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Ferrari 250 GT Drogo: la 24 Ore di Le Mans e la Dolce Vita

La storia della Ferrari 250 GT Drogo è figlia del riscatto e della voglia di vincere, ma la vettura avrà una carriera dorata anche fuori dalle corse

Ferrari 250 GT Drogo

L’idea di una concreta ricerca aerodinamica si conferma nel mondo dell’automobile dei primi Anni Sessanta con uno stilema ben fissato nella memoria di molti: la coda tronca. La genesi di questa conformazione stilistica oltre che pratica e studiata deriva dalle prime applicazioni adoperate da Zagato che comincia a sperimentare proprio la coda tronca nel 1961 in accordo con le teorie sperimentali di Wunibald Kamm.

Se l’esempio più lampante in casa Alfa Romeo è rappresentato dalle Giulia TZ (Tubolare Zagato) che avevano introdotto nel 1963 la soluzione Kammback sulla sezione posteriore di una vettura destinata alle corse, già nel 1962 la Carrozzeria Sports Car di Piero Drogo introduce la medesima applicazione su una splendida Ferrari 250 GT. La berlinetta, che è una one-off realizzata su progetto di Giotto Bizzarrini, è nota infatti con la denominazione di Ferrari GT Drogo o anche come Breadvan.

In rivolta contro Maranello

A fine del 1961 si sviluppa un forte malcontento nella dirigenza Ferrari che culminerà in quella che prende il nome di rivoluzione di palazzo che spinge otto uomini del Cavallino Rampante a sbattere la porta abbandonando le redini del Drake. È così che già all’inizio dell’anno successivo il trio, facente parte degli otto ex Ferrari, costituito da Carlo Chiti, Giotto Bizzarrini e Romolo Tavoni dà vita alla ATS (Automobili Turismo e Sport) col pieno sostegno del Conte Volpi di Misurata; l’intento è quello di produrre sportive stradali per concorrere contro la Ferrari di Maranello.

Ferrari 250 GT Drogo

Bizzzarrini al tempo della scissione stava terminando i lavori sulla Ferrari 250 GTO che infatti viene presentata nel febbraio del 1962. La vettura stuzzica l’idea del Conte Volpi di Misurata che prova ad acquistarne un paio di esemplari, ma Enzo Ferrari rifiuta di fornire due vetture al Volpi dopo essere stato informato della sua compartecipazione nella nascita della ATS. Nasce così la Scuderia Serenissima, fondata proprio dal Conte Volpi, che introduce una Ferrari 250 SWB Berlinetta Competizione (telaio 2819GT, targa MO 68939) seconda al Tour de France 1961 acquistata nell’ottobre dello stesso anno e riconvertita alle specifiche GTO.

Il Conte Giovanni Volpi, a soli 24 anni, è un personaggio carico di carisma e con il portafoglio pieno di lire visto che dal padre (politico e fondatore della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia) eredita un patrimonio sconfinato.

Bizzarrini avvia la trasformazione

Col veto imposto dallo stesso Enzo Ferrari sulla vendita delle due GTO al Conte Volpi, la fondazione della Scuderia Serenissima è un passaggio obbligato. Il nervosismo di chi si vede negato qualcosa accende nel Conte la passione e la voglia di fare di tutto per battere le GTO ufficiali del Drake. Prende quindi il telaio 2819GT già a disposizione e chiede a Giotto Bizzarrini di sviluppare una vettura utilizzando proprio la base già in casa in accordo con Piero Drogo.

Ferrari 250 GT Drogo

Bizzarrini sviluppa la vettura in tempi strettissimi posizionando il motore in posizione arretrata alle spalle dell’asse anteriore. Aggiunge quindi un carter secco per impostare un abbassamento generale del complesso propulsivo che beneficia ora di sei carburatori e un cambio a quattro rapporti in luogo di quello a cinque marce utilizzato sulla GTO. Dal punto di vista della carrozzeria, Drogo introduce una silhouette piuttosto bassa e molto filante (serve persino una cupola in materiale trasparente per coprire i tromboncini del V12 Ferrari che usciva dal bassissimo cofano anteriore) con la linea del tetto che non si inarca ma prosegue fino ad essere troncata in modo netto. La vettura viene completata in circa 15 giorni e pesa soltanto 950 chilogrammi e rispetto alla 250 GTO fissa la bilancia a circa 100 chilogrammi di peso in meno, inoltre introduce valori di potenza superiori con 300 cavalli erogabili. A giugno del 1962 la Ferrari 250 della Scuderia Serenissima si presenta alla 24 Ore di Le Mans con al volante Carlo Maria Abate e Colin Davis: la vettura viene iscritta tra i prototipi e appare subito più veloce delle GTO ufficiali con velocità di punta superiori di circa 7 km/h. La 24 Ore si conclude però con un ritiro per problemi all’albero motore, ma la Ferrari bassa e filante con la coda tronca viene subito (ironicamente) denominata breadvan, ovvero furgoncino del pane, dalla stampa britannica.

Ferrari 250 GT Drogo

Ma la Ferrari 250 di Bizzarrini e Drogo non avrà vita lunga: al Guards Trophy di Brands Hatch e alla Ollon-Villars Hillclimb dello sesso anno vince la classe ma col quarto posto alla gara 1000 chilometri di Monthléry termina la sua carriera agonistica.

Utilizzata come auto stradale

Ma la Ferrari 250 Drogo ha in serbo una seconda vita da svolgere. Negli Anni Sessanta si era diffusa la moda di utilizzare sulle strade aperte al traffico le vetture impegnate in pista, grazie anche al fatto di poter disporre comunque di targhe per la regolare circolazione stradale. In un clima romantico e spensierato il Conte Volpi si servirà spesso della sua mitica 250 Drogo per raggiungere Monte Carlo o la Costa Azzurra partendo dalla sua Venezia.

Ma una sera, dopo un’esclusiva festa privata a Monte Carlo organizzata dallo stesso Conte Volpi, Gianni Agnelli presente all’evento fino a tarda notte non sa più come rientrare a Villa Leopolda visto che alcuni amici che lo avevano accompagnato non lo avevano atteso fino al termine. Entra in gioco la mitica Ferrari 250 Drogo: il Conte Volpi la affida all’Avvocato che la utilizza fino a destinazione ormai quando il sole era già sorto. Al risveglio Gianni Agnelli non è particolarmente dolce nei confronti della Drogo visto che al suo maggiordomo ammette persino che quella vettura che lo aveva riportato a casa sembrava simile ad un carro funebre. La nuova destinazione d’uso proposta da Agnelli viene tramutata in realtà quando allo stesso maggiordomo chiede di verniciare la Ferrari 250 in oggetto utilizzando una vernice nera come la morte; il barattolo a disposizione tuttavia si rivela insufficiente e la mitica Breadvan viene pitturata soltanto nella sua sezione centrale-posteriore mentre sul cofano vengono posizionate due grosse fasce orizzontali dello stesso colore e sulle fiancate vengono disegnate due grandi T nel posto destinato ai numeri di gara.

Ferrari 250 GT Drogo

Quando nel pomeriggio il Conte Volpi raggiunge Villa Leopolda si riporta a casa la sua Ferrari 250 con le terribili modifiche apportate dall’Avvocato, ma non è chiaro cosa si siano detti i due. La storia continua e la Drogo viene prestata stavolta a Gunther Sachs, colui che avrebbe sposato Brigitte Bardot nel 1966: la utilizza per un appuntamento in compagnia a Saint-Tropez ma quando dopo aver cenato (e bevuto forse un po’ troppo) si mette alla guida a velocità folle: viene beccato dalla polizia francese su una provinciale e raggiunto dopo un lungo inseguimento con la Breadvan che viene anche sequestrata.

La Drogo torna quindi alle corse nel 1965 quando con Ermanno Gurgo Salice parteciperà alla Coppa Gallenga nella nuova colorazione argento: subito dopo viene messa in vendita per 3.750 dollari per giungere quindi negli Stati Uniti verso la fine dello stesso anno. A Detroit la acquista un commerciante di automobili per 2.800 dollari. Dal 1966 la mitica Ferrari 250 Drogo, che nel frattempo viene riverniciata in rosso, passa di mano in mano visto che pare conti circa dieci proprietari. Nel 1985 il suo valore cresce a dismisura: in Georgia, il concessionario locale Ron Finger, la vende per 165.000 dollari. Nel 2005 il suo valore raggiunge le stelle: Christie’s la batte all’asta con valori compresi tra i 2,5 milioni di dollari e i 5 milioni. La storia della Ferrari 250 Drogo si ferma quindi al 2014: da quel momento la vettura appartiene a Martin Halusa che è l’ex amministratore delegato di Apax Partners.

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