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Carlos Tavares rincuora i sindacati dopo la visita a Mirafiori e Grugliasco

Dopo la visita presso gli stabilimenti piemontesi di Mirafiori e Grugliasco, la soddisfazione appare unanime

John Elkann Carlos Tavares Stellantis stabilimenti Detroit

Piovono buone notizie dall’incontro di ieri tra Carlos Tavares, CEO di Stellantis, e i sindacati presso gli stabilimenti ex FCA italiani di Mirafiori e Grugliasco. Il manager portoghese ha infatti confermato gli impegni presi, dimostrando ancora una volta attaccamento e buone prospettive per gli stabilimenti del nostro Paese.

Il futuro di Stellantis secondo Tavares passa proprio dagli stabilimenti italiani. È un segnale molto positivo quindi anche per gli stabilimenti piemontesi visitati ieri, visto che dall’ultimo piano industriale marchiato FCA risultavano già in una posizione di primaria importanza. Nell’occasione della visita agli stabilimenti in cui prendono vita la Nuova 500 Elettrica e la Maserati Levante (Mirafiori) e le Maserati Quattroporte e Ghibli (Grugliasco), Tavares ha risposto alle tante domande delle organizzazioni sindacali.

Rilanciare i marchi

La volontà di Carlos Tavares, accompagnato nel tour fra i due stabilimenti da John Elkann presidente di Stellantis, sembra quella di attuare un concreto rilancio dei marchi italiani con occhi bene aperti su Maserati. D’altronde dal momento effettivo della formalizzazione reale della fusione tra FCA e PSA, il timore che i nostri stabilimenti avrebbero subito un trattamento non di favore sembrava quello più diffuso fra tutti. Ma le visite al Cassino Plant, a poche ore dalla realizzazione della fusione, e quelle di ieri a Mirafiori e Grugliasco fanno sperare più che bene: Tavares non vuole lasciare al caso nulla e non vuole lasciare indietro gli stabilimenti italiani.

Se l’indiscrezione che gli stabilimenti italiani producono un aggravio in termini di costi medi di produzione produce più di qualche dubbio, Tavares ha ammesso subito che l’idea è quella di limare i costi pur di portare i costi al livello di quelli praticati in Francia e in Spagna. Le premesse sono quindi interessanti e i sindacati appaiono rincuorati, un po’ come successo già a metà gennaio.

Davide Provenzano della FIM-CISL torinese ha ammesso che “Tavares ha sottolineato che i costi di Mirafiori e della Maserati di Grugliasco sono più alti rispetto a quelli di altri stabilimenti del gruppo, precisando però che non è il costo del lavoro a incidere troppo. In Francia i salari sono più alti, ma in Italia il costo della produzione nel suo complesso è più alto. Rimane il fardello del cuneo fiscale e dei costi generali che gravano sul costo finale dell’auto. Riteniamo positiva la volontà del rilancio di Maserati poiché è la strada da seguire per affermarsi nei mercati emergenti dove Stellantis è assente”. Quindi una nota della FIOM CIGL ha aggiunto che “durante l’incontro sono stati confermati da Tavares gli impegni per l’Italia e per Torino. È stato un confronto franco in cui l’amministratore delegato ha aperto anche un ragionamento sull’incidenza dei costi degli stabilimenti”.

Puntare su nuovi modelli

Dichiarazioni importanti che certificano la volontà di indirizzare il futuro degli stabilimenti italiani verso una direzione concreta e mirata. La conferma degli investimenti è perciò un passaggio fondamentale per rasserenare gli animi in ottica futura. Rimane però l’idea che per il rilancio servano nuovi modelli, necessari ad incrementare le attività produttive e mantenere i livelli occupazionali desiderati.

Ma per ragionare in questa direzione c’è da attendere il piano industriale che arriverà probabilmente in estate. Ad oggi il piano previsto da FCA per Mirafiori prevedeva l’avvio della produzione delle nuove Maserati GranTurismo e GranCabrio a partire da quest’anno, con la nuova Levante da cominciare probabilmente nel 2023. Nel frattempo a Mirafiori si produce la Nuova 500 Elettrica che rappresenta un importante spartiacque nella produzione a marchio Fiat. Per quanto riguarda invece Grugliasco, dal 2022 dovrebbe cominciare la produzione della nuova Maserati Quattroporte.

In riferimento a questi ragionamenti, Edi Lazzi segretario generale di FIOM CGIL Torino ha aggiunto: “è un fatto positivo che Tavares abbia incontrato i rappresentanti dei lavoratori. Abbiamo fatto presente che l’attuale piano industriale non è sufficiente a saturare gli impianti torinesi e che servirebbero nuovi modelli e maggiori volumi produttivi in grado di garantire la cessazione degli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione sta continuando e siamo entrati nel quattordicesimo anno consecutivo di utilizzo dello strumento. C’è bisogno di un cambio di rotta deciso rispetto al passato: Torino può ancora dare molto all’industria dell’auto perché sono 120 anni che costruiamo automobili e siamo uno dei pochi luoghi al mondo in cui sono presenti tutte le competenze e le capacità dal design, alla progettazione, dall’ingegnerizzazione alla produzione con ancora un vasto indotto, seppur molto ridimensionato in questi anni proprio a causa della mancanza di volumi produttivi”, senza escludere la possibilità di praticare un reale ricambio generazionale: “per il rilancio degli stabilimenti servirebbe inoltre un ricambio generazionale con l’ingresso di giovani visto che l’età media a Mirafiori e Grugliasco è di 53 anni”, ha aggiunto Lazzi.

Soddisfazione generale

Quindi Giorgio Airaudo, segretario generale FIOM Piemonte, ha suggerito al Governo Nazionale: “Draghi trovi un minuto per chiamare Tavares. È il momento di fare sentire la voce dell’Italia e di Torino perché giochino un ruolo nel gruppo Stellantis. Il Governo dovrebbe chiedere per il Paese più volumi, più investimenti, più modelli per gli stabilimenti italiani, in particolare per Mirafiori. Siamo nei primi cento giorni in cui si definiscono i piani industriali”.

“La visita di Tavares è un segnale positivo per gli stabilimenti torinesi che ci auguriamo si traduca presto in nuovi modelli assegnati a Mirafiori e all’Agap di Grugliasco. Siamo certi che Tavares conosca l’elevata professionalità dei lavoratori torinesi. Auspichiamo l’assegnazione di nuovi modelli a Torino in grado di saturare gli impianti e, in prospettiva, creare nuova occupazione”, ha aggiunto il segretario generale Uilm Torino, Luigi Paone. Insomma, i sindacati appaiono soddisfatti e l’idea che viene fuori è quella di un concreto impegno di Stellantis anche in Italia.

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