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Lavoratori Metalmeccanici: aumenta lo stipendio da 1° giugno, le cifre

Dal primo giugno salari in aumento per il settore dei lavoratori metalmeccanici.

aumento stipendio

Aumento di stipendio in arrivo per i lavoratori metalmeccanici italiani. È quanto è stato previsto dal recente rinnovo del contratto la cui fumata bianca è sopraggiunta ad inizio anno. Si tratta del nuovo CCNL di categoria che ha decorrenza 50febbraio 2021 e che scadrà il 30 giugno del 2024.

Il nuovo documento collettivo ha introdotto alcune sostanziali novità, prima di tutto dal punto di vista dei livelli di retribuzione che diventano 9. Proprio sulla retribuzione c’è la grande novità dell’aggiornamento dei minimi salariali, naturalmente in aumento ma scaglionati in 4 scatti annuali. Inoltre dentro il nuovo documento collettivo, come si legge sul sito “pmi.it” anche il rinnovo delle condizioni per l’assistenza sanitaria integrativa e per la previdenza complementare.

Nel nuovo documento entra anche il lavoro agile o smart working, , la formazione e l’apprendistato professionalizzante.

Cosa hanno deciso nel nuovo CCNL di categoria per i lavoratori metalmeccanici

Come abbiamo anticipato in premessa, il rinnovo del Contratto Collettivo ha previsto degli aumenti di retribuzione. E senza dubbio l’aumento di salario è la cosa che maggiormente interessa i lavoratori del settore metalmeccanico, uno dei settori trainanti dell’industria italiana, basti pensare a tutti gli operai Stellantis (ex Fiat Chrysler Automobiles, azienda nata dalla fusione proprio di FCA con PSA).

Dal momento che il nuovo documento collettivo ha previsto incrementi salariali in 4 fasi, una all’anno, è il mese di giugno quello prestabilito per l’aggiornamento degli stipendi. Per questo, a partire dal mese di giugno 2021 e per ogni giugno fino al 2024 (mese di scadenza del nuovo CCNL di categoria), lo stipendio verrà adeguato ai dettami del CCNL.

Nel testo del Contratto Collettivo si legge che l’adeguamento dello stipendio per i lavoratori del settore sarà adeguato come prassi, alla “dinamica inflattiva consuntivata misurata con l’IPCA al netto degli energetici importati così come fornita dall’ISTAT”.

L’aumento previsto e messo nero su bianco con le nuove tabelle dei minimi salariali, che sono una parte classica di ogni Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, è pari al 6,15% sempre sulla base del tasso di inflazione. Una cosa che, sempre il documento collettivo ha previsto, è un appuntamento annuale in cui sindacati e rappresentanti dei lavoratori dovranno verificare le dinamiche dell’inflazione, che se superiore a quanto stabilito in sede di sottoscrizione dell’accordo collettivo, potrebbero essere ritoccati a vantaggio dei lavoratori.

Stipendio netto in busta paga, cosa cambia?

Ad oggi, dal momento che siamo di fronte al primo dei 4 scatti preventivati, possiamo già avere un quadro preciso di cosa si ritroveranno in più come minimo tabellare i lavoratori a partire da domani primo giugno 2021. L’inquadramento dei lavoratori viene suddiviso in nove livelli retributivi che vanno dal D1 all’A1.

Partiamo con il ricordare che i livelli sono specifici per determinati settori lavorativi. Infatti, nei livelli contraddistinti con la lettera D, cioè D1 e D2, ci sono i ruoli operativi. Con la lettera C e quindi con i livelli C1, C2 e C3, i ruoli tecnico specifici. Con la lettera B, anche in questo caso, B1, B2 e B3, i ruoli specialistici e gestionali, mentre nl livello A1, unico contraddistinto con la lettera A, i ruoli apicali di gestione dell’innovazione.

Ogni anno ed ogni giugno cambieranno i minimi tabellari. Da domani primo giugno entrano in vigore i seguenti minimi:

  • Livello D1 € 1.488,89
  • Livello D2 € 1.651,07
  • Livello C1 € 1.686,74
  • Livello C2 € 1.722,41
  • Livello C3 € 1.844,64
  • Livello B1 € 1.977,19
  • Livello B2 € 2,121,20
  • Livello B3 € 2.368,12
  • Livello A1 € 2.424,86

Nello Specifico quindi, lo scatto 2021 per ogni livello è:

  • Livello D1 € 20,18
  • Livello D2 € 22,38
  • Livello C1 € 22,86
  • Livello C2 € 23,34
  • Livello C3 € 25,00
  • Livello B1 € 26,80
  • Livello B2 € 28,75
  • Livello B3 € 32,10
  • Livello A1 € 32,86

Alla fine dei 4 adeguamenti già previsti dal CCNL, in assenza di novità che provengono dal tasso di inflazione come certificato annualmente dall’Istat, avremo aumenti complessivi per singolo livello pari a :

  • Livello D1 € 90,40
  • Livello D2 € 100,26
  • Livello C1 € 102,42
  • Livello C2 € 104,57
  • Livello C3 € 112,00
  • Livello B1 € 120,06
  • Livello B2 € 128,80
  • Livello B3 € 143,79
  • Livello A1 € 147,22

La novità che subito balza agli occhi è che rispetto all’attuale inquadramento retributivo, sparisce la prima categoria, che adesso vengono assorbiti nel nuovo livello D1, che altro non è che la seconda categoria oggi vigente. Ed è proprio la prima categoria attuale che avrà il maggiore benefit, cioè il maggiore differenziale a livello retributivo. Infatti si passa da € 1.330,54 a € 1.488,89.

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