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FCA: anche il Ministero dell’economia conferma il via libera al prestito

Ecco le parole con cui il Ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, ha confermato l’operazione

Dopo l’ok da parte della Corte dei Conti, arrivato questa mattina, anche il Ministero dell’economia conferma il via libera al prestito da 6.3 miliardi di Euro, con garanzie statali concesse da Sace, per FCA Italy, la divisione italiana del gruppo FCA. L’azienda otterrà il prestito da Intesa Sanpaolo seguendo quanto previsto dal decreto Liquidità dello scorso aprile, creato dal Governo per sostenere le aziende italiane. FCA non sarà la sola azienda ad ottenere un prestito con garanzie statali.

Secondo quanto rivelato da Intesa Sanpaolo, infatti, l’istituto è già al lavoro su prestiti con garanzie statali per oltre 4 miliardi di Euro con diverse aziende. Anche altre banche stanno seguendo queste procedure, nel rispetto di quanto previsto dal decreto. Nonostante le polemiche di queste settimane, il prestito per FCA sta per arrivare.

Poco fa, anche il Ministero dell’economia, con una nota diffusa alla stampa, ha confermato l’operazione che diventerà ufficiale con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale nel corso dei prossimi giorni. Sulla questione, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri ha dichiarato: “È un’operazione di sistema con la quale si punta a preservare e rafforzare la filiera automotive italiana e a rilanciare gli investimenti, l’innovazione e l’occupazione in un settore strategico per il futuro economico e industriale del Paese. Il Governo verificherà l’attuazione degli impegni assunti da FCA Italy in questa direzione”.

Ricordiamo che 4,5 miliardi di Euro del prestito da 6.3 miliardi di Euro verranno utilizzati da FCA per pagare i fornitori (1.2 miliardi andranno a fornitori esteri dell’azienda). La restante parte dell’investimento verrà, invece, suddivisa tra il sostentamento delle attività di ricerca e sviluppo e il pagamento dei dipendenti dell’azienda.

Come sottolineato anche da Gualtieri, il prestito servirà a sostenere la filiera automotive italiana e gli investimenti in ricerca e sviluppo, determinati per l’avvio dei progetti futuri previsti dal “Piano Italia”. Resta da capire in che modo verrà applicato il controllo da parte del Governo sull’attuazione degli impegni presi da FCA Italy per l’ottenimento del prestito con garanzie statali.

Maggiori dettagli sulla questione potrebbero arrivare nel corso dei prossimi giorni, quando con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il prestito verrà erogato. Ricordiamo che la liquidità messa a disposizione da Intesa Sanpaolo sarà indirizzata verso conti correnti aperti per l’occasione ed FCA Italy sarà tenuta a utilizzare i fondi rispettando quanto previsto dalle condizioni indicate in precedenza.

Le condizioni per il prestito accettate da FCA

Ma quali sono gli impegni assunti da FCA Italy per l’accesso alle garanzie statali fornite da Sace necessarie per l’ottenimento del prestito da 6.3 miliardi di Euro? Al momento, non c’è un documento ufficiale che va a chiarire la questione ma in rete sono già apparse diverse informazioni sulla questione che vengono confermate dalle ultime notizie di queste ore. Per ottenere il prestito, infatti, FCA Italy si è impegnata a confermare il “Piano Italia”, il piano industriale per gli stabilimenti italiani con tutti i progetti già annunciati che saranno portati a termine (resta da capire se i tempi verranno rispettati, nel frattempo il target della piena occupazione è già stato posticipato).

Il “Piano Italia” prevede anche un incremento di fondi con gli investimenti che passeranno da 5 a 5.2 miliardi di Euro, con 200 milioni di Euro extra in arrivo per il polo industriale di Melfi. Da notare che FCA Italy ha confermato l’impegno a non delocalizzare i progetti industriali già avviati (l’impegno a non delocalizzare non riguarda gli investimenti futuri come quelli che potrebbero arrivare dopo la fusione con PSA). Da notare anche l’impegno a non cedere i marchi italiani e la partecipazione in Sevel, la JV già attiva con PSA che prevede la realizzazione di veicoli commerciali ad Atessa, uno dei pochi stabilimenti che sta lavorando a pieno ritmo in Italia.

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