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Revoca ad Autostrade: faccenda internazionale

La questione della concessione ad Aspi è mondiale. Una prova durissima per il Governo

ponte genova

La revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia interessa i rapporti con la Cina e la Germania. La ragione? facile: fra i soci di Aspi ci sono il fondo cinese Silk Road, industriali tedeschi, la teutonica Allianz. Anche per questo, fra il premier Conte e la cancelliera Merkel si parlerà di Aspi. È una faccenda internazionale, con il M5S che preme per la revoca ad Autostrade, ma ci sono spaccature nell’Esecutivo. Attenzione che il Governo non crolli proprio sulla revoca ad Autostrade.

Revoca ad Autostrade: si muove la Cina

Pare che addirittura l’ambasciatore italiano a Pechino sia stato convocato dal Governo locale. Per capire come stiano le cose, quali siano le intenzioni dell’Esecutivo di Conte e in particolare dei grillini che premono per la revoca ad Autostrade.

Le parole di Conte su Aspi

A La Stampa, Conte ha detto: i Benetton (Atlantia, che controlla Aspi) non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati. Al Fatto Quotidiano, il premier ha dichiarato che lo Stato non può essere socio di chi prende in giro le famiglie delle vittime. Il riferimento è al Ponte di Genova, crollato due anni fa, con 42 morti.

Come si difende Autostrade per l’Italia

Autostrade per l’Italia vuole garantire la massima trasparenza verso il mercato, investitori e finanziatori e l’opinione pubblica.

Così, rende nota la lettera dell’11 luglio 2020 indirizzata ai ministeri competenti. La lettera recepisce le indicazioni ricevute dai rappresentanti istituzionali.

In caso di accettazione della proposta, ASPI ha aumentato da 2,9 miliardi a 3,4 miliardi l’importo a proprio carico da destinare a:

  • riduzioni tariffarie,
  • interventi aggiuntivi di manutenzione,
  • ricostruzione del viadotto sul Polcevera.

Verrebbe inoltre recepito il regime tariffario con l’impegno ad aggiornare il Piano Economico Finanziario entro 7 giorni dall’accettazione della nuova proposta. È stata comunicata la volontà di rinunciare a tutti i ricorsi presentati nei confronti della parte pubblica.

La società ha inoltre dato disponibilità a valutare l’apertura del proprio capitale a investitori terzi pubblici e privati. A supporto del rilevantissimo piano degli investimenti previsto dal Piano di Trasformazione.

Autostrade per l’Italia auspica dunque che le decisioni che verranno assunte siano basate solo ed esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico. In ballo 7.000 lavoratori, 17.000 piccoli risparmiatori e delle migliaia di creditori commerciali e fornitori.