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Stellantis Melfi: dopo settembre pure ottobre nero, 6 giorni di lavoro

Continua la crisi lavorativa nello stabilimento ex FCA di Melfi, anche ad ottobre 6 giorni di lavoro garantiti

Bisognerà parlarne per forza di cose nel summit dell’11 ottobre a Roma presso il Mise. Stellantis Melfi continua con le chiusure. Dopo la riapertura posticipata dal 6 al 13 settembre dopo la pausa estiva, e dopo in settembre che per molti operai ha prodotto meno di una settimana di lavoro, anche ottobre sarà buio.

Per l’occasione in cui sindacati, governo e azienda si incontreranno e parleranno di Stellantis, l’11 ottobre prossimo al Ministero dello sviluppo economico, serviranno risposte.

Certamente una situazione negativa non solo per Stellantis Melfi. Perché ciò che vivono i lavoratori in Basilicata, lo vivono quelli nel resto degli stabilimenti italiani del quarto produttore mondiale di auto, il colosso dell’industria automobilistica nato dalla fusione italo francese di PSA ed FCA.

Da Cassino a Pomigliano, da Mirafiori a Termoli o a Val di Sangro, ovunque gli stabilimenti Stellantis vivono momenti di crisi più o meno accentuati.

La Uilm grida l’allarme, a Melfi solo 6 giorni in fabbrica ad ottobre

I lavoratori di Stellantis a Melfi sono di nuovo fermi. Altro stop alla produzione e sempre per lo stesso motivo. Parliamo naturalmente della grave carenza di semiconduttori. I tanto discussi microchip di provenienza asiatica continuano ad essere introvabili.

E ancora cassa integrazione a macchia d’olio. Con gravi ripercussioni sui lavoratori dal punto di vista salariale ma non solo.

Molti lavoratori continuando con gli ammortizzatori sociali, difficilmente riusciranno a maturare i ratei per il raggiungimento di alcuni benefici spettanti di diritti come le ferie, il par o la tredicesima, tanto per citarne alcuni.

E per molti esperti il ricorso agli ammortizzatori sociali è l’inizio. In pratica, non è che il preludio al taglio di addetti che Tavares e soci avrebbero intenzione di adottare in Italia. Un taglio di 12.000 addetti che dovrebbe essere la soluzione al contenimento dei costi che il CEO portoghese di Stellantis, Tavares ha trovato.

“La situazione sta diventando ingestibile”, è l’allarme lanciato dai metalmeccanici della UIL dopo la conferma che pure ad ottobre i lavoratori staranno poco in fabbrica.

Solo 6 giorni di lavoro quindi nel mese di ottobre. Ancora meno che a settembre se si pensa che almeno nella prima settimana di settembre, lo stabilimento era chiuso ma per le ferie estive.

I motivi di una crisi evidente a Stellantis Melfi

“A causa della mancanza di semiconduttori che non permettono di far fronte agli ordini, nello stabilimento Stellantis di Melfi (Potenza) per il mese di ottobre, ad oggi, si prevede solo la produzione di ottomila vetture (sei giorni di lavoro)”, è ciò che si legge in una ultim’ora Ansa.

Ed è ciò che ha detto Marco Lomio, segretario della UILM Basilicata dopo aver svolto l’esame congiunto in Stellantis che come prassi viene effettuato prima di ogni nuovo periodo di Cassa integrazione da avviare.

“Questa situazione ormai sta mettendo in ginocchio tutto il settore dell’automotive ma per Melfi e la sua area industriale composta da 15 mila lavoratori è l’ulteriore conferma del disastro economico che ormai da mesi i lavoratori stanno affrontando” è questo eloquente commenti del rappresenta sindacale riportato dall’Ansa.

Presto però si potrebbero avere risposte, o almeno questa è la speranza pure di Lomio. Il riferimento è sempre al summit del prossimo 11 ottobre al Ministero dello sviluppo economico a Roma, alla presenza del titolare del dicastero, il leghista Giancarlo Giorgetti.

“Non c’è più tempo da perdere, servono misure straordinarie per far fronte a questa situazione e l’incontro dell’11 ottobre convocato dal Ministro Giorgetti deve andare nella direzione affrontare in modo reale una situazione che sta diventando ingestibile”, questo ciò che hanno detto i rappresentanti dei metalmeccanici della UIL.

Appuntamento quindi per il giorno 11 ottobre, un lunedì che si appresta ad essere di fuoco, se le premesse sono queste.

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