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Alfa Romeo: le preoccupazioni dei sindacati in vista della ripresa produttiva a Cassino

A Cassino verrà applicato il nuovo protocollo di sicurezza nato dall’accordo tra sindacati e FCA

Si avvicina la ripresa produttiva per FCA in Italia. In attesa di capire se ci sarà l’attesa deroga per ripartire il prossimo 27 aprile, con una settimana di anticipo rispetto ai tempi previsti dalle attuali disposizioni governative, resta sul tavolo la questione legata allo stabilimento di Cassino, sede di produzione dei modelli di Alfa Romeo. 

Il sito laziale, come anche gli altri siti di produzione del gruppo FCA, è fermo da oltre un mese per  rispettare le misure di contenimento per la diffusione del Coronavirus in Italia. A Cassino, prima dello scoppio dell’epidemia nel nostro Paese, era già in programma un lungo stop tra la fine del mese di marzo e l’inizio del mese di aprile che, secondo alcune indiscrezioni, poteva essere esteso sino alla fine del periodo pasquale.

La causa di questo stop era legata ai ridotti volumi di vendita dei modelli Alfa Romeo con Giulia, Stelvio e Giulietta che tra gennaio e febbraio, ovvero prima dell’inizio della pandemia e del conseguente crollo del mercato europeo, hanno fatto segnare risultati di vendita decisamente scarsi in Europa, con un calo generalizzato in tutti i principali mercati continentali.

Gli ultimi aggiornamenti legati allo stabilimento FCA di Cassino confermano che la chiusura andrà oltre il prossimo 4 maggio e verrà prolungata, grazie alla cassa integrazione in deroga, sino ad almeno il prossimo 13 maggio. La scorsa settimana sono arrivati rumors in merito ad un possibile prolungamento dello stop produttivo, grazie alla cassa integrazione ordinaria, almeno sino alla fine di maggio o, addirittura, ad inizio giugno.

In attesa di capire quali saranno le scelte dell’azienda sulla riapertura di Cassino e la ripresa della produzione dei modelli Alfa Romeo cresce la preoccupazione dei sindacati per quanto riguarda i rischi per la salute dei lavoratori. L’azienda, anche a Cassino, adotterà il nuovo protocollo di sicurezza frutto dell’accordo, raggiunto ad inizio aprile con i sindacati e già attivato, in via sperimentale, negli stabilimenti aperti (Mirafiori, Melfi e Termoli) per attività di ricerca e sviluppo.

L’accordo prevede costanti interventi di sanificazione, un kit con mascherine, guanti e gel igienizzante per ogni lavoratore, modifiche alle attività per rispettare il distanziamento sociale ed evitare assembramenti, orari sfalsati per l’ingresso e le pause e diversi altri provvedimenti mirati a ridurre al minimo i rischi di contagio all’interno dello stabilimento. Il protocollo di sicurezza dovrebbe garantire rischi ridottissimi per i lavoratori di Cassino.

Dai sindacati, in ogni caso, restano i dubbi in merito ai rischi che i lavoratori dovranno affrontare per recarsi nello stabilimento laziale. Molti addetti, infatti, sono pendolari e raggiungono il posto di lavoro in autobus esponendosi, potenzialmente, a evidenti rischi di contagio. Sottolineano i rappresentanti sindacali: “più delle otto ore nello stabilimento preoccupa il tempo trascorso sui mezzi pubblici. La Regione e le aziende di trasporto pubblico riusciranno a garantire il fatto che non ci sia sovraffollamento?”

Al momento, in vista della ripresa produttiva della “fase 2” non sono ancora noti i provvedimenti che verranno messi in atto per ridurre i rischi dei lavoratori che dovranno recarsi sul posto di lavoro nel corso delle prossime settimane. Considerato l’elevato numero di addetti del sito di Cassino, sarà necessario nei prossimi giorni studiare delle misure specifiche per garantire la sicurezza dei lavoratori anche al di fuori dello stabilimento.

Quando partiranno i nuovi progetti di Cassino?

In attesa della ripresa produttiva, non ci sono informazioni sull’avvio dei lavori di pre-produzione del nuovo Maserati D-SUV, il nuovo entry level della casa del Tridente che prenderà il posto, all’interno dello stabilimento, dell’Alfa Romeo Giulietta, oramai ad un passo dalla fine della commercializzazione dopo dieci anni di onorata carriera.

I piani per il Maserati D-SUV, che utilizzerà la piattaforma Giorgio, prevedevano l’avvio dei lavori di pre-produzione per la fine del mese di marzo in vista di un debutto commerciale programmato per il secondo semestre del 2021. Al momento, tutte le attività sono sospese e da Cassino non emergono informazioni in merito all’avvio dei lavori sulla futura linea del D-SUV.

Sarà necessario, molto probabilmente, attendere il mese di maggio e la ripresa produttiva per maggiori dettagli in merito a quelli che saranno i piani effettivi sul futuro dello stabilimento laziale che, di certo, non potrà sopravvivere per molto tempo solo con Giulia e Stelvio. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti.

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