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Stellantis, neanche l’angelo Meloni può risollevare l’industria nazionale

La produzione automobilistica italiana tocca i minimi storici. Governo Meloni alle prese con un fallimento che riporta agli anni ’50.

produzione stellantis

Le azioni di Stellantis sono precipitate in un abisso dopo i (ormai famosi) 22,2 miliardi di euro di svalutazione, con l’intero comparto industriale italiano che sta facendo un viaggio nel tempo non richiesto verso gli anni Cinquanta. Mentre la produzione automobilistica nazionale tocca i minimi storici, Giorgia Meloni si ritrova a dover gestire uno dei momenti più complessi per l’industria auto italiana che sta vivendo un inferno .

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I numeri non mentono e non hanno nulla di rassicurante. Lo scorso anno l’Italia ha mancato clamorosamente l’obiettivo sbandierato di un milione di veicoli. Rispetto al 2024, le autovetture prodotte sono scese del 24,5%, fermandosi a quota 214.000, mentre i furgoni hanno registrato un calo del 13,5%. Se consideriamo che solo tre anni fa i veicoli prodotti erano oltre 750.000, ci troviamo davanti a un crollo verticale che non può stare sotto l’etichetta della “transizione”.

produzione stellantis

In questo scenario, la Premier potrebbe cercare di agire come un angelo custode (come quello che la ritraeva in un goffo tributo in una chiesetta romana) dai modi bruschi, come dimostrato dai suoi ministri nel caso dell’Alfa Romeo Milano, ribattezzata Junior perché prodotta in Polonia. Ma cambiare un nome non sposta le linee di montaggio.

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Il paradosso esplode con gli incentivi auto elettriche. Il governo mette sul piatto bonus per sostenere la mobilità green, ma i contribuenti italiani finiscono per finanziare la Fiat Grande Panda elettrica che viene prodotta a Kragujevac, in Serbia.

Qualche debole raggio di luce filtra dalle linee di Mirafiori, che ha segnato un +16% grazie alla Fiat 500 Hybrid, la prova vivente che l’elettrico puro è ancora troppo costoso per le tasche dei comuni mortali. Melfi spera in un destino simile, ma il traguardo delle 400.000 vetture per il 2026 e il mitologico milione di unità promesse restano legati a fili sottilissimi.

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filosa, stellantis

Il futuro di Lancia Gamma e dei successori di Alfa Romeo Giulia e Stelvio è ancora prigioniero di discussioni infinite nei corridoi di Stellantis. Il governo Meloni dovrà imparare a volare molto più velocemente se vuole davvero salvare un’industria nazionale che, per ora, sembra aver perso le ali.