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Stellantis, tutte le preoccupazioni di Melfi, indotto compreso

All’ultima riunione del direttivo dell’indotto Fiom Cgil Melfi sono emerse tutte le preoccupazioni

Sono attimi di angoscia e paura quelli che si vivono a Melfi quotidianamente per i lavoratori del grande polo produttivo di Stellantis.

Preoccupazioni emerse tutte durante il direttivo dell’indotto Fiom Cgil Melfi.

L’incontro dei rappresentanti dei lavoratori, che ha fatto registrare la presenza dei vertici della segreteria Fiom Cgil Basilicata, è stato importante.

Sono stati affrontati infatti, tutti gli aspetti della crisi lavorativa che affligge lo stabilimento di Melfi, indotto compreso.

E sul sito “basilicata24.it” l’esito dell’incontro è stato riportato attraverso le dichiarazioni di alcuni partecipanti.

Preoccupazioni crescenti e su Stellantis si attendono risposte

C’è attesa anche allo stabilimento ex FCA di Melfi per il nuovo incontro previsto per l’11 ottobre prossimo al Mise.

Si tratta del summit con sindacato, azienda e Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, da cui in tutti gli stabilimenti Stellantis italiani, sono attesi i chiarimenti sulla precaria situazione che si sta vivendo.

Crisi dei semiconduttori con chiusure delle fabbriche, cassa integrazione e regimi ridotti sono solo gli ultimi di una serie di problemi ormai datati.

Problemi nati già immediatamente dopo la nascita del colosso dell’Automotive a gennaio, subito dopo l’avvenuta fusione tra PSA ed FCA.

“Durante gli interventi sono emerse tutte le preoccupazioni per il futuro occupazionale visto il fermo produttivo che attanaglia l’industria dell’automotive, derivante dall’assenza di investimenti nel settore, prima ancora della pandemia e oggi anche dall’assenza di semiconduttori”,  questo ciò che afferma Giorgia Calamita, in rappresentanza della Fiom Cgil Basilicata alla riunione del sindacato.

Va registrata l’assenza del governo sulla vertenza Stellantis

Il fatto che l’11 ottobre prossimo è stato messo in calendario l’incontro al Mise è una notizia buona, perché l’incontro è attesissimo.

Anche perché a detta di molti, l’assenza di una presa di posizione del governo su Stellantis è evidente.

E della stessa linea di pensiero Giorgia Calamita, della Fiom Cgil Basilicata.

“Nonostante la strategicità del settore per l’economia del paese non esiste una politica attiva con piani di investimenti nel settore, il governo è assente”, questa l’invettiva della sindacalista.

In pratica, il nostro governo non ha praticamente messo naso in tutte le operazioni che Stellantis sta mettendo in piedi, nessuna richiesta da parte dello Stato, di preservare i livelli occupazionali degli stabilimenti, comprese le piccole realtà del nostro indotto.

Manca il confronto coi sindacati

Nonostante siano già stati effettuati diversi summit, l’accusa che anche dal direttivo Fiom in Basilicata emerge, è l’assenza del confronto con il sindacato per affrontare il tema del lavoro.

Per esempio in Francia, il governo nazionale ha deciso di avere una partecipazione in Stellantis. In Italia non è successa la stessa cosa.

Questo nonostante oggi l’Automotive è alle prese con una riconversione tecnologica verso la completa elettrificazione.

E come in ogni rivoluzione, anche sulla transizione elettrica occorrono risorse, progetti e investimenti.

“È in atto nel settore una trasformazione tecnologica per via della transizione, ma sul merito c’è un disinteresse preoccupante della politica”, questa l’accusa della Fiom alle istituzioni.

“Non esistono progetti sull’industria nel nostro paese, è necessario aprire una vera discussione con le parti sociali, aprire un tavolo di confronto per discutere del Pnrr”.

In altri termini secondo la Fiom, occorre “progettare il futuro industriale nel nostro paese per escludere perdite occupazionali”. Ed è esattamente questo ciò che ha rimarcato Giorgia Calamita della Fiom Cgil di Basilicata.

Stellantis e situazione dei lavoratori, la gravità del momento

Carenza di piani industriali precisi e soprattutto, immediati vogliono dire preoccupazione latente per tutti i lavoratori del gruppo, a maggior ragione per i meno tutelati dell’indotto di cui Melfi è piena.

“La situazione per tutti i lavoratori della componentistica è preoccupante”, la preoccupazione è emersa chiara nel direttivo Fiom.

“Le ricadute del calo produttivo sui salari non sono più sostenibili. L’utilizzo massiccio della cassa integrazione inoltre, non fa maturare i ratei per il raggiungimento di alcuni istituti (ferie, par, tredicesima)”, queste le maggiori problematiche per i lavoratori.

In pratica, “Questo erode ulteriormente il salario dei lavoratori, mentre la fuoriuscita di molti lavoratori in somministrazione è già un fatto concreto”. Un lungo ed esaustivo questo elenco delle problematiche dei lavoratori messo in evidenza a chiare lettere. Tutto questo è emerso a seguito della discussione alla riunione del direttivo della Fiom Cgil di Basilicata.

Estendere i benefici dell’intesa tra sindacati d Stellantis anche all’indotto

Su Melfi e sullo stabilimento ex FCA in Basilicata, è programmata la messa in produzione di 4 nuovi veicoli elettrici a partire dal 2024.

Sono veicoli plurimarca che aprono a scenari ottimistici per il futuro.

Su questo progetto c’è anche una intesa già raggiunta tra le parti sociali (compresa la Fiom Cgil) e l’azienda.

Un accordo trovato a giugno ma che adesso va ritoccato perché secondo la Fiom, c’è “la necessità di estendere i diritti per tutti i lavoratori della componentistica”.

Va ricordato che l’accordo garantisce il recupero dei ratei e di conseguenza garantisce il salario ai lavoratori. Una tutela che non può essere applicata solo ai lavoratori interni a Stellantis.

Occorre estendere il frutto dell’intesa anche all’indotto, che sulla produzione dei 4 nuovi veicoli elettrici previsti, dal punto di vista della componentistica non potrà non avere un ruolo centrale.

Il prossimo summit fissato al Mise per l’11 ottobre dovrebbe dare finalmente alcune risposte. E le attese sono tutte per quelle che riguardano l’occupazione e i salari.

I lavoratori  e i sindacati devono adoperarsi

Dal direttivo Fiom quindi è emersa tutta l’attenzione che occorre dare pure ai lavoratori dell’indotto. E servono azioni e progetti anche da parte di sindacati e lavoratori. Su questo la Calamita è stata chiarissima.

“Necessario prevedere iniziative sindacali a partire da un percorso di assemblee sindacali unitarie. Che coinvolga tutti i lavoratori della componentistica di Melfi. Affinché si apra una vera discussione nel paese che dia centralità al settore viabilità, per garantire l’occupazione nel nostro paese. Dall’incontro dell’11 ottobre devono emergere segnali chiari”, questo in chiusura l’appello della sindacalista.

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