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Controlli a tappeto a chi va in auto: denunce record

Per chi sgarra andando in macchina nonostante il decreto coronavirus, sono guai

controlli corona

I giorni più duri dall’inizio dell’emergenza con coronavirus: ieri, 627 nuove vittime in 24 ore. Più un ulteriore giro di vite del Governo alle misure già restrittive adottate due settimane fa in tutta Italia. Obiettivo: contenere la diffusione del Covid-19: chiusi da parchi, ville storiche, aree giochi per bambini e giardini pubblici.  Sport sì ma solo vicino casa, no qualsiasi attività ludica e ricreativa all’aperto. Un bollettino di guerra. Domenica scadono le due settimane indicate dagli scienziati per vedere se i provvedimenti adottati abbiano prodotto gli effetti sperati. Per questo, adesso controlli a tappeto a chi va in auto, con denunce record. Il problema è che, nelle ultime 48 ore, si sono ammalate 9.150 persone. E le vittime sono state oltre mille. Siamo sopra la Cina. In tutto il Paese ci sono 37.860 uomini, donne e bambini con il virus, 2.655 dei quali in terapia intensiva.

Controlli a tappeto a chi va in auto: da primato

Solo per fare due esempi della pandemia da coronavirus, nella capitale ci sono posti di controllo sulle grandi direttrici e nel quadrante Sud sulle arterie che portano al mare, dove le spiagge sono off limits. Invece, Milano schiera 114 soldati. L’esercito, Polizia Municipale, Polizia stradale, Carabinieri per fermare chi guida senza permesso. Senza autogiustificazione. Ieri gli agenti e i militari hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, 223.633 persone e 9.888 sono state denunciate. Salgono così a 1.650.644 le persone controllati. In generale, attorno a un 5% di denunciati: numeri enormi.

I sindaci del Bergamasco in guerra contro chi sgarra

Bergamo e dintorni è una zona martoriata dal corona. Controlli a tappeto a chi va in auto e a tutti. Giustamente, c’è l’appello firmato dai 243 sindaci dei Comuni bergamaschi, a partire dal primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori, inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al governatore lombardo Attilio Fontana: dicono che è arrivato il momento di fermarci, ma per davvero. Ritengono che l’adozione di coraggiosi nuovi provvedimenti restrittivi possa rappresentare l’unica e auspicabile soluzione.

Occhio: sono una settantina i feretri che questa mattina sono stati caricati sui camion dell’esercito. Così tanti morti che non c’era altro modo per il trasferimento dal cimitero di Bergamo in altre zone del Nord, in particolare in Emilia-Romagna. Così da avviare la cremazione, nel rispetto delle vittime e dei loro cari, in un momento così tremendamente drammatico per la nazione. Un corteo tragico, con le bare dei propri cari per i quali non è nemmeno stato possibile organizzare un funerale: le regole per contrastare la diffusione del coronavirus li vietano. Le bare partono su un convoglio militare, scortato dai Carabinieri del radiomobile dal casello autostradale. I feretri vengono poi distribuiti, specie tra la Certosa di Ferrara e il cimitero di Copparo.

L’appello dei medici bresciani

Automobilisti giustamente nel mirino anche a Brescia e dintorni. Controlli a tappeto a chi va in auto, così come per chi va a piedi, in bici o con il monopattino elettrico. Con controlli rigorosi. Sentiamo Sergio Cattaneo, primario di cardiorianimazione degli Spedali Civili: le terapie intensive della Lombardia non hanno più posti. Il suo appello alle istituzioni è: chiudere tutto. Non si può continuare a far circolare le persone. Un appello condiviso da Paolo Terragnoli, primario del pronto soccorso della Clinica Poliambulanza: aumentano sempre più i giovani contagiati. È finito il momento di uscire, bisogna stare a casa e va chiuso tutto.

Milano, l’appello del sindaco

Anche i milanesi devono rispettare il decreto coronavirus. Idem gli automobilisti. Dice il sindaco Sala che occorre resistere perché Milano ancora non è stata toccata dalla diffusione del virus come altre città lombarde. E non lo può essere: si  immagini il crollo di una città da 1,4 milioni di abitanti cosa produrrebbe sul sistema sanitario. Sarebbe un disastro.

Auto: taxi, noleggio e passeggeri, che fare

Sempre in tema di auto, arriva la direttiva del ministero dei Trasporti per taxi e passeggeri. Sui taxi e sui veicoli a noleggio, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati più di due passeggeri. Il conducente deve indossare mascherina e guanti e lasciare libero il posto il posto a fianco a sé. Gli autotrasportatori, invece, sono invitati a usare le mascherine nelle situazioni in cui non è possibile mantenere la distanza di sicurezza. Per chi effettua consegne a domicilio in auto o con altri mezzi, queste possono avvenire senza contatto con il destinatario e senza la firma di avvenuta consegna.

Polemiche per le FAQ del Governo non aggiornate

Sui social, intanto, dopo il post di un blog, esplode la polemica per le le FAQ del Governo non aggiornate. Il 21 marzo, nessun aggiornamento, dopo l’ordinanza del ministero della Sanità del 20 marzo. Gravissimo. I cittadini hanno il diritto di sapere come comportarsi. Gli automobilisti hanno il diritto di rispettare la legge senza aumentare i casi di corona. Inammissibile.