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Stellantis: in Canada si cerca di impedire il taglio di 1.800 posti

In Canada interviene anche la politica per scongiurare il taglio di 1.800 posti di lavoro annunciato da Stellantis nei giorni scorsi

Stellantis

Nei giorni scorsi ha fatto molto rumore in Canada la decisione di Stellantis di tagliare un turno di lavoro nello stabilimento di Windsor riducendo la forza lavoro di circa 1.800 unità. Anche la politica nelle ultime ore si sta muovendo e si segnala l’intervento di Doug Ford, il premier dell’Ontario. Martedì Doug Ford ha riaffermato il suo impegno per l’industria automobilistica dell’Ontario, dicendo ai funzionari di Stellantis che il governo “è concentrato sull’effettuare gli investimenti necessari per garantire che l’Ontario rimanga un leader nella produzione di auto, compresi i veicoli elettrici e la tecnologia delle batterie”.

Stellantis: in Canada interviene la politica

Ford e il ministro dello sviluppo economico Vic Fedeli hanno parlato con Mark Stewart, chief operating officer di FCA-North America, e Dave Buckingham, CEO di FCA Canada, del piano dell’azienda per eliminare un altro turno presso lo stabilimento di Windsor Assembly il prossimo aprile. Il premier ha espresso la sua delusione per la decisione, che costerà 1.800 posti di lavoro diretti e probabilmente centinaia in più negli impianti di alimentazione, ha detto il suo ufficio in una dichiarazione martedì sera.

Stellantis ha ribadito che la decisione, annunciata venerdì scorso, è il risultato della carenza globale di chip semiconduttori e di altre pressioni economiche a causa della pandemia. Ford ha incoraggiato l’azienda a collaborare con Unifor, che sta preparando un business case per una soluzione alternativa, “per garantire che sia stato fatto tutto il possibile per riportare l’impianto a funzionare a pieno regime”.

Stellantis, il più grande datore di lavoro del settore privato di Windsor con 4.500 dipendenti, ha già tagliato il terzo turno dello stabilimento di minivan nel 2020. Ma la società ha confermato che prevede ancora di investire 1,5 miliardi di dollari per riorganizzare l’impianto per produrre veicoli elettrici plug-in e ibridi entro il 2024. Ciò aggiungerà 2.000 posti di lavoro e l’impianto tornerà a tre turni. Vedremo dunque come si evolverà la situazione.

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