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Laurent Mekies vede qualche cosa di buono nel 2020 della Ferrari

Il direttore sportivo della Scuderia ha fornito la sua analisi in riferimento ad una stagione difficilissima per la Ferrari

Mekies

Vedere qualcosa di interessante in una stagione con risultati che non si vedevano da quarant’anni a Maranello appare quasi un azzardo. Non per Laurent Mekies che nelle vesti di direttore sportivo della Ferrari ha tracciato un piccolo bilancio subito dopo l’appuntamento conclusivo di Abu Dhabi.

La Ferrari Anno 2020 non è stata assolutamente all’altezza del suo nome e della concorrenza che comunque (leggi Red Bull) ha provato il tutto e per tutto per contrastare la Mercedes. Il principale problema della stagione appena conclusa è chiaramente da imputare alla SF1000 che fin da subito è apparsa acerba e poco consistente su ogni fronte, ci sono poi i pit-stop che spesso e volentieri sono stati lenti o lentissimi e gestioni strategiche parecchie volte discutibili. I punti di domanda sono tanti e ci sarà poco tempo per rispondere, visto che la nuova stagione arriverà tra non molto.

C’era da aspettarselo

Lo stesso Laurent Mekies ha ammesso comunque che la Scuderia si aspettava una stagione molto difficile dopo le prime impressioni sopraggiunte all’indomani dei test pre stagionali del Montmelò. Al termine dell’ultimo evento stagionale di Abu Dhabi, che lo ha visto alla guida del team dopo la defezione per problemi di salute di Mattia Binotto, ha ammesso: “a Barcellona, ​​ci siamo subito resi conto di avere serie preoccupazioni su alcuni aspetti delle prestazioni della vettura”, ha detto. “Sapevamo che sarebbe stato molto difficile. In quel momento non sapevamo ancora quanto tempo ci sarebbe voluto per capirlo completamente e ancor meno per risolverlo”.

Laurent Mekies

 

 

Le cose si sono complicate quando l’inizio della stagione è stato posticipato a causa della Pandemia globale. “Poi siamo passati a quella situazione folle legata al COVID-19 e in quella fase non abbiamo potuto toccare o guidare la macchina per alcuni mesi”, ha spiegato Mekies. “Quindi immagino che ci fossero già indicazioni sul fatto che la stagione sarebbe stata estremamente difficile, come si è poi scoperto”.

Si vede qualche miglioramento

Nonostante la Scuderia abbia concluso soltanto in sesta posizione nella classifica del Mondiale Costruttori, Mekies crede che la squadra possa essere soddisfatta della sua risposta all’impegnativa stagione e in riferimento ai progressi che sono stati in grado di mettere in pratica: “è certamente un buon esempio di ciò che si impara in un momento di crisi”, ha detto. “È in questo tipo di situazione che impari di più. Penso che ciò che ci portiamo via è il modo con cui la squadra è stata in grado di rimanere unita in questo periodo per cercare di spingere più forte che potevamo nonostante i risultati deludenti”.

Binotto
Mattia Binotto con Laurent Mekies

Ha riconosciuto che i progressi fatti potrebbero non essere immediatamente evidenti perché la Ferrari non ha mai lottato per le posizioni di vertice. “Ci sono stati molti risultati piccoli ma molto significativi durante l’anno, ma sono passati inosservati perché eravamo in coda al gruppo”, ha spiegato. “Ma, ancora una volta, è qualcosa che si spera ci renderà più forti e che proseguiremo l’anno prossimo. In poche parole, ciò che ricaviamo da una stagione così difficile, vissuta in condizioni globalmente difficili, è il modo in cui abbiamo combattuto e spinto i nostri limiti più in là. Quando ti trovi dietro, sei obbligato a correre più rischi. I piloti corrono più rischi, la squadra prende più rischi con la strategia perché è quello che devi fare per ottenere un buon risultato. Quindi l’uscita dalla zona di comfort, se riusciremo ad uscirne, ci renderà sicuramente più forti”.

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