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Solo auto elettriche? Motor Valley chiude, Ferrari inclusa

Questo l’allarme lanciato da Cingolani

cingolani

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, lancia l’allarme sulle conseguenze della proposta della Commissione europea: se diventasse realtà,  Motor Valley (una delle eccellenze italiane più note al mondo) chiuderebbe. Infatti, la Commissione punta a far produrre solo auto elettriche dal 2035, mettendo al bando le termiche, con conseguenze pesantissime per il distretto emiliano. Ferrari, Lamborghini, Maserati a rischio.

Nessuna sorpresa: già in passato, Cingolani si è dimostrato prudente. Dice sì a una transizione graduale verso l’elettrico, un passo per volta. A tutela dei Gruppi auto e dei consumatori, specie italiani. Qui da noi c’è un parco vetture vetusto e non si può essere perentori e definitivi. Non servono ultimatum, ma aiuti.

Cingolani all’attacco in 8 mosse: cautela con le elettriche 

Così si è espresso Cingolani al seminario “Transizione verde e gusto del futuro” promosso dalla Fondazione Symbola. Essenzialmente, l’intervento del ministro è sintetizzabile in 8 punti.

  • Uno. C’è una grandissima opportunità nell’elettrificazione, ma pensate alla Motor Valley: la Commissione europea ha comunicato che anche le produzioni di nicchia, come Ferrari, Lamborghini, Maserati. E McLaren. Cioè le supersportive che dovranno adeguarsi al 2030 al full electric. 
  • Due. Questo vuol dire che, a tecnologia costante, ad assetto costante, la Motor Valley la chiudiamo. 
  • Tre. Se oggi pensassimo di avere una penetrazione del 50% di auto elettriche sin da subito, non avremmo nemmeno le materie prime per farle e non avremmo la rete elettrica per gestirla.
  • Quattro. Nel quadro della transizione bisogna tenere conto che migliaia di persone ed imprese sono chiamate a riconvertire le loro attività, e non è cosa automatica.
  • Cinque La transizione deve avere un tempo specifico: se siamo troppo lenti, falliremo come homo sapiens, ma se andiamo troppo veloci falliremo come società.
  • Sei. Sono molto preoccupato per l’impatto di una transizione sbagliata nei prossimi anni per i figli dei miei figli, ma anche per una transizione sbagliata nei prossimi 10 anni per centinaia di migliaia di famiglie in Europa e nel resto del mondo. 
  • Sette. La giusta lettura della sostenibilità è un enorme problema geopolitico. Si tratta di una grandissima opportunità, ma questo tipo di grandi rivoluzioni avvengono sull’asse dei tempi. Se pretendiamo di farla troppo velocemente, le vittime saranno troppe. Se la faremo troppo lentamente, le vittime saranno troppe lo stesso: nel primo caso muoiono di fame, nel secondo di ambiente. 
  • Otto. Se non operiamo sull’asse dei tempi e nella maniera corretta ci ritroveremo con decine di migliaia di famiglie che hanno perso il lavoro e secondo me questo è un principio di insostenibilità paragonabile a quello creato dell’ambiente. Dobbiamo trovare un compromesso: su questo punto bisognerà fare delle lunghe riflessioni.
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