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Revisioni auto pericolose col coronavirus

Diego Brambilla (Ispettori centri di controllo) avverte del serio rischio di effettuare manovre in auto

revisione auto

Col coronavirus, guaio chiama guaio. Se il Governo impone o consiglia di chiudere i centri di controllo, scatta l’allarme revisioni auto truffa. A dirlo è Diego Brambilla, di Revisioni Auto Blog: il mondo dei collaudi dal punto di vista dell’ispettore addetto al controllo dei veicoli. Brambilla è anche vicepresidente di AICC (Associazione Ispettori Centri di Controllo).

Revisioni auto pericolose col coronavirus

Il decreto coronavirus dice di evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori. Nonché all’interno dei medesimi territori. Salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. Arriviamo per gradi alla questione.

  1. Obiettivo: contenere il contagio da Covid-19 disincentivando gli spostamenti non fondamentali e quindi i contatti fra persone.
  2. La revisione ministeriale è una pratica non essenziale in questo particolare momento di emergenza: le scadenze fino a luglio 2020 sono prorogate al 31 ottobre 2020.
  3. La proroga è quindi da intendersi come un dovere, non una semplice possibilità: anticipare la revisione ministeriale rispetto alla scadenza non ha mai avuto e non ha tuttora senso logico.
  4. Le varie delucidazioni da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti cosa fanno intendere? Tutte le revisioni ministeriali, anche quelle già scadute al 17 marzo 2020 vengono prorogate al 31 ottobre (revisioni con esito “ripetere” comprese).
  5. C’è una circolare ministeriale: nessuna incombenza è richiesta in capo agli interessati in quanto la proroga è operante anche nel caso in cui il veicolo sia stato sottoposto a revisione con esito “ripetere”. E a condizione che siano state sanate le irregolarità rilevate in tale sede.

Revisioni auto pericolose col coronavirus: che fare

Considerando il carattere generale della proroga, l’atto di recarsi al centro di controllo per far sottoporre il proprio veicolo a revisione ministeriale non rientra più tra i “casi di necessità”.

  • L’effettuazione della revisione ministeriale oggi si può considerare a tutti gli effetti vietata, ma per una serie di contingenze, le imprese che se ne occupano non sono sospese.
  • I centri di controllo non sono sospesi. Ma le a revisioni ministeriali sono rese di fatto illegali: un paradosso a tutti gli effetti. Unica anomalia la non sospensione delle imprese, probabilmente avvenuta involontariamente.

Quale soluzione contro le revisioni pericolose

Occhio, dice Brambilla: molti titolari di centri di controllo hanno scelto liberamente di chiudere le attività: avrebbero dovuto affrontare un periodo di esercizio a fatturato zero. Un’altra fetta consistente utilizza a proprio vantaggio il pretesto della non sospensione delle attività: continua a svolgere revisioni ministeriali. E induce i propri clienti a compiere reato raggirandoli con menzogne: quali la non ufficialità della proroga o simili.

  1. Questo sotterfugio viene mascherato con il pretesto di svolgere finte riparazioni di emergenza tramite l’autofficina. Per giustificare lo spostamento. Che, in alternativa, viene effettuato direttamente dagli addetti del centro di controll. Questo comportamento è pericoloso per la collettività, in particolare per la salute pubblica: nelle auto, il coronavirus sguazza. È così anche per virus di raffreddore e influenza negli abitacoli. E parte della revisione ministeriale si svolge proprio all’interno dell’abitacolo degli stessi.
  2. Quelli che aprono con trucchetti mettono in difficoltà i titolari di centro di controllo che hanno scelto liberamente di chiudere l’attività. E la salute pubblica. E anche la sicurezza stradale quando i controlli sono fatti coi piedi.
  3. Se non arriveranno per tempo disposizioni chiare da parte delle Autorità, si assisterà alla riapertura graduale di tutti i centri di controllo, il che significa ulteriore propagazione del Covid-19.
  4. Sarebbe sufficiente inibire tramite blocco software la stampa dei talloncini che attestano la revisione ministeriale, oppure una sospensione provvisoria dei centri di controllo dal sito del Portale dell’Automobilista.
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