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Disastro Pil a meno 12%: incentivi auto contro la recessione conclamata

Crollo nel secondo trimestre 2020 sul trimestre precedente

pil italia

Disastro Pil a meno 12% da aprile a giugno 2020 rispetto al periodo gennaio-marzo 2020. Abbiamo perso 50 miliardi di euro. Siamo in recessione conclamata. Che di sicuro non può essere combattuta tramite misure viste malissimo dall’Unione europea, specie dai Paesi frugali: no a misure fini a se stesse e senza futuro. Sì invece agli incentivi auto: 500 milioni col decreto Agosto siano solo l’inizio. Con l’obiettivo di migliorare il Pil, come accadde con il Governo Prodi.

Disastro Pil a meno 12%: servono ecobonus

Stando la Centro studi Promotor di Gian Primo Quagliano, è facile prevedere che l’andamento del secondo semestre dell’anno sarà ancora negativo. E per tutto il 2020? Secondo l’ultima stima della Commissione europea, la contrazione di quest’anno dovrebbe essere dell’11,2%: il calo più pesante registrato dal Pil nella storia dell’Italia unita dopo quelli del 1943 e del 1944. Siamo a livello della seconda guerra mondiale.

Il Pil italiano (a prezzi costanti 2010) tornerebbe indietro di 23 anni, scendendo a quota 1.440 miliardi, cioè allo stesso livello degli anni 1996-1997. Proprio nel 1997, Prodi con gli ecoincentivi alzò il Pil, tutelò i livelli occupazionali, rilanciò l’economia. Con l’auto si vive, si cresce: si fa profitto, che non è una parolaccia. Significa far stare in piedi il Paese.

Prodotto interno lordo giù: ma è tutta colpa del Covid?

Il dubbio è se questa situazione drammatica per l’Italia a livello di Pil sia dovuta solo al Covid. Indubbiamente, il corona s’è fatto sentire. Tuttavia, c’era già stato il pesantissimo calo del primo trimestre 2020 (-5,3%). Esiste una anomalia Italia, dice Quagliano. Il ritardo che già nel 2019 vi era rispetto al 2007 segna una pesante interruzione nel percorso secolare di crescita del Pil italiano. Siamo indietro rispetto alle altre economie avanzate che hanno superato in pochi anni la crisi del 2008, per continuare poi a crescere fino alla battuta d’arresto del 2020.

Cosa accadde nel 1997 con i bonus auto

Rammentiamo, al di là delle opinioni, la forza dei fatti e dei numeri. Gli incentivi del 1997 determinarono un incremento delle immatricolazioni del 38,8%, non costarono nulla all’Erario: la spesa venne coperta dal maggior gettito Iva. La Banca d’Italia, nel Bollettino Economico 30 del febbraio 1998, lo certificò: gli incentivi del 1997 determinarono un incremento del Pil di 0,4 punti percentuali. Di questi tempi, oro che cola.

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