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Fiat Chrysler Automobiles: la fabbrica di Goiana ora funziona a pieno regime

Sergio Marchionne annuncia il terzo turno di produzione per la fabbrica Jeep di Goiana

Fiat Chrysler Automobiles Goiana pieno regime

A differenza degli stabilimenti italiani, che hanno bisogno ancora di parecchio tempo prima di raggiungere la piena occupazione, ci sono buone notizie per i siti Fiat Chrysler Automobiles del Brasile. In particolare, nella fabbrica Jeep di Goiana è stato inaugurato il terzo turno di produzione qualche giorno fa che gli permetterà di funzionare praticamente 24 ore al giorno.

Grazie a questa nuova mossa, la seconda fabbrica nel grande paese sudamericano di FCA potrà raggiungere la piena capacità produttiva di 250.000 veicoli l’anno. Attualmente, nello stabilimento di Goiana vengono prodotti i SUV Jeep Renegade e Compass e il pick-up Fiat Toro. Purtroppo, Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo automobilistico italo-americano, non ha dichiarato se, con il nuovo turno, la produzione di uno di questi veicoli avrà la priorità su di un’altra.

Fiat Chrysler Automobiles Goiana pieno regime

Fiat Chrysler Brasile: confermato il terzo turno di lavoro nella fabbrica di Goiana

Al debutto hanno partecipato il presidente Michel Temer, lo stesso Sergio Marchionne, Stefan Ketter – presidente di FCA America Latina – e Paulo Câmara – governatore di Pernambuco. Il terzo turno di produzione ha permesso ad FCA di assumere circa 1500 lavoratori nello stabilimento di Goiana. Se ciò non bastasse, il CEO ha annunciato piani per ulteriori assunzioni che avverranno in tutto il 2018.

Il nuovo orario di lavoro, insomma, ha consentito di aumentare il numero dei lavoratori a oltre 13.600. Sergio Marchionne ritiene quello del Brasile un mercato molto importante per lo sviluppo della sua azienda e l’aggiunta di un terzo turno è un passo rilevante che sicuramente permetterà di sviluppare ulteriormente il suo progetto di espansione in Sud America.

L’obiettivo principale di Fiat Chrysler Automobiles è quello di soddisfare pienamente la domanda che hanno nel Paese. Insomma, l’aria che si respira in Brasile è ben diversa da quella italiana dove diversi stabilimenti stanno attraversando un periodo sicuramente poco fiorente, come quelli di Mirafiori, Grugliasco e Melfi.