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Distrazioni da smartphone causano incidenti mortali: l’UE dice basta

Come arrivare a quota zero sinistri nel 2050? Fra i vari strumenti, anche multe più severe contro le distrazioni da smartphone alla guida, che causano incidenti mortali. Unione Europea in pressing sui Paesi membri per un giro di vite contro chi guida con il cellulare in mano. In futuro, può anche darsi che arrivi una normativa omogenea in materia per tutta l’UE.

Il problema nasce dal fatto che in troppi guidano impugnando lo smartphone. Per scattarsi selfie, chattare, navigare online, telefonare. Oggi, in Italia, la sanzione è di 165 euro col taglio di 5 punti della patente. Alla recidiva, cioè alla ripetizione dell’infrazione in 2 anni, si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a 3 mesi: lo decide il Prefetto. E pure la multa a casa per guida con smartphone in mano è regolare: non sempre occorre fermare il conducente, secondo la Cassazione (ordinanza 10840/2019).

Una seconda questione attiene ai Codici della Strada dei vari Paesi UE, troppo vecchi. Scritti quando ancora lo smartphone non esisteva. La normativa dice: è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie. Operazioni che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani. Formulazioni complicate da semplificare. 

Distrazioni da smartphone: una piaga

Forse anche per questo, il 25% dei guidatori ha dichiarato che commette questa infrazione: solo lo 0,016% viene punita. Ci sono pochi controlli sulle strade, coi Comuni intenti più che altro a piazzare telecamere per scovare chi corre troppo o entra nelle Zone a Traffico Limitato delle città.

Per l’Istat, nel 2020, tra le cause più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,2%). L’agenda 2030 UE definisce indicatori chiave di prestazione che l’Italia dovrà prepararsi a fornire e che riguardano: velocità, uso dei sistemi di protezione (casco, cinture di sicurezza e
seggiolini per bambini), uso di alcool e droghe, livello di sicurezza del parco veicolare e della rete stradale nazionale, distrazione alla guida ed efficienza dei sistemi di soccorso in caso di incidente.

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