dai tecnici a cui ci si rivolge. E se il bene serve per il lavoro, si entra nello spaccato della maggiore spesa o del minor guadagno, situazioni gravi quanto i danni materiali del veicolo ed in alcuni casi ancora più gravi.

Le assicurazioni possono coprire anche questi danni, ma occorre produrre istanza. L’onere della prova in questi casi è evidente che spetti al danneggiato. In altri termini occorre dimostrare il danno dal fermo del veicolo a causa dell’incidente.

Farsi risarcire prevede la dimostrazione del danno subito

Per quanto detto è evidente che se il danneggiato ha un secondo veicolo utile alle sue esigenze, oppure vive in una zona coperta da un capillare servizio di trasporto pubblico, o ancora se vive a pochi passi dal lavoro, chiedere i danni da fermo del veicolo è un esercizio azzardato.

Impossibile o quasi che un giudice, a cui ci si deve rivolgere in questi casi, dia ragione al ricorrente. La prove del danno subito, questo è ciò che occorre per poter rientrare in una ottica di risarcimento del danno che va oltre il danno materiale del veicolo o il danno fisico subito.

Pertanto, occorre dare inconfutabile prova che il danno è stato subito. Ci vorranno fatture della società di veicoli a noleggio per esempio, oppure i biglietti dei mezzi di trasporto pubblici che eventualmente sono stati utilizzati in sostituzione. Dentro la fattispecie di prova anche eventuali ricevute e scontrini di ristoranti, alberghi e di qualsiasi altra cosa che per esempio, in assenza di un veicolo, sia strumentale che non per l’attività lavorativa del danneggiato, quest’ultimo ha dovuto subire.

Il danno da mancato guadagno

Non meno importante il danno da mancato guadagno. Infatti, come detto in precedenza, la mancanza di un veicolo può davvero cagionare gravi scompensi anche reddituali ad un lavoratore. Basti pensare al libero professionista per esempio, costretto a stare fermo nella sua attività a causa della mancanza del mezzo.

Provare il mancato guadagno però è la cosa più complicata. Non esistono ricevute o fatture da portare a inconfutabile prova. Bisogna dimostrare, calcolando la media dei guadagni, quando si è perduto a causa dell’evento sinistroso.

Il lucro mancante infatti dipende da numerosi fattori. Resta comunque il fatto che è possibile farsi risarcire anche il danno da fermo del veicolo. Il giudice a cui si rivolge è colui che deve stimare il danno subito dal richiedente e determinare se e quanto risarcire.

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