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Stefano Domenicali pone l’accento sulle power unit: “i costi sono troppo alti”

Il nuovo CEO della Formula 1 ha parlato delle attuali power unit, ammettendo costi troppo spropositati e chiedendo una soluzione immediata

È cominciato il primo anno di gestione della Formula 1 affidato a Stefano Domenicali. L’imolese ex uomo della Ferrari ha infatti preso il posto di Chase Carey a capo della Formula 1, in un anno che appare comunque complicato rispetto a molteplici aspetti un po’ come già accaduto nel 2020.

Il lunghissimo calendario che al momento ha fissato ben 23 appuntamenti potrebbe rivelarsi estremamente complicato nella sua effettiva gestione, visti i tempi che corrono. È questo uno dei nodi fondamentali da sciogliere man mano che si procederà con la nuova stagione.

Capitolo motori

Tuttavia in questi ultimi giorni si è accesa una miccia particolarmente significativa. Red Bull infatti è tornata a minacciare un possibile addio dalla Formula 1, almeno se a fine anno non saranno chiare le prerogative sul possibile congelamento delle power unit. Importantissima in questa logica appare la definizione di una possibile misura in termini di costi.

Difatti, oggi più che mai, la Formula 1 appare molto attenta alla questione economica che se legata alle moderne power unit pare decisamente insostenibile ormai da più parti. Anche Stefano Domenicali ha sentito di dover porre la sua attenzione sulla questione, tanto da aver ipotizzato anche una possibile revisione in termini di costi da mettere in pratica il prima possibile: “non è possibile che i costi per le attuali power unit siano così alti. Penso che su questo aspetto dobbiamo lavorare molto. A tal proposito, uno degli obiettivi è quello di anticipare l’arrivo dei nuovi regolamenti sui motori rispetto a quanto previsto attualmente dal regolamento. Ci piacerebbe coinvolgere team e costruttori in un dialogo in tal senso. In passato la Formula 1 ha fatto l’errore di concentrarsi solo sulla tecnologia e non sui costi”, ha ammesso Domenicali a Sly Sports UK. Il nuovo regolamento sulle power unit è infatti atteso per il 2026, ma si punta concretamente ad anticiparlo anche grazie all’interesse di altri costruttori che potrebbero entrare in Formula 1 con le proprie power unit: “stiamo discutendo con altri costruttori – ha aggiunto il nuovo CEO della Formula 1 – questi ultimi, al momento, non vogliono scoprire le loro carte. Ci sono costruttori molto importanti, desiderosi di capire quale valore possano acquisire entrando in Formula 1“.

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