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Formula 1: situazione Gran Premi, Spagna osservata speciale

In Spagna l’aumento dei casi fa temere sull’effettiva realizzazione del Gran Premio, nel frattempo si aprono nuovi scenari

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Oggi sono 13 gli appuntamenti effettivamente confermati del calendario che caratterizza la stagione 2020 di Formula 1. Tre Gran Premi si sono già svolti, compreso il doppio appuntamento d’Austria, e un quarto sarà della partita questo fine settimana in Gran Bretagna presso lo storico tracciato di Silverstone. Si capisce bene che in una situazione come quella attuale, sebbene finora tutto sia proceduto nel migliore dei modi e tutto sia stato comunque già definito, qualche incognita rimane visto che comunque il Coronavirus continua a preoccupare più o meno in ogni parte del mondo.

In ogni caso in Liberty Media sono abbastanza convinti di riuscire a programmare circa 16 Gran Premi fino a qualche giorno prima delle festività natalizie. Ma nella situazione in cui siamo attualmente bisogna essere perlomeno un pizzico felici visto che prima di avviare le danze molti avevano già parlato di un possibile annullamento della stagione. Con quella attuale che celebra il 70esimo anno di vita del Circus della Formula 1. Di certo c’è da applaudire per la meticolosa pianificazione che ha permesso alla Formula 1 di sfruttare ogni opportunità gli si presentasse. Pertanto, il Circus è diventato il primo sport globale a organizzare un evento, anche se a porte chiuse.

Immaginando uno scenario differente, non sarebbe stato esagerato affermare che diversi team si sarebbero trovati in condizioni peggiori di quanto non lo siano già, allo stesso modo si sarebbe trovato in questa situazione il loro personale e i loro fornitori. Allo stesso modo diversi sponsor si sarebbero impigliati tra cause e pagamenti da riscuotere e i media avrebbero lottato per rimarcare i loro diritti. Invece ad alcune squadre è stato risparmiato il possibile fallimento, migliaia di posti di lavoro sono stati salvati e milioni di fan sono stati in grado di prendere nuovamente parte agli eventi anche se relegati a rimanere a casa, ma comunque sempre meglio di niente. Tutto questo è stato possibile grazie ad un’attenta preparazione.

Grandi debutti

C’è da dire poi che l’influenza minore delle spese operative in programma per il 2021 dovute al doppio peso del limite di budget in entrata e alla conservazione delle monoposto del 2020 con solo un marginale sviluppo consentito forniscono una ricompensa parziale. In definitiva, la Formula 1 e i suoi team si trovano chiaramente in un posto migliore di quanto sarebbe accaduto senza la realizzazione degli eventi.

Imola

Dal punto di vista sportivo gli sviluppi più incoraggianti sono i debutti in Formula 1 di due circuiti. Entrambi, il Mugello in Toscana e l’Autodromo do Algarve a Portimao avevano precedentemente ospitato diversi test, mentre quest’ultimo già da diverso tempo desiderava un Gran Premio vero e proprio. Il Mugello ha l’ulteriore riconoscimento di poter celebrare il 1000esimo Gran Premio della Ferrari che è anche proprietaria dell’impianto. Perlomeno se l’aumento dei casi di Coronavirus non dovesse costituire un pericolo per il Gran Premio di Spagna (ne parliamo meglio più sotto); in quel caso la Scuderia celebrerebbe l’impressionante traguardo presso il Gran Premio di Sochi, cosa che suonerebbe come una beffa.

Anche se il Portogallo ha ospitato il Gran Premio alla fine degli Anni Cinquanta (sui circuiti Boavista e Monsanto) e di nuovo tra il 1984 e il 1996 all’Estoril, il Paese era decisamente voglioso di Formula 1. Decisamente gradito appare il ritorno di circuiti che avevano fatto la storia della Formula 1 ma si erano poi persi: vale a dire Imola e Nurburgring.

Ulteriori ingressi in calendario

Bisogna poi aggiungere che in Vietnam si punta ancora all’organizzazione del loro primo Gran Premio, tuttavia un viaggio di tale portata avrebbe senso solo se i costi venissero ripartiti su due eventi asiatici. Inizialmente Shanghai doveva essere gemellata con Hanoi, ma le autorità cinesi hanno messo al bando la maggior parte degli eventi sportivi internazionali fino alla fine dell’anno. Liberty Media avrebbe quindi bisogno di un evento partner in Malesia che possa essere abbastanza vicino da condividere i costi ma sufficientemente distante da non competere potenzialmente per la vendita dei biglietti (supponendo che i fan siano ammessi). A Sepang la Formula 1 manca ormai dal 2017; pare che in tal senso qualche informazione in più potrebbe essere prevista in questi giorni.

Se quindi venisse raggiunto un accordo, la Formula 1 andrebbe in Asia subito dopo Imola che è in programma il primo di novembre, quindi potrebbe inserire i due eventi di organizzare i Gran Premi finali in Medio Oriente, rispettivamente in Bahrain e Abu Dhabi. Secondo alcune informazioni a cui è risalito RaceFans pare che gli eventi asiatici si terranno il 15 e 22 novembre in una sequenza ancora da decidere, con i Gran Premi di Bahrain e Abu Dhabi rispettivamente il 6 e 13 dicembre.

Interlagos

Se invece non si riuscisse a correre in Asia, allora la scelta più probabile ricadrebbe su un triplo appuntamento in Medio Oriente con due Gran Premi da disputarsi in Bahrain e uno ad Abu Dhabi in modo da produrre un finale tra i più alternativi della storia del Mondiale di Formula 1. Ma un ulteriore scenario parla anche di Turchia, anche perché attualmente non risultano comunque ancora fissati gli appuntamenti di Bahrain e Abu Dhabi sempre in relazione alla situazione sanitaria del posto. Ma andare in Turchia a novembre sarebbe particolarmente problematico a causa del clima freddo ma anche il tracciato dell’Istanbul Park, che aveva ospitato la Formula 1 dal 2005 al 2011, necessiterebbe di ulteriori aggiornamenti per riportarlo agli standard richiesti dal Circus visto che non dispone nemmeno di una licenza FIA. Nel frattempo la proprietà del tracciato ha ammesso che si sta lavorando per il ritorno della Formula 1 visto che “già nel 2013 e 2017 erano state avviate delle trattative”.

Ridimensionato anche il weekend di gara

Ma la Pandemia non ha ridimensionato soltanto l’intero calendario del Mondiale di Formula 1, ma anche il tradizionale programma del fine settimana. L’azione in pista a Imola sarà limitata a due giornate, anziché a tre. Questo indica potenzialmente la via da seguire per l’organizzazione dei weekend di Formula 1 del prossimo futuro. Pare che a Imola si vedrà una sola sessione di prove libere, il sabato, che sarà poi seguita dalle Qualifiche mentre domenica tutto si svolgerà regolarmente.

Il rovescio della medaglia di queste riorganizzazioni è quantificabile in perdite di certo notevoli soprattutto in America dove non si correrà nemmeno un Gran Premio. Sono stati infatti ufficialmente annullati gli appuntamenti di Austin, Messico, Canada e Brasile.

I circuiti permanenti che hanno scelto di abbandonare piuttosto che ospitare gare “fantasma” includono il rientrante appuntamento di Zandvoort, il Paul Ricard e Suzuka. La perdita registrata da Zandvoort rappresenta sicuramente un duro colpo per centinaia di migliaia di fan olandesi che attendevano l’evento dal lontano 1985: i promotori avevano pianificato di attirare 100mila fan in ciascuno dei tre giorni secondo una domanda decisamente impressionante col Gran Premio di Zandvoort che avrebbe garantito festeggiamenti di grande interesse con feste dedicate, DJ e altri appuntamenti. Le circostanze hanno perciò ostacolato tali piani con conseguenti decisioni mai facili da prendere.

Pare invece che il motivo per il quale il Gran Premio di Francia sia rimasto fuori dal calendario sia economico poiché l’evento sembra disponga di polizze assicurative contro le catastrofi naturali, comprese quelle pandemiche. In questo modo, senza gravi perdite, i promotori hanno potuto annullare l’evento piuttosto che combattere contro le probabilità.

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Tra i punti deboli ci sono invece quelli legati ai tracciati cittadini in cui le spese sono tante e i tempi di montaggio e smontaggio abbastanza lunghi da non consentire soluzioni affrettate. Monaco, Baku e Singapore non hanno potuto impegnarsi mentre prevaleva un’enorme incertezza. Chiaramente la lezione è stata fornita da Melbourne che aveva realizzato il suo tracciato, per poi vedere annullato l’evento, per un costo di circa 10 milioni di dollari australiani. In definitiva si può dire che Liberty Media ha realizzato un ottimo lavoro nel salvare questa stagione ma ora deve anche pensare al prossimo calendario perché il 2021 è più vicino che mai ma i potenziali effetti collaterali della Pandemia sono una preoccupazione ovvia. A tal proposito appare improbabile che in Australia si impegnino a realizzare il tracciato di Melbourne in ottica 2021, a meno che si sappia dal principio che il Gran Premio si svolgerà regolarmente. Dato che ci vogliono due mesi per costruire la pista, una decisione dovrebbe essere messa in atto entro la fine dell’anno. Idem Monaco, che deve decidere entro la fine di marzo se procedere con i lavori di costruzione. Decisioni simili potrebbero influenzare Baku e Singapore più avanti nel corso dell’anno, in particolare se la seconda ondata colpisse una delle città e così via.

Incognita Spagna

Come già sottolineato, bisogna dare merito agli sforzi di FIA e Liberty Media che hanno messo su una stagione interessante con sostituzioni lampo che potrebbero anche aprire la strada a nuove introduzioni in calendario nel prossimo futuro. Un altro punto da considerare è che nella maggior parte dei casi a questi tracciati sono state offerte gare a tariffe convenienti a causa della necessità di Liberty di mettere insieme un calendario in un intervallo di tempo compresso. Persuadere i promotori ad iscriversi a tariffe piene in futuro non sarà quindi un compito facile. Tuttavia, non ci sarà da stupirsi se il 2021 inizierà col Bahrein per poi proseguire normalmente. Se necessario, il Gran Premio di Melbourne potrebbe essere spostato a settembre come parte di un set di gare da dividere tra Singapore e Giappone. Fino a quando la vita non ritornerà alla normalità, tutto rimane possibile cosa che chiaramente vale per la Formula 1 ma anche per il resto del mondo.

Attualmente ad essere un’osservata speciale è sicuramente la Spagna dove i casi stanno subendo un repentino aumento tanto da far temere già una seconda ondata. Una situazione che sicuramente pone qualche dubbio sul Gran Premio che dovrà svolgersi in quella sede il 16 di agosto. Difatti la situazione più preoccupante in termini di contagi si registra proprio in Catalogna, dove ha sede l’impianto del Montmelò sede del sesto appuntamento stagionale ma pare che finora tutto proceda normalmente visto che la Formula 1 pare sicura del fatto suo. Almeno è questo quanto espresso da Helmut Marko nei giorni scorsi: “nonostante i casi in Spagna siano in aumento, abbiamo ottenuto un valido via libera dalla FOM. Siamo autorizzati a realizzare l’evento perché ci muoviamo grazie alle nostre bolle. Ormai ci siamo abituati e credo che la Formula 1 sta facendo tutto nel modo più corretto” sebbene proprio oggi è risultato positivo Sergio Perez che ha lasciato il suo posto ad un rientrante Nico Hulkenberg. In ogni caso pare che la Formula 1 stia seguendo attentamente la questione, sebbene il Gran Premio sia confermato potrebbero esserci ulteriori sviluppi a breve.

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