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Stellantis ex Fca Melfi: sciopero proclamato e novità USB

Nuova cassa integrazione per 1.000 lavoratori e situazione che peggiora sempre più, a Melfi mobilitazione in arrivo.

stellantis

Sciopero in arrivo a Melfi e nell’ex stabilimento FCA della cittadina lucana. A Melfi la situazione nello stabilimento di Stellantis continua ad essere critica e i sindacati cominciano a muoversi. 

Due ore di sciopero indetto dall’Unione Sindacale di Base

“La situazione peggiora sempre più”, questo ciò che emerge a Melfi, nello stabilimento Stellantis con il sindacato USB (Unione Sindacale di Base) che chiama gli operai allo sciopero. Con un comunicato stampa di cui parla anche il sito “Basilicata24.it”, il noto sindacato USB ha di fatto messo in luce le motivazioni che adesso lo hanno spinto a indire due ore di sciopero. Probabile che la scintilla sia stata la già confermata cassa integrazione per 1.000 operai nello stabilimento Stellantis di Melfi a giugno, mese dove il sindacato ha calcolato che per molti operai si lavorerà solo 9 giorni. 

Il comunicato di USB 

Usb quindi, insieme ai suoi operai iscritti proclama lo sciopero nello stabilimento Stellantis di Melfi. Uno stop di due ore annunciato tramite comunicato che riportiamo integralmente per fugare dubbi interpretativi circa le motivazioni che hanno spinto USB alla mobilitazione.

“A giugno nello stabilimento Stellantis di Melfi, sulla linea Jeep Renegade e 500X, si lavorerà soltanto nove giorni, nel periodo restante gli operai rimarranno a casa, con copertura cigo e ferie che pochi hanno maturato. Alle fermate collettive sono state aggiunte quelle individuali, molti operai lavoreranno quattro/cinque giorni a giugno. La stessa cosa avverrà ad agosto, infatti il piano ferie comunicato dall’azienda prevede la chiusura della fabbrica dal nove al ventinove agosto, molte giornate di fermo rischiano di non essere retribuite visto che tanti operai, causa la non maturazione dei ratei, non hanno abbastanza permessi per coprire tutto il periodo di stop estivo. Se poi alle ferie verranno aggiunte anche fermate per cigo, la possibilità di non lavorare nemmeno un giorno è concreta”, questo ciò che sottolinea il sindacato, che oltre a giugno mette in guardia i lavoratori per ciò che accadrà ad agosto. La questione della cassa integrazione non riguarda solo i livelli reddituali che inevitabilmente calano durante l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Infatti la questione dei ratei che gli operai maturano come per esempio quelli delle ferie, sono un problema del problema.

Una situazione che continua a preoccupare

Da mesi la situazione a Melfi continua a preoccupare e peggiorare. E USB è da tempo uno dei sindacati più critici e scettici sulle vicende dei lavoratori dello stabilimento sito in località San Nicola di Melfi. “Più passano i mesi e più la situazione peggiora, a giugno una sola settimana di lavoro o meno, ad agosto una sola settimana di lavoro e forse nemmeno quella, di luglio ancora non si sa nulla, se il trend dovesse confermarsi anche per questo mese allora il piano di destrutturazione voluto da Stellantis sarebbe rispettato totalmente. Siamo ai titoli di coda ma sembra che quasi a nessuno importi. Ovviamente non importa all’azienda, la quale va avanti per la sua strada senza dare alcuna spiegazione convincente. Non importa ai sindacati, i quali si limitano a riportare le decisioni di Stellantis o al massimo organizzano una manifestazione a fabbrica chiusa, che alla presenza della chiesa diventa più che altro un momento di ritrovo spirituale. Sembra non importi neanche più agli operai, che subiscono in apparente silenzio tutti gli eventi”, questa la dura reprimenda dell’Unione Sindacale di Base che accusa di immobilismo o quasi le altre sigle sindacali e i lavoratori che ad esclusione di mobilitazioni e presidi dinnanzi i cancelli dello stabilimento effettuati il sabato mattina, poco altro hanno fatto.

In effetti a maggio sono stati due i sabato interessati da presidi davanti ai cancelli dello stabilimento, il primo indetto direttamente dagli operai autonomamente, mentre il secondo indetto da quelle organizzazioni sindacali che hanno anche partecipato a summit e incontri con i vertici aziendali, senza che abbiano invertito la tendenza o avuto risposte esaustive sulle istanze dei lavoratori.

Quando USB accusa gli operai lo fa a scopo di sprone, poiché sempre nel comunicato il sindacato autonomi sottolinea che “questa è la stessa classe che ha fatto la storia del movimento operaio, anche a Melfi. Per questo siamo certi che la stragrande maggioranza degli operai provino rabbia per quanto sta avvenendo. Ecco perché, come operai, siamo convinti che sotto la cenere covi ancora il fuoco, nonostante anni e anni di pompieraggio da parte di azienda e sindacati. Come operai iscritti a Usb sappiamo di far parte di un piccolo sindacato che da solo non può muovere le masse operaie. Questo però non significa che non dobbiamo provare a portare avanti le nostre ragioni e, soprattutto, non assumerci la responsabilità di utilizzare al meglio lo strumento sindacale, a difesa degli interessi di tutti noi. Siamo convinti che di fronte a tanta ingiustizia la risposta debba essere la lotta, l’organizzazione di uno sciopero”.

I sindacati fanno l’opposto di quello per cui sono nati

Nel mirino del sindacato USB finiscono sempre le altre sigle sindacali, quelle maggiormente rappresentative  all’interno dell’azienda. E USB nel suo comunicato non lesina parole dure che sanno di vero e proprio attacco.

“Non possiamo più aspettare l’immobilismo atavico delle altre organizzazioni sindacali, le quali, pur di non fare nulla, passano la palla a noi operai, sostenendo che loro sono pronti a lottare appena gli operai glielo chiederanno. Non funziona così, il compito di un sindacato onesto è organizzarla la lotta, costruirla con iniziative di protesta che coinvolgano gli operai, non il contrario. Se si persegue la strada del partite prima voi che noi vi seguiamo significa che non si vuole realmente contrastare il progetto di Tavares”, così si sono espressi quelli dell’Unione Sindacale di Base, terminando il comunicato con gli orari e la struttura dello sciopero indetto.

Infatti nel comunicato viene sottolineato che USB indice per la giornata di martedì 8 giugno, due ore di sciopero così spalmate:

  • Primo turno : dalle ore 10.30 alle ore 12.30;
  •  Secondo turno : dalle ore 18.30 alle ore 20.30;
  • Terzo turno : dalle ore 02.30 alle ore 04.30 della notte tra l’8 e il 9 giugno.
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