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Capolavoro di Giovinazzi in Qualifica a Zandvoort

Il settimo posto dal quale scatterà oggi Giovinazzi a Zandvoort è una manna dal cielo per mettere da parte voci e indiscrezioni sul futuro

Antonio Giovinazzi lo aveva anche detto prima di partire per il fine settimana del Gran Premio di Olanda: “Zandvoort è un luogo dove ho bei ricordi”. Il riferimento era all’annata 2015 quando Giovinazzi militava nella Formula 3 Europea che a metà luglio disputava un evento di supporto al DTM proprio lungo il nastro d’asfalto di Zandvoort. In quell’occasione Giovinazzi riuscì ad imporsi in una delle tre gare in programma, risultando poi secondo negli ulteriori due eventi a disposizione. Non finì qui, perché a Zandvoort durante il Master of Formula 3 sempre del 2015 Giovinazzi riuscì ancora una volta a sbaragliare la concorrenza.

Insomma, gli strepitosi ricordi e un settembre mai domo hanno fatto da rampa di lancio per un Antonio Giovinazzi artefice di un assoluto capolavoro ieri durante le Qualifiche del Gran Premio di Olanda che si corre proprio a Zandvoort. Ad Antonio serviva il classico acuto per provare a dare una svolta alle pressioni di un mercato che in queste settimane lo ha avuto come protagonista di un futuro in Alfa Romeo ancora in bilico.

Antonio ha messo in pratica un sabato di grandi velleità tirando fuori le competenze che si ritrova. Il forte pilota di Martina Franca non era mai partito così in avanti, sfruttando un tempo di tutto rispetto: tra poche ore Antonio scatterà dalla settima casella puntando a qualcosa di grande.

Antonio Giovinazzi

Il miglior risultato di sempre in Qualifica per Antonio Giovinazzi

La settima piazza dalla quale scatterà Antonio Giovinazzi a Zandvoort non è la stessa di Zeltweg 2019 come si potrebbe, erroneamente, pensare. In quell’occasione Antonio aveva concluso le Qualifiche in ottava posizione trasformatasi poi in una settima piazza dopo la penalizzazione di Kevin Magnussen che aveva dovuto sostituire il cambio della sua Haas. Il settimo posto agguantato ieri in Q3 da Giovinazzi non è minimamente paragonabile con il dato di allora anche per un distacco dalla Pole fissato nel 2019 a circa 1 secondo e due.

A Zandvoort ieri si è materializzato un capolavoro. Il confronto può essere esteso al distacco che sempre nel 2019 Giovinazzi accusò a Baku: in Azerbaigian, Antonio partì dall’ottava piazza con un ritardo di 0.929 secondi dalla Pole. Quindi la 12esima casella di partenza raggiunta a Portimao quest’anno accusava un distacco di 0.868 secondi da Valtteri Bottas che scattava davanti a tutti. Tutt’altra cosa rispetto ai “soli” 0.705 secondi che ieri lo hanno separato da Max Verstappen re delle Qualifiche di Zandvoort.

Si può quindi ammettere che quella di Antonio Giovinazzi ieri a Zandvoort è un’impresa. Lo è se rapportata ad esempio ad una quarta posizione raggiunta da Pierre Gasly con l’AlphaTauri distante circa un decimo dalla prestazione di Antonio. Lo è anche nel confronto con la coppia di casa Ferrari che scatterà davanti ad Antonio con Leclerc e Sainz: in questo caso, il quinto posto di Charles è fermo ad appena 60 millesimi dalla C41 di Giovinazzi ovvero a 50 millesimi dalla sesta piazza di Carlos.

Antonio Giovinazzi

L’impresa è anche nei dati riferiti alle selettive Curve 3 e 7 del tracciato di Zandvoort che leggiamo all’interno dell’attenta analisi di Federico Albano su FormulaPassion: “a Curva 3 Giovinazzi lascia solo 27 millesimi al poleman, e a Curva 7, quella dove serve più coraggio di tutti, Giovinazzi va sul freno perché esce da curva 6 ben 5 km/h più veloce dell’olandese, ma poi ha una percorrenza di curva 7 perfetta e veloce, solo 1 km/h più lento di Max e addirittura gli guadagna 27 millesimi. Abbiamo esaltato tanti piloti giovani per imprese straordinarie, oggi gli allori se li merita tutti Antonio”, scrive.

Alta concentrazione

Antonio ha lasciato alle sue spalle entrambe le Alpine di Esteban Ocon e Fernando Alonso e addirittura la McLaren di Daniel Ricciardo. Ma ha saputo gestire una concentrazione messa a dura prova da una Q2, conclusa con l’apprensione del decimo tempo che gli ha spalancato le porte della Q3, caratterizzata da un lungo stop ai box a causa di un dado rotto che non permetteva di estrarre l’anteriore destra. Un po’ di fortuna (necessaria, viste le ampie sfortune di un’intera stagione) ha giocato a favore di Antonio che grazie alla bandiera rossa causata dall’incidente di Latifi con la Williams ha potuto beneficiare dello stop imposto alla Q2 utile anche per guadagnare tempo utile ai meccanici dell’Alfa Romeo per estrarre il dado difettoso. Il resto però lo ha fatto Giovinazzi risultando veloce e preciso in Q3, avendo fatto vedere ottime cose già da venerdì.

D’altronde bisognava agire con forza perché “ogni anno a settembre diventa difficile per me; se faccio bene il mio lavoro so che potrò rimanere” dice Antonio. In casa Alfa Romeo Racing si ragiona sul futuro e sui sedili che secondo le indiscrezioni potrebbero anche escludere proprio Giovinazzi dal 2022 del Biscione nel Circus. Potrebbe quindi voler dire tanto la prestazione di ieri, potrebbe dire ancora di più quanto ottenibile oggi a Zandvoort perché un risultato clamoroso potrebbe ribaltare qualunque ragionamento messo in pratica fino a qui.

Antonio Giovinazzi

La prestazione di Giovinazzi che lo ha condotto fino alla settima casella è un dato interessante anche in vista del Gran Premio di oggi visto che il particolare layout del tracciato di Zandvoort pare possa impostare le attività di sorpasso verso condizioni di non facile realizzazione. Partire davanti potrebbe quindi giovare e non poco. Lo stesso Giovinazzi, al termine delle Qualifiche, aveva ammesso che le simulazioni sul passo gara avevano dato esiti piuttosto confortanti.

C’è bisogno di collaborazione

Oggi ci sarà bisogno di collaborazione. Bisognerà mettere in pratica una strategia corretta provando a dimenticare errori spesso messi in pratica in tal senso dalla compagine gestita da Frederic Vasseur. Il sabato, come è noto, non si fanno punti mentre di domenica l’obiettivo è proprio questo. Il risultato in Qualifica di Antonio potrebbe giovare non solo a se stesso, e quindi alle sue sorti accompagnate da voci di mercato che sembrano non impensierirlo bensì fortificarlo, ma anche all’Alfa Romeo che spera ancora di riagguantare l’ottava piazza nel Mondiale Costruttori oggi come oggi appannaggio di una Williams che ha saputo capitalizzare meglio le condizioni a disposizione fino a qui. Quindi gli imperativi che potrebbero condurre oggi a qualche cosa di buono sono molteplici e tutti di fondamentale importanza.

Antonio ci metterà del suo oggi, magari ripensando a quelle partenze impressionanti anno 2020 quando allo start riusciva ad inanellare una miriade di sorpassi a ruota libera. Il suo fine settimana d’Olanda d’altronde era apparso sin da subito caratterizzato da ottimi riscontri a cominciare da un sorprendente quarto posto in Q1.

Il 50% del lavoro è già stato fatto. Oggi Antonio dovrà dimostrare che quel posto in Formula 1, in Alfa Romeo, è ancora suo. I fatti potrebbero condizionare in maniera positiva le scelte magari mettendo a disposizione di Antonio, finalmente, una monoposto realmente competitiva.

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