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Stellantis: Tavares visita Sevel e Pomigliano, reazione dei sindacati

Il CEO di Stellantis Carlos Tavares in visita in Italia in due degli stabilimenti dove monta il malcontento da settimane.

Visita italiana per l’’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares. Ieri mattina la visita allo stabilimento Sevel di Atessa, oggi invece allo stabilimento ex FCA di Pomigliano d’Arco. Si tratta di due degli stabilimenti più discussi del momento, con la chiusura protratta dopo le vacanze estive che ha messo in agitazione i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali.

Tavares non è nuovo a visite in Italia presso gli stabilimenti italiani del colosso dell’Automotive che ha visto i natali dopo la fusione tra i francesi di Peugeot (PSA) e gli italiani di FCA (Fiat Chrysler Automobiles).

Ciò che rende interessante e forse importante, la visita dell’Amministratore delegato di Stellantis è il momento in cui viene effettuata. Con i sindacati che in diversi stabilimenti del gruppo in Italia, minacciavano già le prime mobilitazioni.

Proprio i sindacati hanno commentato le visite di Tavares, con un misto di soddisfazione per il segnale dato agli stabilimenti italiani, ma di preoccupazione.

La visita di Tavares alla Sevel di Atessa

Il manager portoghese Carlos Tavares, CEO di Stellantis, come già detto, ieri ha fatto visita allo stabilimento Sevel di Atessa, in Val di Sangro. Si tratta dello stabilimento sede della Società Europea Veicoli Leggeri, dove si costruiscono da sempre i veicoli commerciali come il Fiat Ducato.

Uno stabilimento che è alle prese, come tuti gli altri del gruppo e come la stragrande maggioranza dei competitor del settore Automotive, con la crisi dei semiconduttori. Una crisi che ha portato alla decisione di rinviare l’apertura dello stabilimento Sevel di Atessa dopo la pausa estiva. Lo stesso che per esempio è accaduto nel più grande stabilimento Stellantis in Italia, quello ex FCA di località San Nicola a Melfi, in Basilicata.

Dalla nota agenzia di stampa “Ansa”, vengono riportati i commenti della Fim Cisl, uno dei sindacati metalmeccanici più rappresentativi. E i metalmeccanici della Fim parlano di “fatto positivo” anche se poi sottolineano che “ora occorre chiarire le prospettive”.

La preoccupazione per le sorti dello stabilimento di veicoli commerciali che per anni è stato il più importante d’Europa è tanta. Soprattutto alla luce del fatto che Stellantis ha deciso di riconvertire ai veicoli commerciali leggeri la produzione di uno stabilimento polacco dove si producevano auto.

Parliamo naturalmente dello stabilimento ex PSA ed Opel di Gliwice, in Polonia, dove da febbraio 2022 (in anticipo rispetto alle previsioni che indicavano la partenza ad aprile 2022), non si produrrà più la Opel Astra, bensì i veicoli commerciali tra cui il Fiat Ducato.

La questione dei lavoratori in somministrazione

Ricapitolando, come si legge sull’Ansa, l’AD del gruppo Stellantis ieri mattina ha fatto visita allo stabilimento dove in Italia si producono i veicoli commerciali. Il CEO Tavares ha visitato la Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, stabilimento colpito come tutti, dalla carenza di microchip.

La soddisfazione con cui i sindacati hanno accolto la visita è stata occasione per ritornare alle annose richieste che da tempo sono finite sul tavolo dell’azienda, ad iniziare dalla richiesta di stabilizzare i 700 lavoratori in somministrazione.

Su questo i sindacati sono intransigenti perché parlano già di sciopero se l’azienda non esaudir la richiesta. Tra l’altro si parla da tempo, in riferimento alla Sevel, di raggiungere nel 2021 il picco della produzione. Un programma questo ambizioso che però si scontra con la realtà che parla di cassa integrazione, chiusure prolungate, crisi di semiconduttori e così via.

Va ricordato che alla Sevel lavorano oltre 6.000 addetti (6370 con la precisione), ma ben 700 sono interinali, lavoratori con contratti di somministrazione che provengono da Agenzie che offrono questi servizi. E i sindacati chiedono, dal momento che da tempo questi lavoratori risultano necessari alla Sevel, la loro stabilizzazione.

La reazione della Fim Cisl alla visita del CEO alla Sevel

“Certamente la visita di Tavares nello stabilimento Sevel è un fatto positivo. Vedrà con occhi e toccherà con mano, quanto è stato importante il contributo professionale delle lavoratrici, dei lavoratori e del sindacato a costruire le condizioni produttive per conquistare la leadership di Stellantis nel settore dei veicoli commerciali”, questo il commento prima dell’arrivo del CEO alla Sevel.

E le attese da parte della Fim e delle altre sigle sindacali sono enormi. Infatti,  “noi ci aspettiamo che tutto questo venga valorizzato concretamente dal CEO di Stellantis. È necessario che chiarisca le prospettive future dello stabilimento abruzzese in Val di Sangro, in rapporto anche alla costruzione dello stabilimento polacco”, queste sono le cose che la Fim si aspetta adesso che Tavare ha toccato con mano lo stabilimento di Atessa.

E poi, naturalmente la questione dei somministrati, con la Fim che ha detto di aspettarsi che Tavares “dia disposizione per la stabilizzazione degli oltre 700 lavoratori somministrati che sono da anni parte integrante della forza occupazionale di Sevel. Diversamente senza novità sul fronte dei somministrati, si arriverà al primo sciopero dell’era Stellantis”.

Tavares a Pomigliano, visita attesa da tempo

Dopo la Sevel di Atessa tocca allo stabilimento di Pomigliano, dove Tavares si è recato oggi 08 settembre. Ed anche a Pomigliano l’AD di Stellantis incontrerà uno per uno i rappresentanti sindacali e i delegati.

Su Pomigliano, come si legge sul quotidiano Repubblica, è stata la UILM, con il segretario nazionale Gianluca Fico e con qulelo generale della Campania, Crescenzo Auriemma a commentare la visita.

“La visita di Tavares è un segnale di attenzione importante, che speriamo possa presagire alla declinazione di un piano industriale per il futuro dello stabilimento” questo il commento dei due sindacalisti dei metalmeccanici della Uil.

Dal Suv Tonale all’elettrificazione, da Tavares occorrono risposte

A Pomigliano si attendono buone nuove, a partire dal lancio del suv Tonale, che da tempo è atteso ma che viene costantemente rinviato, ma non solo e la UILM lo sottolinea bene.

 “Per Pomigliano non solo attendiamo il lancio produttivo del Tonale, ma chiediamo di conoscere anche la missione produttiva futura, quella per intenderci del nuovo piano industriale ancora tutto da costruire”, così si sono espressi i rappresentanti della UILM.

“L’obiettivo che rivendichiamo come sindacato naturalmente è la piena occupazione. Peraltro siamo in attesa di riprendere quel tavolo di confronto che è stato insediato nel mese di giugno e che abbiamo chiesto di riconvocare”, così i rappresentanti della UILM.

“In quell’occasione porremo tutte le questioni più delicate, a partire dalla necessità di immaginare un piano di lungo termine per le fabbriche di motori. Come la Fma di Avellino”, queste alcune delle problematiche messe in evidenza dai due sindacalisti.

La situazione delicata del settore in Italia la fa da padrona

I sindacalisti della UILM hanno rimarcato la necessità di aprire di nuovo quel tavolo di discussione tra azienda, sindacati e istituzioni. Anche perché sul settore dell’Automotive in Italia c’è un alone tetro.

“Sul futuro dell’Automotive in Italia pesano molte incognite, che vanno dalla transizione ecologica alla integrazione fra Fca e Psa in Stellantis. Da ultimo poi si è aggiunta la crisi di approvvigionamento dei microchip: ebbene anche su questo chiediamo il supporto del Governo, poiché non voremmo che si scatenasse una corsa fra le potenze industriali per il ripristino delle procedure e che l’Italia ancora una volta arrivasse in ritardo correndo il rischio poi di perdere preziose quote di mercato” così la UILM approfittando della visita del CEO Tavares a Pomigliano, non ha perso tempo per chiedere l’intervento di governo nazionale e regionale sulle questioni degli stabilimenti italiani.  

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