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Ferrari aderisce al progetto Bike to Work

Ferrari Bike to Work

Fra le aziende che hanno aderito al progetto ‘Bike to Work‘ del Comune di Maranello c’è anche la Ferrari, fiore all’occhiello del suo territorio. Il progetto mira ad incentivare l’uso dei mezzi a pedale, con i vantaggi che ne conseguono in termini di benessere fisico, riduzione del traffico e dell’inquinamento ambientale, maggiore disponibilità di posti auto nei parcheggi. I dipendenti della casa del “cavallino rampante” che decideranno di sposare l’iniziativa otterranno un bonus mensile, fino a un massimo di 50 euro, erogato dalla Regione tramite il Comune.

Il calcolo della somma sarà parametrato ai chilometri percorsi in bici, con un rimborso di 20 centesimi ogni mille metri di azione a pedale. Per il conteggio, si farà ricorso all’app gratutita “Wecity” da scaricare sullo smarphone personale. Questa applicazione terrà il “bilancio” delle distanze accumulate tra la propria abitazione e la sede aziendale.

Sensibilità ambientale

Ferrari, aderendo all’iniziativa, conferma la sua grande attenzione per il tema della sostenibilità, già applicato con successo nelle sue strutture produttive. Anche le auto sportive di Maranello sono molto attente alla questione. Del resto, il tema ecologico non può essere oggi sorvolato nemmeno dai costruttori di nicchia, che in realtà non si sono mai alienati dal dovere della salvaguardia ambientale.

Le supercar e le hypercar sono molto efficienti e, in genere, non percorrono tanti chilometri nel corso dell’anno. Quindi, anche se le loro emissioni sono mediamente più alte di quelle delle altre vetture, non sono una causa rilevante dell’inquinamento. Inoltre, le opere più estreme e suggestive del comparto automobilistico hanno una scarsa diffusione. Ecco perché la loro incidenza sull’effetto serra è davvero marginale, per non dire infinitesimale. Ciò non dispensa dal dovere di fare meglio. La casa del “cavallino rampante” è sempre stata in prima linea, anche su questo piano. I progressi compiuti nel tempo sono stati notevoli ed alcune cifre aiutano a inquadrarne meglio la portata.

Supercar Ferrari sempre più green

La Ferrari Enzo del 2002 aveva delle emissioni di CO2 di 545 g/km, prodotte da un V12 con 660 cavalli di potenza massima. La Ferrari LaFerrari, sua erede del 2013, pur sviluppando 963 cavalli (+31.5% sulla Enzo), riduce il dato a quota 330 g/km, con un calo del 39.45% sulla progenitrice. Il tutto, senza effetti collaterali sul sound, sull’erogazione e sul piacere di guida.

Con la Ferrari SF90 Stradale si è fatto ancora meglio, molto meglio. Questa supercar ibrida plug-in gode della spinta dei 1000 cavalli erogati dal vigoroso powertrain. Il valore deriva dalla somma dei 780 cavalli espressi dal motore endotermico V8 da 4 litri e dei 220 cavalli sviluppati dai tre cuore elettrici. Le sue emissioni combinate di CO2? Solo 154 g/Km, senza nessuna rinuncia sul fronte del piacere di guida e dell’energia sensoriale trasmessa a chi si trova nell’abitacolo e a chi ne ammira l’azione da fuori. Questo è il futuro che ci piace. Se solo avesse avuto un V12 sarebbe stato perfetto….

Fonte | Il Messaggero

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