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Ponte sullo Stretto: tunnel subalveo come rilancio dell’economia post coronavirus?

Ci si interroga sulla opportunità di fare il Ponte sullo Stretto, per dare ossigeno al Paese

ponte sullo stretto

Due Ponti tengono banco: il Ponte di Genova in concessione ad Autostrade e il possibile Ponte sullo Stretto di Messina. Che molti vedono come opportunità post coronavirus per il rilancio del Paese. Creerebbe lavoro, grazie al fatto che per le imprese costruttrici sarebbe un’impresa titanica.

Ponte sullo Stretto: cosa bolle in pentola

È vero che mezzo secolo ormai si dibatte sull’ipotesi di realizzare un collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, anche all’interno del corridoio Scandinavo-Mediterraneo da fare entro il 2030. Ma adesso il premier Conte è tornato a parlarne.

Come riporta il Sole 24 Ore, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, potrebbero anche dare il via libera a un nuovo progetto di fattibilità tecnico-economica (oltre che ambientale) per confrontare le varie soluzioni possibili per il superamento dello Stretto. Quali idee per il Ponte sullo Stretto?

  1. Il vecchio progetto del ponte a campata unica della società Stretto di Messina.
  2. Un nuovo progetto di ponte a più campate.
  3. Uno o più tunnel subacquei. Pare che un tunnel subalveo (foto) incontrerebbe il favore del Governo Pd-M5S. Infatti,  per il viceministro a Infrastrutture e Trasporti Giancarlo Cancelleri, se si comincia a investire in modo massiccio in quelle due regioni (Calabria e Sicilia unite dal Ponte), allora il tunnel subalveo di Giovanni Saccà potrebbe rappresentare una valida alternativa al ponte.

Opera monumentale: c’è chi dice no

Ma il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano esclude che il Ponte possa diventare una priorità nell’agenda romana.

Infatti, il rilancio dei porti e dei retroporti il Governo è impegnato a realizzarlo. Ma stiamo anche andando avanti nell’attuazione della clausola del 34% degli investimenti pubblici al Sud.

Per non parlare dei tanti timori generalizzati e trasversali a livello politico di infiltrazioni mafiose negli appalti: il rischio, in caso di scarsi controlli, è che la malavita riesca a insinuarsi per creare un business colossale.