in ,

Obbligo di mascherina in auto: caos Italia

Ogni Regione fa da sé. In Lombardia è obbligatoria. La Toscana la segue. Altre per ora no. In più, lì dov’è obbligatoria, non è facile trovarla gratuitamente

mascherina auto

È caos sull’obbligo di mascherina anti-coronavirus, che riguarda anche chi va in auto. Regione che vai, obbligo che trovi. Non c’è infatti solo la normativa a livello nazionale, ma bisogna valutare a seconda dell’Ente locale. Un caos infernale, analogo a quello che bollo auto: ogni Regione si regola come crede, con regole proprie.

Obbligo di mascherina in auto: che succede

L’Istituto superiore di sanità dice giustamente che non c’è l’obbligo di guidare con la mascherina se si è da soli in auto, senza passeggeri. Ma per la Lombardia le cose cambiano: quando si esce, c’è l’obbligo della mascherina. Idem per la Toscana che va a ruota della Regione lombarda, e di altre Regioni che, come spesso accade, seguono quanto decide la Lombardia. In Veneto e Friuli Venezia Giulia, l’obbligo vale solo per accedere nei supermarket e nei mercati. In Liguria nessun obbligo, però c’è la distribuzione a tappeto. Valutazioni in corso in Campania e Sicilia.

In Alto Adige, l’ultima ordinanza del governatore Arno Kompatscher introduce l’obbligo di coprire naso e bocca con una mascherina. Oppure uno scaldacollo al di fuori dell’ambiente familiare, ossia in strada e al supermercato. L’ordinanza non prevede nessuna multa in caso di inosservanza. Per cui, ci sono obblighi, ma non punizioni per chi quegli obblighi non li segue. Altra anomalia.

Di chiaro c’è solo una cosa: a fronte del decreto 9 del 2 marzo 2020, la Protezione Civile è autorizzata, fino alla fine del periodo di emergenza, ad acquistare dispositivi di protezione individuali. E altri dispositivi medicali. Nonché a disporre pagamenti anticipati dell’intera fornitura. Inoltre, è consentito fare ricorso alle mascherine chirurgiche, quale dispositivo idoneo a proteggere gli operatori sanitari. Risultano utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE previa valutazione da parte dell’Istituto superiore di sanità.

Obbligo di mascherina in auto: non gratuita per tutti

Dopodiché, se e quando c’è l’obbligo di mascherina quando si va in giro o quando si guida, allora occorre comprarla. Con prezzi molto variabili secondo i punti vendita. Situazione molto disordinata e caotica. Si parla di distribuzione gratuita delle mascherine lì dove obbligatorie, ma non tutti le hanno né viste né sentite.

Mascherine: la Protezione Civile si muove

Comunque, l’Istituto superiore di sanità è in contatto continuo con le aziende che stanno producendo le mascherine. Obiettivo: velocizzarne il più possibile l’autorizzazione. Ma il via libera per ogni prodotto verrà dato solo se ci saranno fornite le prove della sua efficacia e sicurezza. L’Iss è coinvolto nella procedura di valutazione in deroga alle norme vigenti per la produzione dei dispositivi medici note come mascherine chirurgiche. Non possono essere immesse sul mercato mascherine chirurgiche non marcate CE per uso medico: devono essere validate dall’Iss in termini di efficacia filtrante e sicurezza.

Per decreto, sì all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga senza validazione. Però queste ultime non sono considerate né dispositivi medici né dispositivi di protezione individuale: sono destinate in generale alla collettività e non richiedono tale autorizzazione.

La gran maggioranza delle proposte non aveva i requisiti di standard richiesti e potranno però produrre per la collettività. Per circa 40 richieste è stato già emesso un parere favorevole e si è in attesa dell’invio delle prove a supporto da parte delle aziende proponenti.

In quanti in auto durante la pandemia

Mascherina o no, le auto possono essere utilizzate da più persone solo se si rispetta la distanza minima di un metro. Non è possibile andare in due in moto, non essendo possibile la distanza minima di un metro. Questi limiti non valgono se i mezzi sono utilizzati solo da persone conviventi.

Mascherine: l’esperto fa chiarezza

Sulle mascherine, a fare chiarezza è il professor Francesco Peverini, internista, fra l’altro esperto qualificato in disturbi respiratori in sonno e componente del comitato scientifico dell’Osservatorio internazionale della salute.

È fuor di dubbio che i benefici di una maschera possano considerarsi tangibili. Infatti, indossare una mascherina impedisce un’alta percentuale di accesso di particelle al nostro sistema respiratorio. Le mascherine chirurgiche per il viso non garantiscono una protezione del 100% per chi le indossa, ma contribuiscono considerevolmente a ridurre la probabilità di infezione, dice Peverini.

Occhio però. Tosse e starnuti producono una velocità di emissione di goccioline e particelle di 10 metri al secondo per la tosse e di 50 metri al secondo per gli starnuti. Rendendo la zona di protezione di uno-due metri di scarsa efficacia senza una barriera aggiuntiva sotto forma di mascherina.

Mascherina protezione dal coronavirus: cosa entra e cosa esce

Peverini spiega che indossare la mascherina chirurgica (o anche quelle fatte in casa) determina la possibilità di impedire il 100% dell’efflusso del virus con il respiro. Senza mascherina, è facile immaginare una probabilità del 100% di ingresso e uscita del virus. Ma questa mascherina riesce a ostacolare l’ingresso di solo il 20% di particelle o virus. Le mascherine FFP2 possono essere con e senza valvola. La prima impedisce il 100% di efflusso del virus e blocca oltre l’80 % di ingresso dello stesso. Con la valvola il discorso cambia radicalmente: la persona che la indossa può emettere fino all’80% di efflusso con virus, restando protetta a sua volta per l’80%.

Pertanto la FFP2 diviene efficace al 100% circa, solo sovrapponendola a una mascherina chirurgica.

Le mascherine FFP3 senza valvola sono in grado di proteggere in modo veramente efficace: 100% in ingresso e 95% in uscita. Diverso se hanno la valvola: diventano come le FFP2 con valvola e hanno bisogno di una mascherina chirurgica sovrapposta per essere valide al 95-100% circa.

Occhio a non sporcare le mascherine, anche in auto. Per contatto, con le mani (perché le tocchiamo in parti che dovrebbero essere preservate con cura), per la polvere circolante negli ambienti e per lo smog o le polveri sottili o no che caratterizzano l’aria respirata abitualmente. Le mascherine devono essere toccate solo nella zona delle fascette o degli elastici. Mai poggiate sulla testa, mai lasciate su superfici anche se apparentemente pulite, mai messe in tasca.