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FCA: il target della piena occupazione viene posticipato ancora una volta

L’obiettivo potrebbe essere raggiunto con un anno di ritardo

 Sono diversi anni che FCA parla di “piena occupazione” per gli stabilimenti italiani. Nel recente passato, il raggiungimento di questo target era stato fissato per il 2018 dall’allora amministratore delegato Sergio Marchionne come parte integrante del piano industriale che prevedeva, tra le altre cose, un totale di 400 mila unità vendute all’anno per Alfa Romeo con il marchio italiano che avrebbe dovuto contare su di una gamma di 8 modelli.

Come sappiamo, la storia è andata diversamente. Sul finire dello scorso anno, in occasione dell’annuncio del “Piano Italia”, il piano industriale per gli stabilimenti italiani del gruppo, FCA è tornata a parlare di “piena occupazione” anticipando che il raggiungimento di questo obiettivo per i siti di produzione del gruppo sarebbe arrivato nel 2022. A distanza di poco più di sei mesi dall’annuncio e con una crisi economica senza precedenti nella storia recente in corso, le cose cambiano ancora.

Nelle ultime ore, infatti, sono arrivate importanti conferme in merito al presto che FCA otterrà con garanzie statali. Per l’ottenimento di questo prestito, l’azienda dovrà accettare precise condizioni tra cui la conferma del “Piano Italia” che verrà portato da 5 miliardi a 5.2 miliardi di investimenti per gli stabilimenti del gruppo (con 200 milioni di Euro in più per il solo stabilimento di Melfi).

La conferma del “Piano Italia” non comporta l’immediata conferma dei target previsti dal piano industriale tra cui troviamo anche la piena occupazione per gli stabilimenti del nostro Paese. Questo target, con l’ottenimento del prestito da parte di FCA, viene nuovamente posticipato. A causa delle nuove condizioni del mercato auto, infatti, il raggiungimento del target della “piena occupazione” in Italia viene spostato al 2023. 

Tale target è, chiaramente, legato alla ripresa del mercato auto internazionale che, sfruttando anche gli incentivi previsti dai vari Governi, dovrebbe tornare su livelli pre-crisi, si spera, già a partire dal prossimo anno.

Piena occupazione in Italia: per alcuni stabilimenti FCA è un obiettivo molto difficile

Per raggiungere la piena occupazione in Italia sarà necessario un notevole potenziamento dell’offerta di modelli di FCA nel corso dei prossimi anni. La fusione con PSA potrebbe, molto probabilmente, dare un contributo positivo ma l’operazione difficilmente sarà chiusa nel 2020 e ci vorrà del tempo per l’avvio di progetti in grado di sostenere la crescita produttiva in Italia.

Per alcuni stabilimenti di FCA, infatti, il futuro è tutto da decifrare. A Grugliasco, dove oggi vengono prodotte a ritmo ridottissimo, la Quattroporte e la Ghibli, è difficile ipotizzare il raggiungimento del target con le sole varianti ibride dei due modelli e con l’arrivo della nuova generazione della Quattroporte, prevista per il 2023 (per una nuova Ghibli non ci sono conferme).

A Cassino, invece, Giulia e Stelvio riceveranno un restyling di metà carriera che andrà a prolungare la produzione ma difficilmente i volumi potranno essere molto elevati. Il solo D-SUV Maserati, che dovrebbe debuttare nel 2021, farà fatica a garantire il raggiungimento del target della piena occupazione. A Pomigliano d’Arco, invece, si spera nel successo dell’Alfa Romeo Tonale, una scommessa sicuramente molto rischiosa ed ancora lontana dal mostrare i primi frutti.

A Melfi, nonostante i massicci investimenti, diversi sindacati sono convinti che l’avvio della produzione della Compass oltre ai nuovi modelli ibridi non basteranno a raggiungere la piena occupazione. Ci sono poi le questioni legate agli stabilimenti di produzione di motori ed, in particolare, a Pratola Serra (sede di produzione dei motori diesel del gruppo) il cui futuro è davvero complicato.

Per ora non ci resta che attendere l’evoluzione del mercato auto durante questo periodo di crisi e verificare quelle che saranno le scelte di FCA per affrontare e superare il momento difficile. Staremo a vedere se il target della piena occupazione in Italia sarà davvero fissato al 2023 oppure verrà nuovamente posticipato.

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