in

Stellantis, uscite incentivate un successo, lasciare l’azienda fa gola

La crisi degli stabilimenti Stellantis insieme alle agevolazioni per le dimissioni volontarie, stanno producendo numerose adesioni.

I sindacati chiedono a Stellantis di tutelare l’occupazione, di evitare di ridurre la dotazione organica degli stabilimenti italiani.

Nel frattempo però, tra sindacati e azienda, si raggiungono accordi per incentivare l’esodo dei lavoratori. In buona sostanza, sfruttando pure alcune misure del governo, di autorizzano prepensionamenti dei lavoratori più vicini alla quiescenza.

E si dice di alla formula 3×1 prevista anche dal contratto di espansione. In pratica, ogni tre fuoriusciti, uns nuova assunzione.

E giù le critiche, con l’azienda che viene accusata di tagliare forza lavoro, di voler delocalizzare e così via, sfruttando soluzioni concesse dal governo alla generalità dei lavoratori. Ma poi, approfondendo tutto, la sorpresa.

Parte la corsa all’uscita anticipata, perché sugli esodi incentivati arrivano più domande dei posti disponibili.

Esodi incentivati in Stellantis, un successo

Sembra quasi, per assurdo, che la tutela dei livelli occupazionali in Stellantis interessi tutti, tranne che i lavoratori.

Questa nostra affermazione è una esagerazione, una provocazione, ma dipende da ciò che sta accadendo.

Di fronte ad una intesa per 370 uscite incentivate tra cosiddetti “colletti bianchi” e tecnici negli Enti Centrali di Torino, in meno di un mese ne sono arrivate  670 di adesioni. Una montagna inaspettata. Una specie di corsa all’uscita. A poche settimane dall’intesa tra azienda e sindacati, sulle 370 uscite, potrebbe già essere ora di passare ad un altro tavolo per vedere come fare per soddisfare tutte le richieste.

Parlare di corsa a centrare l’uscita non è certo azzardato. Probabilmente le problematiche di Stellantis, le ipotesi di delocalizzazione, le continue casse integrazioni e fermate degli stabilimenti producono uno stato di angoscia che spinge molti a pensare sia meglio andare via. A maggior ragione se l’azienda e il governo, offrono “premi” alle dimissioni volontarie.

I numeri si alzano e i sindacati si muovono

A dire il vero l’accordo originario partorito il 22 settembre scorso, su Torino, sugli Enti Centrali di Torino e sulle aziende del gruppo, prevedeva 390 uscite incentivate, con 130 nuovi ingressi. Numeri che come abbiamo già detto, salgono giorno dopo giorno. Siamo arrivati in due settimane a 670 richieste, con un trend in crescita. Tanto è vero che i sindacati pensano si salirà ancora.

“Cercheremo di capire dall’azienda quali saranno le loro intenzioni. Questa adesione importante nel giro di poche settimane deve far riflettere noi come sindacati, ma soprattutto il gruppo Stellantis” questo il commento sui numeri da parte di Davide Provenzano, segretario della Fim- Cisl di Torino.

Ma non ci sono solo i colletti bianchi, perché è facile presupporre che la stessa situazione si manifesterà anche in altri settori produttivi degli stabilimenti Stellantis ed in altre Regioni dove il gruppo ha delle fabbriche. Infatti già si parla di numeri crescenti pure tra gli operai delle Carrozzerie di Mirafiori.

Esodo incentivato in Stellantis per futuri pensionati, ma anche per giovani

Da Melfi per esempio, da settimane sono emerse alcune indiscrezioni che mettono in risalto come, nonostante gli accordi riguardassero lavoratori prossimi alla pensione, anche i giovani iniziavano ad aderire.

In ogni operazione di dimissioni con premio infatti, non è certo raro trovare giovani in età lavorativa piena, con possibilità di cambiare lavoro, che preferiscono perdere il loro posto di lavoro recuperando liquidità e premi.

Soprattutto se l’azienda per cui si presta servizio ha numerose problematiche presenti e future. E non si può certo dire che oggi in Stellantis manchino le problematiche, tra carenza dei microchip, fabbriche chiuse, transizione elettrica ancora al palo e così via.

” Dei 160 posti di Mirafiori Plant, una novantina sono già stati prenotati. Di questi circa un dieci per cento riguarda capi supervisor e gestori shift manager. Sarebbero i capi operativi dei reparti e delle officine, personale inquadrato come impiegato, responsabile delle linee e degli operai. Professionalità che vanno formate”, questo un altro problema sollevato da Provenzano. In pratica, ciò che forse l’azienda non ha considerato attivando gli incentivi all’esodo, è che potrebbero venire meno anche professionalità difficili da soistituire.

Perché adesso molti vogliono lasciare Stellantis?

Le uscite incentivate si collegano a doppio filo sia ai pensionandi che ai giovani. C’è voglia di lasciare Stellantis quindi. Oggi è in programma un vertice al Mise, dove si discuterà delle tante e forse troppe problematiche che vivono nelle fabbriche del colosso nato da fusione tra i francesi di PSA e gli italiani di FCA.

Una fusione che non ha certo portato i risultati sperati e che non ha certo portato serenità e tranquillità nei lavoratori. La concorrenza di alcune fabbriche estere del gruppo, dove sembra sia più conveniente produrre auto, la crisi dei semiconduttori che porta alla chiusura delle fabbriche, le ripetute casse integrazioni e i paventati tagli di linee di produzione e lavoratori, sono fattori da non trascurare.

E sono fattori che spingono molti a pensare bene di lasciare Stellantis, magari senza avere già un nuovo posto di lavoro tra le mani, ma sfruttando l’incentivazione. In pratica agevolazioni nate per chi dovrebbe andare in pensione, ma alla fine richieste possibili anche per i giovani con pensione ancora lontana.

L’economia in ripresa spinge a trovare nuove strade

“Come abbiamo già più volte detto le occasioni di trovare un lavoro non mancano. Un’occupazione ben retribuita. A questa dinamica se ne associa un’altra. Le incertezze sul futuro di Stellantis secondo noi inducono chi può a trovare un’alternativa ora che non mancano le occasioni ” questo il quadro esposto da Provenzano, che conferma la nostra tesi.

Con una economia in ripresa, e con le occasioni di occupazione che dovrebbero continuare a salire, sulla bilancia della scelta Stellantis pesa meno.

Meglio prendere soldi per lasciare Stellantis che rischiare di restare impigliati in tutte queste dubbie situazioni che sembra non lasceranno l’azienda ancora per molti mesi.

Ma non c’è solo la Fim a sottolineare questo. Infatti sono tutte le sigle sindacali che oggi arriveranno al tavolo con azienda e governo al Mise, chiedendo chiarimenti sul futuro di Stellantis.

Dalla Fismic Confsal per esempio, si chiede “Un confronto serrato sul futuro industriale di tutti gli stabilimenti italiani dando certezze ai lavoratori, oggi disorientati e demotivati, come dimostra la forte richiesta per uscire dall’azienda in modo agevolato avvenuta in questi mesi. Si tratta di un dato che deve far riflettere. Rimangono grandi incertezze per il presente e il futuro”.

Looks like you have blocked notifications!

Lascia un commento