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Ztl e strisce blu: quali multe

I Comuni rifilano contravvenzioni pesanti a chi sgarra. Al lavoro le telecamere, i vigilini, la Polizia municipale

ztl dei comuni

Il Codice della Strada pare fatto su misura per i Comuni. Specie in materia di Ztl e strisce blu. Le Zone a traffico limitato sono sempre di più. Ci sono quelle enormi come l’Area C di Milano, che è pure a pagamento; e quelle piccole, dove possono entrare solo i mezzi pubblici. Le telecamere leggono la targa del trasgressore, il database analizza tutto. Dopodiché, la sanzione arriva a casa del proprietario del mezzo. Per le strisce blu, invece, ci pensano gli ausiliari del traffico. Detti anche ausiliari della sosta o vigilini. In più, in parallelo, sono al lavoro gli agenti della Polizia municipale, sempre dietro input del Comune.

Ztl e strisce blu: quali multe

Chi entra senza permesso nelle Ztl si becca una multa di 83 euro. Invece, 42 euro di sanzione a chi sosta sulle strisce blu senza pagare. Più spese di notifica della multa a casa: altri 15 euro circa. Attenzione: ogni Comune stabilisce esenzioni. Se ci sono. Qualcuno fa entrare e fa sostare solo le auto elettriche. Altri Comuni sia le elettriche sia le ibride plug-in, ossia le ricaricabili. Altri ancora, le elettriche, tutte le ibride e magari le vetture a gas. Dipende: dal Comune, dal momento dell’anno, dall’ordinanza. In teoria, l’automobilista si deve informare sul sito del Comune. E sui cartelli di ogni Zona a traffico limitato. E sui segnali prima delle strisce blu.

Comuni: regole molto elastiche su Ztl e strisce blu

D’altronde, l’articolo 7 del Codice della Strada è una pacchia per i Comuni. Che hanno ampio margine di manovra.  Nei centri abitati i Comuni possono, con ordinanza del sindaco, fare diverse cose.

  • Limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti. E per la tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale. In linea con le direttive impartite dal ministro dei Lavori pubblici. Più il ministro dell’Ambiente, il ministro per i Problemi delle aree urbane. E il ministro per i Beni culturali e ambientali.
  • Stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade. O in una determinata intersezione.
  • Riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di Polizia stradale, dei Vigili del fuoco, dei servizi di soccorso. E dei mezzi adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria (munite del contrassegno speciale. O a servizi di linea.
  • Fissare aree nelle quali è autorizzato il parcheggio dei veicoli.
  • Determinare, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma.

Codice della Strada: difficile vincere il ricorso

L’automobilista multato nelle strisce blu deve pagare entro 60 giorni da quando riceve la multa a casa. Vincere un ricorso è difficilissimo, perché cavilli del Codice della Strada sono tutti a favore dei Comuni. Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione, deve riservare un’adeguata area destinata a parcheggio senza custodia. O senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Dove? Su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze. Tradotto: se ci sono strisce blu, devono anche esserci aree gratuite, strisce bianche. Occhio però, sentite la batosta.

  • Quest’obbligo non sussiste per le zone definite “area pedonale” e per ogni “Zona a traffico limitato”.
  • Niente obbligo di strisce bianche accanto alle strisce blu neppure in altre zone di particolare rilevanza urbanistica. Insomma, importanti.

Zone di particolare rilevanza urbanistica: strisce blu in periferia

E chi individua queste zone rilevanti? Attenzione: opportunamente individuate e delimitate dalla giunta se sussistono esigenze e condizioni particolari di traffico. E come fa la giunta a capirlo? Assegno uno studio a un ente terzo esterno. Non è una regola del tutto trasparente e rispettosa dell’automobilista. Risultato: strisce blu ovunque, anche in periferia. Così i Comuni incassano soldi a palate. E in modo facile. In generale, parliamo di circa un miliardo e mezzo di euro l’anno in multe, autovelox inclusi.

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