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I concessionari sottolineano la mancanza di auto

C’è un paradosso molto particolare che coinvolge incentivi e concessionari: nonostante il successo degli incentivi, pare manchino le auto

Concessionari

C’è un paradosso molto particolare che coinvolge incentivi e concessionari. L’ottima consistenza degli incentivi infatti ha portato molti utenti a scegliere il cambio di vettura, in accordo con le interessanti prospettive di risparmio proposte. Tuttavia se gli incentivi rendono più semplice la condizione del mercato, i concessionari fanno notare che non sono particolarmente disponibili le vetture da essere acquistate. Sullo scarso approvvigionamento di vetture pesa sicuramente la crisi dei chip che rallenta l’intero comparto produttivo.

A farne le spese sono soprattutto quei modelli elettrificati, o elettrici, più economici. Questo perché l’incentivo produce una misura di risparmio maggiore e l’utenza ne risulta ovviamente maggiormente attratta. Il rischio è quello di prolungare i tempi di attesa per godersi effettivamente la vettura acquistata dai concessionari.

Il grido di allarme della Federazione dei Concessionari

A fornire il proprio grido di allarme sulla questione è il presidente della Federazione dei Concessionari, Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino: “i clienti gli ordini li fanno. Il problema è che non abbiamo le macchine da consegnare e non sappiamo dire quando le riceveremo. Auto a chilometro zero non ce ne sono più perché non c’è eccedenza da immatricolare. I noleggi a breve termine sono stati duramente colpiti dai lockdown e non rinnovano il parco, quindi non immettono usato sul mercato. Infine, se non vendiamo auto nuove non riceviamo nemmeno l’usato in permuta. Noi stiamo prenotando l’incentivo, ma lo perdiamo se non immatricoliamo la macchina entro 6 mesi, e al momento non possiamo garantire di farcela”, ha ammesso cosentino al quotidiano La Stampa.

Gli ecobonus fanno il loro lavoro. Lo dice anche Michele Crisci, presidente di UNRAE, secondo il quale sono stati prenotati 45 milioni sui 200 milioni effettivamente disponibili per la fascia di emissioni di CO2 61-135 g/km. In proiezione, si potrebbe ottenere un esaurimento di questi fondi per questa tipologia di vetture già entro la metà del mese di ottobre. Ovvero prima dell’ipotetico limite fissato per dicembre. Ma le immatricolazioni rimangono ad un punto morto a causa del problema sottolineato dai concessionari: ovvero il ritardo delle consegne che potrebbe portare anche ad una revisione dei dati di vendita che potrebbero produrre condizioni altre rispetto all’effettiva realtà dei fatti.

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