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Sevel, tagli a limitato impatto sociale, parole di De Biasi Stellantis

Mentre sale l’angoscia tra i lavoratori della Sevel di Atessa alle prese con esuberi e tagli di turni lavorativi, il responsabile delle relazioni industriali ridimensiona il problema.

“Nessun ridimensionamento dello stabilimento, impatto sociale limitato” questo si legge sul quotidiano “Repubblica” e sono parole dette da Pietro De Biasi, responsabile delle relazioni industriali di Stellantis sulla Sevel di Atessa.

In pratica, non ci sarebbero problemi, perché a livello sociale non ci sono grandi preoccupazioni da parte dei vertici aziendali. Parole che stridono di fronte alla vasta preoccupazione e alla triste situazione che vivono i lavoratori alla Sevel di Atessa così come in altri stabilimenti italiani di Stellantis.

E c’è chi ha già interpretato duramente le parole di De Biasi. Effetti collaterali e basta, sarebbe questa l’interpretazione che qualcuno da alle parole del rappresentate dei vertici di Stellantis in riferimento al rischio di 900 lavoratori tra interinali e dislocati che rischiano il posto o la cassa integrazione. Perché nel frattempo da fine settembre si passerà dai 18 ai 15 turni di lavoro. Questo ormai è un dato certo.

Eppure parliamo di un settore, quello dei furgoni, che si producono in Val di Sangro, che in crisi di mercato non lo è. Fatto altrettanto chiaro questo se si pensa che la stessa Stellantis ha accelerato i tempi di riconversione ai furgoni della ex fabbrica Opel di Gliwice, in Polonia.

Le discutibili parole del responsabile di Stellantis, Pietro De Biasi

L’ospitata ad un convengo organizzato dal sindacato metalmeccanico Fismic-Confsal a Torino è stata l’occasione per il responsabile delle relazioni industriali del colosso automobilistico, per parlare anche delle problematiche degli stabilimenti italiani di Stellantis.

Il convengo era “le quattro ruote del futuro”, e Di Biasi ha spaziato anche sulle problematiche delle fabbriche italiane del gruppo.

E sulla Sevel, in Abruzzo, il tema è piuttosto caldo in questi giorni. Come detto infatti, i turni produttivi sono stati già tagliati, sempre per il problema della carenza dei semiconduttori. La difficoltà ad approvvigionarsi di microchip è ciò che l’azienda ha utilizzato come motivazione nel giustificare il taglio dei turni.

“Dipende dalla necessità di fronteggiare la situazione”, così si è espresso De Biasi.

“Nessun ridimensionamento, ma la necessità di affrontare una situazione temporanea”, parole di De Biasi. E queste parole del responsabile di Stellantis, come si legge su Repubblica, sono state interpretate duramente dai lavoratori. In pratica, De Biasi, definisce in questo modo la situazione che si è venuta a creare alla Sevel di Atessa.

La situazione di Atessa per la Sevel non è certo positiva

Alla Sevel di Atessa, si producono i veicoli commerciali tra cui il Fiat Ducato. Ed è proprio in Val di Sangro che è stato deciso che da lunedì 27 settembre, ci saranno tre turni a settimana in meno.

Questo significa avere 900 lavoratori in esubero. E 300 dio questi sono interinali, lavoratori con contratti di somministrazione che evidentemente non verranno più rinnovati. Gli altri 600 circa sono lavoratori trasfertisti in Abruzzo, provenienti da altri stabilimenti di Stellantis (ed una volta di FCA), per dare una mano alla Sevel dove evidentemente la domanda di furgoni è stata sempre elevata. Per questi si apre il ritorno alle loro fabbriche originali, con tanto di ritorno alla cassa integrazione.

“Le decisioni assunte in Sevel sono dovute alla necessità di fronteggiare una situazione, non è un ridimensionamento rispetto al percorso storico, ma la necessità di fronteggiare una situazione”.

La gravità della crisi dei semiconduttori fa sì che la Sevel non sia in grado di supportare l’aumento della produzione che era stato deciso lo scorso aprile”, questo ciò che ha spiegato De Biasi.

“La stragrande maggioranza dei lavoratori interessati è in prestito da altri stabilimenti, quindi l’impatto sociale di questa situazione, che spero sia temporanea, sarà molto limitato”, così il rappresentate di Stellantis ha gettato acqua sul fuoco.

Alla Sevel non si toccheranno i 5600 dipendenti interni

Come se interinali e dislocati siano lavoratori di serie B. Infatti secondo De Biasi l’impatto sociale della chiusura di tre turni lavorativi non è grave. I sindacati, hanno mandato un messaggio al governo chiedendo che lo Stato monitori la situazione.

E sono gli stessi sindacati che sui somministrati da mesi chiedono la stabilizzazione.

E le parole del rappresentante dell’azienda di cui da notizia Repubblica (tra l’altro parliamo di un giornale vicino agli Elkann e alla Exor), non saranno certo prese come buone dai sindacati.

Ciò che ha voluto dire De Biasi è che dal punto di vista dei lavoratori interni alla Sevel, nulla cambierà. In altri termini, i 5600 lavoratori Sevel non subiranno scossoni. Per questo parla di assenza di programmi di ridimensionamento.

In effetti la scelta di passare da 18 a 15 turni non toccherà i circa 5600 lavoratori di Sevel, ma “solo” i trasfertisti e parte dei lavoratori a termine con contratti di somministrazione.

I sindacati si sono fatti già sentire, perché contestano il fatto che “l’azienda scarichi sui lavoratori gli effetti della crisi dei semiconduttori e che il governo non intervenga, nonostante le sollecitazioni proprio delle sigle metalmeccaniche, per affrontare la questione forniture”.

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