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Gran Premio di Ungheria: Hamilton vince per l’ottava volta, Ferrari doppiate

Si ripete il copione anche in Ungheria, Hamilton vince ma stavolta tra le Mercedes si inserisce Verstappen: le Ferrari vengono doppiate entrambe

Hamilton

Il copione si ripete a metà anche questa domenica. La Mercedes è padrona anche dell’Ungheria, Lewis Hamilton vince all’Hungaroring per l’ottava volta conducendo una gara praticamente perfetta dal principio alla fine e ormai a sole cinque lunghezze dal record di vittorie appartenente a Michael Schumacher. L’inglese della Mercedes partiva ovviamente con i favori del pronostico visto che cominciava dalla prima piazza in griglia. Hamilton, con la vittoria d’Ungheria, si pone anche sul punto più alto della classifica piloti sopravanzando il compagno di squadra Valtteri Bottas.

Hamilton Podio

La trionfale giornata di Hamilton si è conclusa col giro veloce di giornata, centrato dopo che al 67esimo giro montava le Pirelli Soft e mostrando ulteriormente (se ce ne fosse bisogno) che questa Mercedes ne ha davvero da vendere. La squadra del sornione Toto Wolff è giustamente concreta e sa che può dominare questa Formula 1 che ormai è cosa sua da parecchi anni. La superiorità vista in Ungheria fornisce un quadro di enorme efficacia, la squadra della Stella possiede infatti un dominio schiacciante al quale solo un impressionante Max Verstappen (che ci mette davvero del suo) riesce a creare qualche piccolo pensiero.

Verstappen: dalle stalle alle stelle

In effetti il risultato ottenuto dall’olandese della Red Bull, secondo al traguardo, possiede una valenza ancora superiore. Durante il giro che avrebbe portato le monoposto sulla griglia di partenza, complice l’asfalto bagnato, Max finisce lungo in Curva 12 andando ad impattare contro le barriere che distruggono l’ala anteriore della sua RB16 e procurano qualche danno nell’area della sospensione anteriore sinistra. Ma Verstappen (come al solito) non si perde d’animo e riporta sul rettilineo principale la sua monoposto che viene immediatamente analizzata dai meccanici che in quattro e quattr’otto sostituiscono il braccetto dello sterzo e il puntone della sospensione. È un miracolo. Max parte dalla sua posizione originaria in griglia di partenza, come se non fosse successo niente qualche minuto prima.

Verstappen
Max Verstappen

La RB16 che ieri era apparsa in affanno, a quanto pare per problemi derivanti dalla motorizzazione Honda che vorrebbe mantenere più alto il livello di affidabilità, oggi nelle mani di Verstappen è stata l’unica ad inserirsi tra le due Mercedes impedendo un’ulteriore probabile doppietta e anche di essere doppiata dall’inarrestabile Hamilton. Non ha sorpreso Bottas che parte molto male e giunge terzo al termine: dopo aver fatto muovere la sua W11 prima della partenza ha evitato per poco una probabile penalizzazione finendo ben presto in sesta piazza. Il finlandese ha dovuto quindi praticare una rimonta per provare ad impensierire Hamilton, ma l’incognita Verstappen veniva fissata tra lui e l’inglese annullando le velleità di una possibile seconda piazza finale.

Peccato per la Racing Point che con Lance Stroll chiude in quarta piazza ma comunque a pieni giri rimanendo fuori da un possibile podio nelle corde di questa monoposto decisamente interessante dal punto di vista prestazionale. Di certo Stroll stavolta ha potuto dimostrare un potenziale superiore di quello espresso da Sergio Perez, provando a convincere Racing Point che è lui quello che dovrà rimanere nell’eventuale ipotesi di un approdo di Sebastian Vettel a partire dal prossimo anno. Il messicano ha infatti concluso in settima posizione dopo una partenza decisamente sottotono che lo ha trascinato ben presto a centro gruppo.

Due Ferrari doppiate

Non succedeva dal lontanissimo 2008: non accadeva da quella data che le due Ferrari venissero doppiate durante un Gran Premio, ma è accaduto oggi all’Hungaroring. Sebastian Vettel non riesce a mantenere intatta la sua posizione di partenza finendo infatti in sesta posizione, alle spalle di Alexander Albon che lo sopravanza proprio nel finale risultando quindi l’ultimo dei piloti a pieni giri da escludere dalla lista dei doppiati prodotti da Lewis Hamilton.

Vettel

La sesta posizione finale di Sebastian Vettel indica perfettamente il livello di una Ferrari che difficilmente riesce a combattere per il podio, anche su un tracciato che doveva fornire caratteristiche utili ad una migliore prestazione della SF1000. Ma la monoposto possiede problemi diversificati che in questo caso possono essere identificati dalla cronica mancanza di trazione. Vanno ancora peggio le cose a Charles Leclerc che addirittura termina al di là della zona punti, in undicesima posizione sopravanzato da un timido Carlos Sainz che sembrava quasi non voler mettere in atto la mossa nei confronti del suo prossimo compagno di squadra. Di certo non ha aiutato Leclerc la scelta delle Soft subito dopo l’utilizzo delle Intermedie, con Vettel che invece aveva preferito le Medie. Il monegasco ad un certo punto ha infatti lamentato la mancanza di prestazione proveniente proprio dalla mescola utilizzata.

Leclerc

Davanti a Sainz in nona posizione termina un ottimo Kevin Magnussen a bordo della Haas che col compagno di squadra, Grosjean (finito quindicesimo), erano stati richiamati al primo giro per sostituire le Intermedie con le slick che hanno portato il danese anche in terza posizione nelle prime fasi del Gran Premio: un risultato che permette alla Haas di totalizzare due punticini che fanno respirare il team. Davanti a lui in ottava posizione termina un concreto Daniel Ricciardo e in settima il già citato Sergio Perez.

Magnussen
Kevin Magnussen

Il resto del gruppo vede Daniil Kvyat con l’AlphaTauri finito in dodicesima piazza con l’unica AT01 superstite a fine Gran Premio; Gasly infatti è stato protagonista dell’unico ritiro di giornata a causa di evidenti problemi al propulsore Honda, la seconda andata in fumo in appena 24 ore. Un dato che certifica un’affidabilità ancora da ricerca in terra di Giappone. Non va oltre il tredicesimo posto Lando Norris seguito da Esteban Ocon con la Renault. Il gruppo si chiude con la brutta prestazione delle Alfa Romeo con Kimi Raikkonen che conclude sedicesimo e Giovinazzi diciassettesimo, dietro di loro solo le solite Williams che avevano invece mostrato un passo differente.

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