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Mancano i chip, nuove fermate per Stellantis ma non solo

La mancanza di semiconduttori mette a rischio le produzioni di Stellantis, ma anche di colossi come Toyota e Ford.

Stellantis

Da tempo si fa un gran parlare di semiconduttori, componentistica e microchip.

Si, è vero, c’è la crisi economica scatenatasi per via del Covid. E c’è la crisi del settore automobilistico, iniziata ben prima della pandemia.

Ma ciò che mina sempre di più la stabilità delle produzioni delle case automobilistiche è la carenza di semiconduttori.

Lo si legge a chiare lettere in un articolo di approfondimento del “Fatto Quotidiano”. E la crisi dei semiconduttori non riguarda da vicino solo Stellantis.

Infatti oltre al colosso nato dalla fusione di PSA con FCA, la stessa sorte riguarda pure i suoi competitor.

Stellantis come Toyota e Ford, nuovi stop alla produzione, motivo? I semiconduttori

Le casse integrazioni sempre più costanti, le fermate di produzione e le fabbriche a regime ridotto. Il motivo o la giustificazione dei vertici Stellantis è sempre uno, cioè la carenza dei semiconduttori, i microchip delle centraline, provenienti in linea generale dal mercato Asiatico.

Scusa più che attendibile da parte dei vertici aziendali di Stellantis, non fosse altro perché è la medesima di competitor di eccellenza del settore Automotive, come Toyota e Ford.

In Toyota per esempio, come il Fatto Quotidiano sottolinea, si prevede un calo della produzione annuale del 40%.

E in Stellantis si decide di serrare alcune linee di assemblaggio.

Il Covid e la pandemia hanno accentuato queste carenze, che già prima erano piuttosto marcate.

In Stellantis si fermano pure fabbriche francesi

E se qualcuno si chiedeva il perché solo in Italia si avvertisse questa penuria di semiconduttori, sarà soddisfatto dalla notizia che anche le fabbriche francesi di Stellantis se la passano in maniera identica.

La penuria di semiconduttori, ha fermato le attività dei lavoratori dipendenti degli stabilimenti francesi di Rennes la Janais e Sochaux.

Tutto conferma a mezzo stampa in Francia e quindi, stabilimenti transalpini di Stellantis che sembravano stabili e sicuri, vivono medesime tribolatezze italiane.

A Rennes la Janais ci si fermerà, per carenza di semiconduttori, da martedì 23 agosto a venerdì 27 agosto. Sono solo 5 giorni, ma sarebbero stati molti di più poiché si collegano ai 21 giorni di vacanza estiva.

Anche il Covid si mette di traverso ampliando la crisi dei semiconduttori

La carenza dei microchip è da tempo in atto, e le vicissitudini asiatiche con il Coronavirus amplificano i problemi.

“Un produttore di semiconduttori in Malesia è interessato da un focolaio di coronavirus e il nostro fornitore polacco di centraline intelligenti per motori (BSI), non riesce più a consegnarci i pezzi”, questo ciò che dicono dallo stabilimento di Rennes i rappresentanti del CFDT, un sindacato di settore.

Ma sempre restando nel mondo Stellantis, medesima situazione si registra in un altra fabbrica francese a Mulhouse o in Germania ad Eisenach.

Una crisi che non risparmia nessuno, nemmeno Toyota

La Toyota è un colosso dell’Automotive che concorre per il ruolo di primo costruttore mondiale di auto con Volkswagen.

Ma anche una talmente grande azienda come Toyota non è risistemata dalla crisi dei chip asiatici.

Addirittura i nipponici di Toyota hanno già annunciato la riduzione di un buon 40% della produzione totale di auto.

E pure in Ford le cose non vanno meglio.

Stop alla produzione a Kansas City da lunedì 23 agosto. La crisi non da tregua quindi, sia quella relativa al Covid che quella dei semiconduttori. E non colpisce solo Stellantis e solo l’Italia naturalmente.

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