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Auto in Italia nel 2020 rispetto al 2010: ibrido boom, crollo diesel

La svolta con il dieselgate del settembre 2015

ibrido

Un decennio rivoluzionario per l’auto in Italia quello che va dal 2010 al 2020: schizza insù l’ibrido, crolla il diesel. La svolta con il dieselgate del settembre 2015. L’Unrae (Unione Case estere) certifica poi che 2020 è stato l’anno più nero per l’auto negli ultimi 16 anni, e il terzo degli ultimi 42, dopo il record negativo di 1,3 milioni nel 2013 seguito da 1,36 nel 2014. 

Alimentazioni: rivoluzione nel decennio

L’anno scorso, un tracollo delle immatricolazioni: 535.000 vetture in meno rispetto all’anno precedente (-27,9%), un calo del 15,1% dei veicoli commerciali, del 14,3% dei veicoli industriali, del 19% dei rimorchi e semirimorchi e del 25% degli autobus, mettendo in ginocchio l’intera filiera. Si conferma l’obsolescenza del parco circolante in Italia, con il 28% delle 38.620.000 vetture su strada compreso nelle classi di emissione Euro 0-3.

Nel 2010, le ibride erano lo 0,3% del venduto. Nel 2020, rispetto al 2019, raddoppiano le immatricolazioni e passano da una quota mercato del 5,7% al 16,1% (è di febbraio 2021 poi il sorpasso nei confronti del diesel e la salita in seconda posizione). Ma se l’ibrido decolla, il diesel in 10 anni perde oltre 22 punti di quota e al primo posto si confermano le vetture a benzina, ma in calo in un anno dal 44,4% al 37,8%.

Grazie al boom di ibride, elettriche e ibride plug-in, c’è una riduzione delle emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni, scese da 119,1 g/Km del 2019 a 108,3 g/Km di CO2.

Tipo di carrozzeria: quali le preferite

La berlina resta la preferita dagli italiani (46,1%), anche se continua a perdere quota (con 15 punti in meno negli ultimi 10 anni) a favore del crossover (36,1%). Perché un mix vincente fra station, SUV, berlina. Abbastanza stabile il fuoristrada (9,1%). In risalita le utilitarie che confermano il primo posto fra i vari segmenti (37,9%). Anche se, aggiungiamo noi, è sempre più difficile etichettare con precisione la carrozzeria, visto il mix di stile in ogni singolo modello. Gli italiani amano il grigio (36,3%) per l’auto, seguito dal bianco (25,3%), dal nero (15,3%), dalle varianti dell’azzurro (11,4%)

Quale futuro per l’automotive

Condivisibile il commento di Andrea Cardinali, direttore generale Unrae: “Il settore automotive, in ogni suo comparto e in ogni segmento della catena del valore, sta attraversando una trasformazione epocale. Alla quale stanno partecipando tutti i Costruttori con il massimo impegno e con ingenti investimenti. Per consentire la transizione energetica e per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni. Lo sforzo non può, però, ricadere solo sugli operatori del comparto”. Come dire che anche lo Stato e gli enti locali ci devono mettere del loro, con incentivi e creazione di colonnine di ricarica elettrica.

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