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John Elkann soddisfatto della nascita di Stellantis: “è un punto di partenza”

John Elkann, presidente di Stellantis, ha parlato delle sue impressioni successive alla reale concretizzazione della neonata Stellantis

Stellantis

Tra i grandi protagonisti della nascita di Stellantis c’è ovviamente anche John Elkann. Del presidente del nuovo gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA in questi giorni si è parlato poco, ma se Carlos Tavares si sta dando molto da fare in giro per lo Stivale visitando i principali stabilimenti della Penisola Elkann ha parlato delle aspettative e delle sue sensazioni con i francesi di Le Figaro.

John Elkann ha ammesso infatti che quello di Stellantis non rappresenta un punto di arrivo: “è piuttosto un punto di partenza. La dimensione è sicuramente un punto di forza, non una debolezza. PSA ha integrato perfettamente Opel, idem anche per Fiat e Chrysler. Sappiamo come far convivere dentro la stessa famiglia personalità molto diverse”, ha detto Elkann.

Il ruolo di Exor

Il presidente di Stellantis ha anche aggiunto qualche parola in riferimento all’importante ruolo di investitori, quello della famiglia Agnelli è infatti un investimento che secondo John Elkann viene inteso come un prodotto industriale e non dal punto di vista finanziario come inteso dai più.

Per sottolineare la linea intrapresa, Elkann ha parlato delle evidenti novità dal punto di vista del prodotto promosse proprio in questa direzione: “abbiamo investito in Fiat, nei prodotti e nelle fabbriche. Abbiamo creato tutta la filiera che ha permesso di lanciare la Fiat 500 elettrica. Abbiamo fatto di Jeep un successo mondiale. Abbiamo lanciato dei prodotti super performanti a marchio Alfa Romeo come Giulia e Stelvio. In piena pandemia, abbiamo lanciato la prima Maserati il cui motore è derivato dalla nostra esperienza in Formula 1”.

Non va comunque dimenticato che John Elkann, oltre che presidente di Stellantis è anche presidente e amministratore delegato di Exor ovvero la stessa società che detiene il 14,4% delle quote all’interno di Stellantis. Su questo aspetto ha aggiunto che: “ciò che è importante è l’impresa, non il nostro peso azionario. La diluizione non significa disimpegno: a volte è la condizione perché l’impresa possa svilupparsi. Noi ci assumiamo questa scelta da imprenditori”. Quindi tornando a Stellantis ha aggiunto che “il carattere forte fa parte delle chiavi del successo. Come già in passato, sarò un presidente che ha la grande fortuna di poter lavorare a fianco di un leader molto competente e con il quale condivido la stessa ambizione, la stessa visione e lo spirito da pionieri di cui abbiamo bisogno per scrivere un nuovo capitolo della storia dell’automobile che si annuncia appassionante. Continueremo a investire, attraverso acquisizioni mirate e all’interno dello sviluppo del modello multi-piattaforma”.

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