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Auto in leasing: indice di ricchezza da redditometro

La vettura in leasing dice al Fisco quanto sei ricco: indice di capacità contributiva

auto leasing

Una delle questioni più controverse riguarda l’auto in leasing. Che, lo ricordiamo, viene guidata senza esserne proprietari: si paga un anticipo, un canone mensile, e la si utilizza. Alla fine del contratto, la restituisci. Di rado, paghi il riscatto per divenirne proprietario. Ma ecco il dilemma: l’auto in leasing è indice di ricchezza? Sul tema si è appena espressa la Cassazione (sezione quinta) con ordinanza 15900/2020. Affermando che sì, può essere indice di ricchezza.

Auto in leasing: partita aperta

Va detto che la decisione degli ermellini è pesante, ma non definitiva: non c’è una sentenza a sezioni unite. Per i giudici, comunque, l’auto in leasing può essere indice di capacità contributiva. La vicenda prende spunto da un accertamento dell’Agenzia delle Entrate di Massa Carrara: ha determinato sinteticamente il reddito del contribuente per gli anni dal 2001 al 2005 considerando, quale indice di capacità contributiva, il possesso di una vettura in leasing. Il redditometro è uno strumento di accertamento sintetico del reddito che consente, all’amministrazione finanziaria, una determinazione indiretta del reddito complessivo. Basata sulla capacità di spesa.

Secondo grado: vettura non incide sul redditometro

In secondo grado, però, la Commissione tributaria provinciale di Massa Carrara e la Commissione regionale della Toscana avevano stabilito che il possesso di una vettura in leasing non appare significativo: non pesa sul redditometro. Motivo: il contribuente ne ha solo la disponibilità. Non è sua. Il reddito si deve basare sulle cose di proprietà.

Ribaltone in Cassazione: la macchina fa reddito

Ma la Cassazione ha capovolto la decisione e annullato con rinvio la sentenza del collegio regionale toscano. Il principio? Si considerano nella disponibilità della persona fisica le cose di cui si sopportano relativi costi. Al valore di utilizzo dei beni deve essere aggiunta l’eventuale quota relativa a incrementi patrimoniali.

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