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Con la crociata anti diesel, meno soldi allo Stato

Auto a gasolio bloccate e osteggiate, con nefaste conseguenze per il fisco

no diesel

Con la crociata anti diesel, meno soldi allo Stato. Partiamo dai dati Anfia del 2019. I consumi di carburanti in Italia hanno riportato una minima variazione negativa (-0,6% per un totale di 42,7 miliardi di litri). Perché? Per l’aumento dei consumi di tutte le tipologie di carburanti a eccezione del gasolio (-1,3%): +0,1% la benzina, +2,4% il Gpl e +4,8% il metano. Alla radice, le limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel in varie aree urbane della penisola. E ora passiamo a quest’anno.

Con la crociata anti diesel, meno soldi allo Stato nel 2020

Guardando ai primi 10 mesi del 2020, in seguito alla pandemia, i consumi complessivi di carburanti (benzina, gasolio e Gpl) hanno subìto una riduzione superiore al 18% rispetto a gennaio-ottobre 2019 (-20,4% per la benzina; -17,3% per il gasolio e -19,7% per il Gpl).

Risultato: il gettito fiscale ha subito un calo stimato in oltre 6,2 miliardi di euro nello stesso periodo. Sono soldi pesantissimi per una nazione che continua a fare debiti e a chiedere soldi all’Unione europea. Un bel paradosso economico.

E le cose sono destinate a peggiorare, se dovessero tornare i forti blocchi alle diesel. E se i Comuni dovessero di nuovo chiudere le Zone a traffico limitato. Vedi Roma. Ma soprattutto Milano con le sue due Ztl gigantesche: Area C e Area B. Discorso delicatissimo: l’auto serve come difesa anti Covid e come fonte preziosissima per l’erario. Massima attenzione se si vuole stopparla a tutti i costi: bisogna andarci coi piedi di piombo, visto le nostre condizioni economico-finanziarie attuali.

Niente revisioni, niente incassi

Cautela anche con lo stop alle revisioni per il coronavirus. In riferimento al 2020, nel primo semestre la spesa per le revisioni auto è diminuita del 21,1% con un conseguente calo del gettito Iva pari a 35 milioni. A seguito del lockdown di marzo-aprile e delle varie restrizioni agli spostamenti.

Per il commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, c’è una contrazione del 6% nel primo trimestre 2020 e del 16,3% nel secondo trimestre.

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