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Le Ferrari F40 ed F50 di Rod Stewart

Due gioielli speciali come la F40 e la F50 sono stati le punte di diamante della collezione Ferrari di Rod Stewart.

Un look che fa sognare ad occhi aperti

Rod Stewart è un grande appassionato di auto sportive. Nel suo garage hanno trovato spazio, nel corso degli anni, diverse supercar dei marchi italiani più prestigiosi, come Ferrari e Lamborghini. Oggi le nostre attenzioni si concentreranno sulle “rosse” più esclusive presenti nella raccolta del celebre cantautore e produttore discografico britannico, la cui voce graffiante ben si sposa con il suono dei motori del “cavallino rampante“.

Stewart è uno degli artisti rock di maggior successo di tutti i tempi. La sua fama non conosce confini. Del resto stiamo parlando di un artista che ha venduto la bellezza di oltre 250 milioni di dischi in tutto il mondo. I riconoscimenti ottenuti non si contano in ambito musicale. Ci piace ricordare, fra gli altri, un titolo prestigioso guadagnato fuori dal palco: quello di baronetto, conferitogli nel 2016 dalla Regina Elisabetta II d’Inghilterra. Con queste credenziali, inserirlo nella lista dei migliori cantanti di sempre è doveroso. I grandi successi maturali durante la carriera professionale hanno consentito a Rod Stewart di guadagnare tanti soldi e di coronare i suoi sogni automobilistici di più alto livello.

Nessuno, quindi, si stupisce del fatto che sia riuscito a concedersi “giocattoli” meravigliosi come le Ferrari F40 ed F50. Auto da sogno, che hanno fatto emozionare generazioni di appassionati, e che il divo d’oltremanica ha potuto custodire nella rimessa personale, per usarli a suo piacimento. Beato lui. Adesso che i suoi gusti a quattro ruote sono chiari, è giusto spendere due parole sulla coppia di “rosse” precedentemente menzionata. Se lo gradite, seguiteci nel viaggio alla loro scoperta.

La Ferrari F40 di Rod Stewart

Ferrari F40
Le linee incantevoli della Ferrari F40

Qui stiamo parlando della regina delle supercar dell’era moderna. L’affermazione è impegnativa, me ne assumo però la responsabilità. Credo che nessun’altra vettura sportiva degli ultimi decenni sia entrata nel cuore degli appassionati con la stessa intensità della Ferrari F40. Lei è l’auto da sogno per antonomasia fra quelle stradali a motore posteriore centrale. Non si contano i poster che hanno decorato le pareti delle stanze di giovani e meno giovani, ad ogni latitudine del mondo. Del resto, è impossibile resistere alle seduzioni della magnifica creatura di Maranello, che si concede allo sguardo con un look a metà strada fra un prototipo da gara e un’astronave.

Il tempo per lei non sembra passare e anche le fuoriserie più recenti si devono inchinare al suo fascino. Sulla Ferrari F40 si è raggiunta una miscela inebriante di aggressività ed eleganza, in un quadro di grande coerenza formale. La stessa armonia data da Pininfarina alle linee si ritrova nel resto della composizione, grazie all’opera di un unico direttore d’orchestra, che ha coniugato al meglio le cose: l’ingegnere Nicola Materazzi. Il risultato? Un coro perfettamente intonato, dove le stonature non sono di casa. Cuore ed anima di questa supercar è un motore V8 biturbo da 2.9 litri, con 478 cavalli all’attivo, erogati a 7000 giri al minuto. La coppia massima tocca quota 577 Nm a 4000 giri al minuto. Sono numeri che all’epoca facevano davvero paura.

Leggendaria la capacità dell’auto di schiacciare al sedile, in accelerazione, ogni volta che le turbine entravano in esercizio. Ancora oggi la Ferrari F40 è un oggetto del desiderio per chi cerca le sensazioni più belle in assoluto. Sì, è vero, le hypercar moderne hanno prestazioni di un altro pianeta, ma non ripagano allo stesso modo il sistema emotivo. Qui tutto è analogico e autentico, perché una vera regina di bellezza non ha bisogno di trucco. Rod Stewart lo sa molto bene.

La Ferrari F50 di Rod Stewart

Ferrari F50
Un esemplare della meravigliosa V12 di Maranello

Per anni i collezionisti non l’hanno compresa appieno, ma oggi il suo valore è noto a tutti, nella sua pienezza. La Ferrari F50 è la supercar più vicina, sul piano concettuale, ad una monoposto di Formula 1 che abbia mai visto la luce. Il piacere di guida che regala è inebriante, per la finezza del suo equilibrio e per il vigore del suo pacchetto sensoriale, che tocca le migliori corde emotive. L’armonia delle sue dinamiche è sublime, ripagando in pieno dei soldi spesi per acquistarla. A condire il tutto ci pensa il sound da pelle d’oca che giunge dal motore V12 aspirato da 4.7 litri disposto alle spalle dell’abitacolo, imbullonato alla cellula di sopravvivenza in fibra di carbonio e con funzione portante per trasmissione e retrotreno. Roba da monoposto da Gran Premio.

Del resto, il cuore della Ferrari F50 deriva da quello della 640 F1 portata in pista da Nigel Mansell nella stagione sportiva 1989. Il primo esemplare del modello fu consegnato al pugile americano Mick Tyson. Diverso vip si concessero il privilegio di portare in garage uno di questi gioielli. Rod Stewart appartiene alla categoria. Immagino i bei momenti vissuti dal cantante inglese al volante di questa spider con tetto rigido asportabile, nata nel 1995 per celebrare il 50° anniversario della casa di Maranello, con due anni di anticipo sulla ricorrenza anagrafica. La vettura nacque in tiratura limitata di 349 esemplari e chiuse il suo ciclo produttivo nel 1997.

Inserita nel filone aperto dalla GTO e proseguito dalla F40, ne spinse a un livello più estremo il quadro tecnologico. Le sue linee, anche se meno armoniche di quelle della già citata F40, lasciavano senza fiato. Sia aperta che chiusa, la Ferrari F50 era una vera delizia per gli occhi. Le sue forme, oltre che dal classico rosso, erano premiate pure dal giallo. Vederla regala sempre grandi emozioni. Alcuni dei possessori che hanno in garage l’intera sequenza delle hypercar in serie speciale della casa di Maranello tessono le lodi della F50, che considerano la più gratificante da guidare.

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