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Bonus di 100 euro per la benzina a chi guadagna meno di € 2.000/mese

Proposta in Francia: bonus di 100 euro per la benzina a chi guadagna meno di 2.000 euro al mese. A sostegno della classe media

Il caro petrolio picchia duro ovunque in Europa, con conseguenze pesanti per chi fa rifornimento di carburante, col prezzo di benzina e diesel alle stelle. Così, il Governo francese pensa a una soluzione: bonus di 100 euro per la benzina a chi guadagna meno di 2.000 euro al mese.

L’idea, di qualche giorno fa, ora si fa strada. Il premier francese, Jean Castex, ha annunciato alla nazione un aiuto governativo di 100 euro. Per consentire alle classi medie di far fronte agli aumenti. Che in Francia stanno toccando livelli record.

Ovviamente, c’è anche tanta politica in questa mossa. Mancano sei mesi alle elezioni presidenziali: serve consenso elettorale. Nel ceto medio. Quindi, il braccio destro del presidente Emmanuel Macron ha assicurato inoltre che il prezzo del gas verrà “bloccato” per tutto il 2022.

L’indennità di 100 euro sarà solo per i francesi che guadagnano meno di 2.000 euro netti al mese. Il bonus è per i lavoratori che hanno bisogno della propria auto per andare al lavoro. E per i lavoratori autonomi, disoccupati in cerca di lavoro e pensionati, dice Castel. Riguarderà un totale di circa 38 milioni di persone.

Si tratta di una misura giusta, perché l’85% dei francesi possiede un’auto. Perché proprio 100 euro? Calcolo in base al costo aggiuntivo per un lavoratore che percorre 14.000 km all’anno: 80 euro. Più l’inflazione su altri beni.

Bonus di 100 euro per la benzina: e in Italia?

Va detto che 100 euro non corrispondono certo all’esborso maggiore. In quanto, i prezzi delle merci, col costo dei trasporti che salgono, lievitano. Comunque, sempre meglio che niente. Non sarebbe male se anche la politica italiana prendesse in esame un bonus del genere. Sarebbe un incentivo per chi lavora e per chi cerca lavoro. Si potrebbe magari cancellare qualche sussidio poco produttivo.

In Italia come in UE, non si ferma la tendenza al rialzo. Le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo crescono. Con gli automobilisti italiani che vengono sommersi di tasse: due terzi di pieno vanno allo Stato, fra accise e IVA. Situazione rara nel mondo.

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