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Mercato auto: anche maggio sarà negativo e non ci sono incentivi all’orizzonte

Il settore auto chiede un sostegno per salvare la filiera automotive

Dopo il quasi azzeramento registrato nel corso del mese di aprile, chiuso con il 97% delle vendite in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno per via del lockdown, il mercato auto italiano inizia il suo lento processo di crescita. La riapertura delle concessionarie, avvenuta la scorsa settimana con la partenza della “fase 2”, rappresenta un primo piccolo passo di un percorso che si preannuncia davvero molto lungo.

I dati della prima settimana del mese di maggio confermano una netta crescita delle vendite rispetto al precedente mese di aprile. Nonostante ciò, il calo nel confronto con il mese di maggio dello scorso anno è evidente e davvero molto marcato. I dati diffusi da Dataforce, infatti, confermano un totale di circa 11 mila immatricolazioni registrate nel periodo 1-8 maggio 2020, quasi il triplo delle unità vendute in tutto il mese di aprile.

Il dato, per quanto positivo rispetto al mese scorso, è fortemente negativo nel confronto con i dati raccolti nel maggio dello scorso anno quando, nel periodo tra l’1 e l’8, furono immatricolate oltre 20 mila unità. In totale, il mercato delle quattro ruote italiano chiude la prima settimana lavorativa della “fase 2” con un calo del -44% nel confronto con i dati dello scorso anno.

Nel corso delle prossime settimana, una volta smaltiti tutti gli ordini dei primi giorni post-lockdown, le vendite di nuove auto potrebbero tornare a registrare un ulteriore calo con il mercato delle quattro ruote che potrebbe registrare un dimezzamento delle vendite rispetto al mese di maggio del 2019. Maggiori dettagli in merito ai risultati del mercato delle quattro ruote arriveranno solo ad inizio del mese di giugno.

Il settore auto chiede un intervento per sostenere la filiera

Per il rilancio del mercato auto servirà un massiccio intervento da parte del Governo che dovrà studiare le misure giuste per sostenere l’intera filiera automotive che rappresenta circa il 10% del PIL italiano e impiega oltre 1,2 milioni di lavoratori. Secondo  Aci, Anfia, Fim, Fiom e Uilm c’è bisogno di “Cogliere l’occasione di questa drammatica situazione socio- economica per adottare misure in grado di coniugare esigenze ambientali e commerciali con quelle industriali e di tutela dei lavoratori della filiera, prevedendo, fra gli altri interventi, anche il sostegno al mercato attraverso incentivi per la rottamazione e l’acquisto di auto e veicoli commerciali eco- compatibili e per lo sviluppo infrastrutturale”

Dopo il crollo registrato a marzo, l’azzeramento delle vendite di aprile e la debole risalita del mese di maggio, è chiaro che il 2020 sarà un anno drammatico per il mercato delle quattro ruote italiano. Per stime precise sarà necessario attendere le prossime settimane ma i dati disponibili già confermano le difficoltà che affronterà il settore. Secondo quanto anticipato da Aci, Anfia e sindacati: “Le prime stime  prevedono che il mercato 2020 registrerà drastici cali: per le sole autovetture si parla di circa 500.000 immatricolazioni in meno rispetto al 2019

Nella nota stampa diffusa viene sottolineata anche l’importanza di avviare interventi per smaltire le scorte di auto già prodotte e ancora invendute “I mesi di lock-down, inoltre, hanno causato l’immobilizzazione di centinaia di migliaia di veicoli che, se non venduti nei prossimi mesi, rischiano di rallentare ulteriormente la ripresa delle attività produttive, con i conseguenti rischi occupazionali lungo tutta la filiera che, ricordiamo, rappresenta circa il 10% del PIL italiano e impiega oltre 1.200.000 lavoratori”

Ricordiamo che nei giorni scorsi l’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere, ha chiesto un importante intervento al Governo evidenziando la necessità di introdurre, quanto priva, provvedimenti a sostegno della filiera automotive. Secondo l’associazione, per dare una spinta alla ripresa del mercato è prioritario ed è necessario “un piano strutturale che favorisca il ricambio del nostro vetusto parco circolante”.

E’ importante sottolineare, in ogni caso, che le prime bozze del decreto Rilancio, che racchiude i provvedimenti che il Governo metterà in campo per rilanciare l’economia italiana nel corso della “fase 2”, non comprendono interventi di sostegno al mondo dell’auto. Al momento, infatti, non è previsto l’avvio di un piano di incentivi che possa andare a sostenere il rinnovo del parco circolante e, quindi, dare una spinta sostanziale alle vendite del settore.

Il mese di maggio dovrebbe chiudersi con risultati molto negativi (anche se non disastrosi come quelli di aprile) per il mercato auto che, come confermano le prime previsioni, dovrebbe continuare a far segnare dati negativi anche per i prossimi mesi L’assenza di un intervento concreto a sostegno del settore non farà altro che ritardare il rilancio del mercato auto con effetti immediati sull’intera filiera automotive italiana.

Naturalmente, nel corso delle prossime settimane potrebbero arrivare degli interventi a sostegno del mercato auto italiano. Al momento, però, non c’è ancora nulla di concreto che possa far sperare in provvedimenti in grado di garantire la spinta che l’intero settore necessita. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti sulla questione.

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