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Mattia Binotto si dedicherà maggiormente al lavoro in sede nel prossimo futuro

Il team principal della Scuderia ha ammesso che dal prossimo anno la sua presenza ai GP sarà fortemente ridotta

Mattia Binotto

Cambiano i piani di Mattia Binotto in casa Ferrari. Il team principal della Scuderia ha infatti annunciato quelli che saranno i piani che lo vedranno meno impegnato il prossimo anno in pista visto che pare non dovrebbe essere presente a tutti gli appuntamenti di campionato già a partire dagli eventi rimanenti della stagione 2020. La volontà di queste decisioni va ricercata in una presenza più corposa a Maranello in modo da riportare nelle posizioni che contano il Cavallino Rampante.

D’altronde il 2020 della Scuderia si è rivelato finora particolarmente simile ad un calvario soprattutto se paragonato ad un ottimo 2019 che doveva rappresentare il corretto trampolino di lancio per una stagione quantomeno differente. La Ferrari ha infatti concluso il 2019 al secondo posto nel Mondiale Costruttori agguantando tre vittorie e 504 punti totali.

Solo due volte a podio nel 2020

Il 2020 quindi si è dimostrato decisamente differente. I podi attuali sono stati solamente due, entrambi ottenuti dal buon Charles Leclerc, con l’ultimo di questi arrivato già 10 appuntamenti fa. I punti raccolti fin qui sono invece circa 400 in meno di quelli totalizzati lo scorso anno: 103. Già a luglio si è voluto dare un segnale per attuare un concreto cambiamento viste le prestazioni espresse in pista, costituendo a Maranello un dipartimento specifico destinato alle prestazioni con a capo Enrico Cardile e Rory Byrne che è stato uno dei pesi massimi della rinascita della Scuderia nei primi Anni Duemila.

Mattia Binotto

Mattia Binotto ha quindi ammesso che desidera trascorrere più tempo a Maranello per avere in mano la situazione in maniera più diretta. “Penso che sia necessario sempre l’equilibrio tra i compiti in pista e quelli in fabbrica”, ha detto Binotto. “La fabbrica è molto importante perché è lì che sviluppiamo le nostre monoposto. Il prossimo anno non seguirò molte gare, ma anche nel 2020 sto già valutando di saltare alcune gare dell’ultima parte della stagione già a partire dalla Turchia. Situazioni simili si verificheranno soprattutto il prossimo anno. Alla fine, quando sei responsabile di un’intera squadra, sicuramente l’evento relativo alla gara è molto importante, ma la gestione dell’intera squadra riveste un’importanza ancora superiore”.

Una stagione 2021 che potrebbe risultare estenuante

Ad oggi la conformazione di eventi della prossima stagione dovrebbe prevedere un calendario di 23 gare che potrebbe provocare più di qualche grattacapo. In casa Red Bull hanno già ammesso che un calendario così articolato rischia di rivelarsi particolarmente complicato da mettere in pratica: in tanti, già a Imola, hanno ammesso che dovranno praticare qualche rotazione dell’equipaggio che segue i Gran Premi proprio per far fronte alla grossa mole di lavoro derivante da una stagione così lunga.

Ogni team dispone infatti di un personale molto numeroso che segue la squadra durante ogni prova. Binotto ha infatti ammesso che sarà difficile decidere se e come suddividere i vari gruppi per consentire una corretta rotazione dell’equipaggio: “pianificheremo sicuramente un turnover per tutte le persone che possiamo. Penso che sia il modo migliore per assicurarci che stiamo in qualche modo attraversando l’intera stagione mettendo in pratica il giusto livello di efficienza e massima concentrazione. Aumentando il numero di gare penso che ci siano scelte da mettere in pratica ben precise: bisognerà capire su quali ingegneri e tecnici puntare di volta in volta e alla fine bilanciare i differenti compiti”.

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