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John Elkann a tutto campo su Binotto e sulle difficoltà di questa Ferrari

Il presidente della Ferrari John Elkann non si aspetta che il team Maranello tornerà a vincere prima del 2022 ma loda il lavoro di Mattia Binotto

Elkann Binotto

La Ferrari, con la disastrosa SF1000, ha cominciato una stagione non proprio in linea col blasone del marchio. Nel marasma delle dichiarazioni che venivano abbinate ad una situazione fin qui apparsa decisamente fuori da ogni schema e previsione, molti si stavano chiedendo che fine avesse fatto la dirigenza Rossa e che fine avesse fatto John Elkann presidentissimo della Scuderia e finora mai intervenuto per discutere di problemi e misfatti.

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27.04.2019 – Free Practice 3, Mattia Binotto (ITA) Scuderia Ferrari Team Principal and John Elkann (ITA), President Ferrari

John Elkann è intervenuto finalmente a tutto campo parlando di Mattia Binotto e del “peso” della Presidenza Ferrari, lo ha fatto a La Gazzetta dello Sport. Elkann ha lodato Binotto ma ha ammesso anche che la Ferrari non tornerà di certo competitiva fino all’arrivo dei nuovi regolamenti a partire dal 2022 visto che secondo lui la competitività della Scuderia è stata compromessa per un decennio da debolezze che ora si sta provando ad affrontare. John Elkann ha fornito il suo pieno sostegno al team principal Mattia Binotto per guidare il team in un percorso di ricostruzione per tornare nuovamente competitivo.

Comportamento paziente

Le distanze tra la vecchia gestione Ferrari, di Montezemolo prima e Marchionne poi, appaiono molto ampie. John Elkann difatti è apparso sempre poco presente vicino alla Scuderia, un comportamento molto diverso da quello praticato da Montezemolo e dallo stesso Marchionne. Ora che è tornato a parlare ha quindi ammesso che ci vorrà pazienza prima di tornare a vincere ma ha anche fornito un vero e proprio atto di stima nei confronti di Mattia Binotto: “Mattia guida la Scuderia da appena un anno. Ha però tutte le competenze e le caratteristiche per avviare un ciclo vincente visto che si trovava già in Ferrari ai tempi di Jean Todt e di Michael Schumacher. Lui sa come si vince”.

Quindi ha ammesso che ci vorrà ancora del tempo prima di rivedere una Ferrari competitiva: “quest’anno non siamo competitivi. Ma non lo siamo anche per errori di impostazione della nostra monoposto, ci sono debolezze strutturali che ormai ci portiamo avanti da tanto tempo sia per quanto riguarda l’aerodinamica che per gli aspetti legati all’intera dinamica del veicolo. Abbiamo quindi perso potenza dal punto di vista del motore. La nostra monoposto non è competitiva, è questa la realtà. Lo abbiamo visto e lo vedremo ancora ma stiamo ponendo le basi per tornare a vincere quando cambieranno i regolamenti, nel 2022. Sono convinto di questo. Non vinciamo un campionato mondiale costruttori dal 2008 e uno piloti dal 2007. Nel mezzo ci sono stati i cicli vincenti di Red Bull per la capacità aerodinamica e Mercedes per la loro grande abilità nelle tecnologie dei motori ibridi”.

La questione legata ai piloti

Tra i tasti dolenti toccati da John Elkann c’è sicuramente la questione legata ai piloti e alla separazione di Sebastian Vettel dalla Scuderia, in programma a fine anno. Elkann ha ammesso che dal prossimo anno “Mattia lavorerà con due piloti giovani e ambiziosi” chiarendo anche perché in Ferrari si è puntato su una coppia di piloti così giovane. “Gli ultimi dieci anni sono stati caratterizzati da grandi fuoriclasse come Alonso e Vettel – ha ammesso John Ellkann – ma è sicuramente più difficile ricostruire e chiedere pazienza a chi ha già vinto tanto, rispetto a chi possiede ancora un grande futuro di fronte a sé. Stiamo ponendo le basi per la costruzione di qualcosa di importante e duraturo. Lo dimostra il fatto che abbiamo firmato con Leclerc un contratto lunghissimo come non era mai successo prima in Ferrari. Leclerc e Sainz vivranno a Maranello per stare vicino ai nostri tecnici e ingegneri, in questo modo la nuova monoposto nascerà con loro”.

Elkann Vettel

Tuttavia il fatto che i due giovani piloti della Ferrari del futuro disporranno del massimo appoggio, non certifica uno specifico lasso temporale sulla base del quale si può pensare di ipotizzare un tot di anni di attesa. Elkann ha ammesso che “i tifosi soffrono quanto soffriamo noi, ma li sentiamo vicini. Per questo è giusto essere onesti e chiari. Il percorso che ci attende è lungo, ma anche nel 2000 con l’avvio dello storico ciclo capitanato da Jean Todt venivamo da un digiuno lungo più di 20 anni; Ci volle del tempo dal suo arrivo nel 1993 a quando riportò la Ferrari alla vittoria. L’importante, ora come allora, è lavorare bene in pista e fuori dalla pista per essere coesi e costruire in questo modo la Ferrari che tutti vogliamo”.

Congelamento tecnico

Come è già noto, il prossimo anno si assisterà ad un vero e proprio congelamento dal punto di vista tecnico visto che i regolamenti che dovevano cambiare proprio nel 2021 sono stati posticipati al 2022. Una situazione che influirà molto sulla competitività della Ferrari che si ritroverà con una SF1000 Bis dalla quale è seriamente complicato provare a ricavare qualcosa. Per questo Elkann ha già fissato al 2022 l’anno del rilancio, ammettendo che il congelamento tecnico influirà molto su questa situazione. “Quest’anno siamo partiti male e il congelamento del prossimo anno non aiuta. Siamo coscienti delle debolezze strutturali della nostra monoposto. Abbiamo dato subito l’ok alle nuove regole in partenza nel 2022 perché pensiamo sia corretto avere maggiore competitività in Formula 1. La limitazione del budget la vediamo invece come una sfida e non come un vincolo alle nostre capacità di vittoria. Tali vincoli permetteranno ai nostri ingegneri e ai nostri meccanici di trovare la forza e la creatività per riportare la Ferrari dove merita. Posso dire che negli ultimi 10 anni non ho mai visto uno spirito così forte e coeso”.

Elkann Binotto 2

Quindi John Elkann ha voluto anche rivolgere un pensiero a Sergio Marchionne, morto due anni fa. Il presidente della Ferrari ha ammesso che “Sergio è stato per me un grandissimo amico. Abbiamo affrontato periodi pieni di vento, ma anche di burrasche e tempeste, era un timoniere solido e coraggioso”. Proprio Elkann ha raccolto il testimone della Presidenza affidato prima di lui a Sergio Marchionne, ma ha anche aggiunto che “essere presidente della Ferrari è un’enorme responsabilità, che sono contento di condividere con Piero Ferrari e con tutti quelli che ci lavorano. Ferrari è una realtà unica, che ha solo migliaia di clienti ma milioni di tifosi e fa sognare centinaia di milioni di persone nel mondo. È una società che sa conciliare bellezza con prestazioni. Ha radici profonde, a Maranello in Emilia, in Italia, e sa parlare al mondo”.

Ora bisogna prendere le redini di questo Cavallino azzoppato e provare a cambiare modo di agire.

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