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Stefano Domenicali: “Mattia Binotto ha solo bisogno di tempo”

Domenicali ha ammesso di non volere intromettersi nelle questioni interne alla Scuderia, ma crede che Binotto abbia bisogno di tempo

Binotto, Ferrari e Domenicali

Fra i team principal del passato in casa Ferrari c’è anche Stefano Domenicali che dal 2008 all’aprile del 2014 ha vestito gli stessi panni ora in possesso di Mattia Binotto. Domenicali ha vissuto in Ferrari poco più di sei anni in cui si è ritrovato a sfiorare il doppio titolo iridato ad Interlagos con Felipe Massa, ma ha anche raccolto ben tre secondi posti nella classifica del Mondiale Piloti.

Nella maggior parte dei casi Domenicali ha dovuto battagliare con una Red Bull che negli anni in cui l’ibrido non era così imperante risultava lo squadrone da combattere ad ogni costo. In ogni caso l’ex team principal è riuscito molte volte a dare del filo da torcere ai bibitari, cosa che purtroppo non riusciamo più a vedere da qualche tempo e di cui non c’è nemmeno l’ombra in questo 2020 e sicuramente nemmeno nel 2021.

Domenicali non vuole interferire

D’altronde lo stesso Mattia Binotto ha già ammesso diverse volte che non c’è molto da sperare per questa stagione e probabilmente molto poco anche durante la prossima stagione. Il riscatto vero e proprio viene ormai fissato da tempo al 2022, quando i regolamenti rinnovati dovrebbero portare una ventata di competitività su più fronti. Un po’ tutti a Maranello chiedono e richiedono pazienza.

Uno che conosce bene il peso di un ruolo così importante per la Scuderia è proprio Stefano Domenicali che ha ammesso: “io e Mattia ci conosciamo benissimo. Abbiamo lavorato tanto assieme e in segno di rispetto non voglio interferire con le sue decisioni e nemmeno con quelle della Scuderia. Credo sia sbagliato commentare da fuori, credo che Mattia abbia bisogno di tempo per realizzare i progetti che ha in mente”. Domenicali ha quindi aggiunto, parlando col magazine olandese Formule1, di essersi trovato già nelle medesime situazioni: “mi sono trovano nei suoi panni, non voglio mettermi in mezzo perché chi lavora ogni giorno con la squadra sa bene quello che succede”. Quando gli hanno chiesto se dirigere la Ferrari è la seconda cosa più difficile in Italia dopo il compito di primo ministro, Domenicali ha ammesso: “non so bene se sia così. Ma vi posso assicurare che il capo della Scuderia è davvero sotto pressione. È un compito molto intenso, se vinci è normale ma se arrivi secondo è un disastro. Ma fa parte del gioco e lo sai sin dall’inizio”.

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