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Siglato il rinnovo del CCNL metalmeccanici: ecco cosa cambia per i lavoratori dipendenti

L’attesa è finita per il rinnovo del contratto collettivo per i lavoratori metalmeccanici scaduto nel 2019, aumenti salariali e nuovo inquadramento

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Nuovi inquadramenti professionali e aumenti di stipendio, queste le due novità sostanziali che emergono dal rinnovo del contratto dei lavoratori metalmeccanici. È di venerdì scorso la fumata bianca, l’intesa raggiunta con le parti sociali. Finisce l’attesa per un rinnovo del contratto tanto atteso dal momento che l’ultimo CCNL del settore era scaduto nel 2019.

Oltre agli aumenti di salario, che sicuramente è la parte più importante del nuovo documento collettivo, almeno dal punto di vista dei lavoratori, non meno importante è il superamento del vecchio sistema di inquadramento dei lavoratori che era del 1973. Ecco cosa c’è di nuovo nel CCNL appena licenziato positivamente.

Il nuovo CCNL dei metalmeccanici, le novità sul salario

Ed alla fine è arrivata l’intesa e si sblocca lo stallo riguardante la piattaforma di rinnovo del CCNL dei metalmeccanici. Il nuovo contratto avrà validità da gennaio 2021 a giungo 2024. Dopo una settimana di contrattazioni e summit, la vertenza sul contratto dei lavoratori metalmeccanici è arrivata alla tanto agognata fumata bianca.

Dal punto di vista del salario ciò che cambia è il minimo sui cosiddetti quinti livelli per i quali a regime sarebbero circa 112 euro in più, e sui terzi livelli a cui andrebbero 100 euro in più. Aumenti spalmati però sull’intero arco temporale di validità del contratto e pertanto a giungo 2021, a giugno 2022, a giugno 2023 ed a giungo 2024. Nessuna erogazione arretrata è prevista, quindi per il 2020 non si percepirà nulla in più.

 

Le altre novità del CCNL metalmeccanici

Federmeccanica, Assistal, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm, queste le sigle associative e sindacali che hanno partecipato al tavolo della trattativa e che hanno siglato l’intesa sul rinnovo dopo il via alla piattaforma partito nel lontano novembre 2019.

SI è trovata la sintesi, una specie di compromesso dalle richieste iniziali dei sindacati che chiedevano 146 euro di aumento sui minimi tabellari. Una cifra fin da subito considerata sproporzionata dalle associazioni delle imprese. Un muro contro muro durato tanto che tra le altre cose ha prodotto lo sciopero del 5 novembre 2020.

Oltre al classico aumento salariale anche il benefit flessibile da 200 euro all’anno, che viene di fatto confermato come da precedente contratto. Non meno importante anche il restyling contributo aziendale per il Fondo Cometa. Parliamo di previdenza complementare con  l’innalzamento di questo contributo che per i nuovi iscritti under 35 dal 2022 sala dal 2% al 2,2%.

Il nuovo CCNL interviene anche in riforma del sistema di inquadramento dei lavoratori.  Come dicevamo, il vecchio sistema fu introdotto nel 1973 e adesso finalmente viene superato e messo al passo con i tempi. Dalle precedenti 10 categorie di inquadramento si passa a 9 livelli. Nel nuovo contratto c’è spazio anche per un potenziamento della formazione dei lavoratori e del lavoro agile.

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