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FCA: tre dipendenti incriminati per presunta frode sulle emissioni

Il motore non conferme è il V6 turbodiesel da 3 litri montato su alcune Jeep Grand Cherokee e Ram 1500

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I pubblici federali degli Stati Uniti hanno incriminato tre dipendenti di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) – ora Stellantis – in seguito a un’indagine su presunte frodi riguardanti le emissioni. Le accuse presentate proprio ieri, martedì 20 aprile 2021, accusano gli imputati di aver aiutato a manipolare il sistema di controllo delle emissioni montato sul motore turbodiesel V6 da 3 litri, utilizzato in alcuni veicoli durante gli anni 2010.

I pubblici ministeri affermano che Emanuele Palma, Sergio Pasini e Gianluca Sabbioni hanno avuto un ruolo determinante nello sviluppo di un defeat device che ha permesso al sei cilindri di ricevere la certificazione dall’Environmental Protection Agency (EPA) pur inquinando troppo in condizioni di guida normali.

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FCA, lo sviluppo del dispositivo sarebbe stato avviato mentre i tre lavoravano per VM Motori

FCA: i tre dipendenti incriminati avrebbero avuto un ruolo determinante nello sviluppo del defeat device

Jeep e Ram hanno iniziato a rendere disponibile il motore nella Grand Cherokee e nel 1500 (rispettivamente) nel 2014 mentre le accuse sono partite nel 2016. Mentre Palma, Pasini e Sabbioni facevano parte del dipartimento ricerca e sviluppo di FCA, hanno avviato il progetto nel periodo in cui lavoravano per VM Motori, che lo stesso ex gruppo ha acquisito nel 2013.

Pasini e Sabbioni sono accusati ciascuno di cospirazione per frode nei confronti degli Stati Uniti e per aver violato il Clean Air Act, per cospirazione per aver commesso frodi telefoniche e per sei violazioni riguardanti sempre il Clean Air Act.

Nel caso in cui venissero giudicati colpevoli, i tre dipendenti di FCA potrebbero passare diversi anni dietro le sbarre. Entrambi si trovano attualmente in Italia. Per quanto riguarda Emanuele Palma, i problemi sono ancora più gravi. Esso è stato accusato di diversi capi d’accusa nel settembre 2019, anche se quattro accuse di frode telematica sono state ritirate nel novembre 2020.

I pubblici ministri affermano che gli automobilisti hanno speso oltre 4 miliardi di dollari per acquistare più di 100.000 pick-up e SUV dotati del turbodiesel V6 da 3 litri non conforme tra gennaio 2013 e settembre 2017.

Fiat Chrysler Automobiles ha già accettato di pagare 800 milioni di dollari per risolvere le controversie civili. Nonostante ciò, l’ex gruppo automobilistico italo-americano non ha messo ancora le sue colpe.

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