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FCA Mirafiori: per i dipendenti prevista formazione 4.0, non il licenziamento

Ci sono novità provenienti dall’accordo firmato da FCA Mirafiori con Fim, Uilm, Ugl, Fismic, Associazione Quadri e, in un meeting a parte, con la Fiom. Si punta su un forte investimento attraverso un nuovo piano industriale sulla formazione 4.0 che riguarderà un migliaio di lavoratori metalmeccanici dipendenti dello stabilimento Mirafiori. L’accordo consentirà di salvaguardare il posto di 3.640 lavoratori Mirafiori e dei 1.670 di Grugliasco con graduale rientro di tutti i dipendenti. L’accordo sarà sottoposto, prossimamente, all’approvazione RSA delle fabbriche coinvolte.

Si guarda all’innovazione ed alla riqualificazione dei dipendenti, inclusi coloro che hanno meno capacità lavorative (in parte esclusi dalla produzione Mirafiori negli ultimi 5-6 anni per vari motivi). Resta aperta la procedura di esodo volontario incentivato che favorirà il passaggio alla pensione di dipendenti ultrasessantenni tramite naspi e ape aziendale.

 

Cosa prevede il piano di formazione 4.0 di FCA Mirafiori

Circa un migliaio di dipendenti FCA migreranno da Mirafiori a Grugliasco potendo contare sugli ammortizzatori sociali svolgendo attività formativa. I primi a beneficiare di questo nuovo piano saranno i circa 550 lavoratori impegnati nella realizzazione della MiTo (la cui produzione è destinata a cessare nei prossimi mesi) ed i 500 lavoratori con minori capacità produttive destinati al polo produttivo di Grugliasco.

La formazione in aula e l’addestramento in fabbrica di oltre 148.000 ore a carico di FCA Mirafiori avrà lo scopo di creare specifiche competenze professionali di Industry 4.0 necessarie per produrre i nuovi modelli.

 

 

FAC Mirafiori punta alla robotica di supporto ai lavoratori

Il piano industriale verrà annunciato il 1° giugno, in occasione dell’Investor Day. Coinvolgerà particolarmente i dipendenti coinvolti nella produzione della MiTo e vetture Maserati che richiedono modalità di costruzione e montaggio più complesse, tenendo conto anche della loro compatibilità con i principi di ergonomia.

A supportare i lavoratori in processi più complessi e delicati interverrà la robotica. Fiat, ad esempio, sta sviluppando l’eventuale utilizzo di esoscheletri passivi di tipo sperimentale in alcuni stabilimenti, che aiuteranno l’attività umana.