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Ferrari: prove di forza alle Le Mans Series

Tripletta a Buriram e vetta della LMGTE AM conquistata

Ferrari

Tripudio Ferrari nelle corse disputate gli scorsi giorni. La Casa di Maranello ha ottenuto risultati prestigiosi sulle piste di tutto il mondo e ancora oggi rappresenta il punto di riferimento assoluto, il mostro sacro del motorsport. Prima il successo alla 4 ore di Buriram, quindi un podio nella classe LMGTE Pro, comunque onorevole date le difficoltà riscontrate. In attesa del via libera in Formula 1, col primo Gran Premio previsto il 15 marzo in Australia, altre Rosse fanno impazzire gli appassionati.

Ferrari: podio tutto rosso alla 4 Ore di Buriram

Senza troppi giri di parole, nel report pubblicato sul sito ufficiale la Ferrari definisce perfetta la 4 Ore di Buriram. Marcos Gomes, Tim Slade e Liam Talbot si sono aggiudicati per HubAuto Corsa il successo e, con essa, il titolo nell’Asian Le Mans Series e staccato il biglietto per la prossima 24 ore di Le Mans, in programma dal 13 al 14 giugno 2020 sul Circuit de la Sarthe. Il trio ha preceduto sul traguardo le Ferrari di Car Guy, che difendevano la corona di campioni in carica, e di Spirit of Race, i quali, alla pari del team nipponico, si sono presentati al via della gara thailandese con concrete chance di puntare al titolo.

Una tripletta straordinaria, davanti a cui le rivali hanno potuto unicamente dare segnale di resa. La gara è stata contraddistinta dai duelli esaltanti tra le vetture di Liam Talbot e Daniel Serra nelle fasi iniziali, prima che la 488 GT3 Evo 2020 di HubAuto Corsa prendesse il comando e progressivamente allungasse sulle dirette concorrenti. Netta supremazia che ha quasi fatto apparire semplice condurre le operazioni.

Pratica chiusa con due giri di anticipo

Questo grazie ad una strategia senza errori, unita a un ritmo stratosferico, insostenibile per chi rincorreva. E così, con ben due giri di vantaggio, il trio della vettura numero 27 ha centrato il bersaglio grosso. I detentori del titolo di Car Guy hanno dato il 100 per cento e pure oltre per rimanere sul trono, ma nonostante i notevoli sforzi profusi da Takeshi Kimura, Côme Ledogar e Mikkel Jensen si sono dovuti accontentare della seconda piazza, sia in gara sia in campionato.

Ovviamente c’è il dispiacere di aver fallito il principale obiettivo, entro certi limiti. Difatti, l’annata sportiva del team giapponese resta pur sempre positiva grazie alla pole position conquistata in Malesia e, soprattutto, all’acuto nella 4 Ore di The Bend. Infine, sul gradino più basso del podio sale l’unica 488 GT3 non in specifica Evo 2020, quella di Spirit of Race assegnata a Daniel Serra, autore di un superbo inizio di gara, Francesco Piovanetti e Oswaldo Negri Jr.

Qualche rammarica in più se lo porteranno probabilmente appresso David Tjiptobiantoro, Rio Haryanto e Christian Colombo. Dopo la pole position conquistata il giorno prima, la loro Ferrari di T2 Motorsports ha concluso quinta, costretta nella seconda ora di gara ai box per alcuni giri.

Con i risultati sopra richiamati, complice l’assenza di Davide Rigon impegnato nel WEC, HubAuto pone le mani sul titolo team dell’Asian Le Mans Series, mentre Marcos Gomes quello per i piloti. Per quanto attiene invece alla 488 GT3 Evo 2020 consiste invece nella prima vittoria in gara e nel primo alloro. Nella storia complessiva della performante 488 GT3 i riconoscimenti salgono a quota 69, le vittorie a 290 ed i podi a 498 su 545 presenze, a testimoniare la straordinaria resa in pista del bolide griffato Ferrari.

LMGTE Pro: Alessandro Pier Guidi e James Calado terzi

Tutto sommato positivo pure il rendimento della scuderia alla Lone Star Le Mans nella classe LMGTE Pro, concluso in zona podio, a cui si somma il 4° posto nella classe LMGTE Am. Per la 5a prova nel calendario del FIA World Endurance Championship, il pubblico ha assistito a tanti colpi di scena. I piloti del Cavallino Rampante hanno incontrato parecchi ostacoli e quindi il terzo posto centrato nel finale da James Calado nella classe Pro è stato accolto in modo discretamente positivo.

La 6 ore disputata sul tracciato di Austin, in Texas, ha visto disputare una prova soddisfacente le due 488 GTE di AF Corse, malgrado l’evidente divario di rendimento in confronto alla vincitrice della corsa, la Aston Martin di Thiim-Sørensen. Un solidissimo Alessandro Pier Guidi e un coriaceo James Calado che qui centrarono il bersaglio grosso nel 2017 hanno finito terzi.

Nel corso del suo ultimo stint Calado ha dato il mille per mille, producendosi in un esaltante testa a testa con l’Aston Martin di Lynn, e salvando quindi la giornata. Un verdetto inferiore alle attese, tuttavia le nuove condizioni hanno inciso in misura negativa sul bilanciamento del veicolo.

Ferrari: Rigon e Molina dietro alla lavagna

Hanno specialmente sofferto Davide Rigon e Miguel Molina. Pur frenata da un passo lievemente più lento dei compagni di squadra, la loro numero 71 si stava ben destreggiando finché, per evitare un contatto con un doppiato, saltava violentemente su un dissuasore collocato all’interno di una curva, atterrando con la parte anteriore.

Sebbene l’equipaggio italo-spagnolo non abbia riportato evidenti danni, da lì in poi per i due diventava arduo agguantare il gruppo di testa. Il quinto posto conclusivo consente di smuovere la graduatoria e raccogliere dati preziosi per il primo evento, la 1000 Miglia di Sebring in programma il prossimo 20 marzo.

A meno tre appuntamenti dal termine, Alessandro Pier Guidi e James Calado conservano la seconda posizione in classifica generale con 83 punti, staccati di 26 lunghezze da Nicki Thiim e Marco Sørensen, mentre Davide Rigon e Miguel Molina sono sesti con 55 punti. Al termine della 6 ore del COTA i driver Ferrari esternano soddisfazione ed alcuni rimpianti per i risultati conseguiti. Da un lato, il duo Guidi-Calado brinda, dall’altro Rigon e Molina sono delusi di non aver lottato quanto voluto e dovuto per chiudere tra i primi tre.

Massimizzato il risultato

Alla fine Pier Guidi sente di aver massimizzato il risultato. Più di questo non potevano fare. Dunque, nel complesso sono soddisfatti pure se un po’ di dispiacere permane perché, una volta concluse le prove del giorno precedente, credevano fossero in grado di ambire alla massima posta in palio.

Invece, le temperature diverse in confronto a quelle dei giorni antecedenti hanno inficiato pesantemente sull’equilibrio del veicolo che si è infine riflesso sulle prestazioni globali in gara. Purtroppo prevedere qualsiasi scenario è impossibile, e centrare il podio resta strappa comunque un sorriso.

Adesso la mente è focalizzata su Sebring, dove cercheranno di meglio figurare, dati i punti preziosi in palio per il campionato. Sostanzialmente sulla stessa linea di pensiero il partner in pista James Calado, coinvolto in un duello spettacolare con Alexander Lynn, vinto grazie a una grande forza di carattere.

Terminato l’impegno, il pilota britannico si dichiara soddisfatto del podio, sebbene ad onor del vero desideravano il massimo risultato. La competizione serrata con l’Aston Martin ritiene sia stata davvero dura ma alla fine li ha ricompensati. Sulla macchina affidata esprime parziale delusione: non era l’ideale da guidare, hanno faticato a trovare il bilanciamento perfetto ma non possono comunque lamentarsi, giacché hanno portato a casa il miglior risultato possibile.

Davide Rigon non pienamente appagato

Naturalmente, prova ben altre sensazioni Davide Rigon, tra le note semi-stonate di questo appuntamento. Tanto ha patito le condizioni che aveva come l’impressione che la gara non giungesse mai al termine. Ad ogni modo, il quinto posto non li appaga pienamente. Dopo un inizio tutto sommato incoraggiante, l’incomprensione con una vettura Am in fase di doppiaggio ha fatto precipitare i piani. Li ha fatti atterrare sul cordolo con un vantaggio assai violento. Sono stati fortunati a non ritirarsi e a non poter fare affidamento su una vettura solida.

Detto ciò, da quel momento in avanti hanno cominciato a perdere il passo e ad accusare un po’ il degrado delle gomme, specialmente nelle sessioni di doppiaggio quando il carico aerodinamico viene meno.

L’unica consolazione è di aver portato a termine l’impegno questo week-end. In considerazione delle precarie condizioni in cui si trovava il mezzo ritirarsi rappresentava, infatti, un rischio concreto. E in tal caso i danni si sarebbero rivelati ancora maggiori, peraltro complicato da recuperare poiché ormai giunti agli scampoli finali.

Adesso l’imperativo è tirarsi su le maniche e trarre insegnamento dalla recente esperienza. Per far ciò prenderanno in mano i dati e li analizzeranno, cosicché Sebring vada meglio.

Non cambiano poi granché le parole pronunciate dall’iberico Miguel Molina. Hanno avuto a che fare con parecchi disagi e nel passo hanno particolarmente risentito, pur senza mai smettere di dare il massimo contributo. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il flop consentirà loro di recuperare le ambizioni e scendere sul circuito alla prossima occasione, alla 1000 Miglia di Sebring, ancora più affamati. Sono consapevoli dell’elevato tasso di sfida, pertanto intendono studiare ogni minimo dettaglio, sapendo che può fare la differenza.

LMGTE Am: Perrodo-Collard-Nielsen in vetta alla classifica

Il quarto posto con François Perrodo, Emmanuel Collard e Nicklas Nielsen hanno concluso la Lone Star Le Mans sulla 488 GTE numero 83 di AF Corse ha permesso di portare da soli in vetta alla classifica della classe, con due lunghezze di vantaggio sui diretti inseguitori, il trio Yoluc-Adam-Eastwood vincitore della corsa. Nelle battute conclusive un Nielsen – in eccezionale stato di forma – ha accorciato notevolmente il gap sulla Porsche di Cairoli, in quel momento terzo. Gli sforzi profusi e la notevole velocità mantenuta si sono però rivelate insufficienti ad attaccare il pilota italiano per conquistare la medaglia di bronzo.

Peggio, decisamente peggio le altre Ferrari coinvolte nella gara, pur con un’attenuante, ovvero le penalità inflitte durante le sei ore di corsa. Settimi Thomas Flohr, Francesco Castellacci e Giancarlo Fisichella sulla numero 54 di AF Corse, davanti a Bonamy Grimes, Johnny Mowlem e Charles Hollings di Red River Spors, protagonisti di una convince performance. Chiudono, infine, la top 10 Motoaki Ishikawa, Kei Cozzolino e Olivier Beretta. AF Corse e Collard-Perrodo-Nielsen guardano tutte dall’alto nella classe LMGTE Am a quota 85.

Nell’amarezza di non aver reso al pieno delle proprie possibilità, gli equipaggi Ferrari registrano sicuramente delle importanti note positive. Soprattutto relativamente al trio composto da Nicklas Nielsen, François Perrodo ed Emmanuel Collard. Grazie al quarto posto finale i tre alfieri hanno guadagnato la momentanea leadership in classifica.

Ferrari: Nielsen soddisfatto degli ultimi 3 stint

Ad esprimersi sull’evento è Nicklas Nielsen. È davvero soddisfatto dei suoi ultimi tre stint. Promossa l’auto: si è comportata davvero bene e sente che nelle battute conclusive avrebbe avuto la chance di infilare la Porsche, sebbene non sia andata così. La lotta è stata davvero dura, il bottino è positivo, a maggior ragione in ottica campionato. Relativamente al futuro Nielsen predica ottimismo: sente che il fattore più importante sia il modo di operare della squadra e come si comporta la macchina sull’asfalto.

Non può fare i salti di gioia Francesco Castellacci, settimo assieme a Giancarlo Fisichella e Thomas Flohr. La gara è stata piuttosto travagliata per loro. Nelle fasi iniziali hanno perso un po’ di terreno dai primi e, pur senza mai risparmiarsi, non sono stati in più in grado di rifarsi sotto.

La miglior gara stagionale per Grimes

La soddisfazione si dipinge chiaramente sul volto di Bonamy Grimes, fiero di quella che, a suo dire, è stata la sua miglior gara stagionale. Hanno disputato un’ottima corsa, senza sbavature. Hanno effettuato un’eccellente qualifica ed hanno raccolto quanto seminato. Prima di sentenziare frettolosi giudizi, rammenta che questo è il loro primo anno nel Mondiale. Hanno pagato lo scotto del principiante ed esclusivamente con l’esperienza diretta sul campo, di week-end in week-end, hanno l’opportunità di elevare gli standard.

In chiusura, malgrado una prova lontana dalle posizioni di vertice, Olivier Beretta si assegna un buon voto. È molto felice per il terzo posto ottenuto da Alessandro Pier Guidi e James Calado nella classe Pro: è sempre bello – spiega – vedere una Ferrari sul podio. Dal canto loro hanno offerto una prestazione discreta, influenzata dalla penalità comminata a Motoaki Ishikawa nelle prime fasi. Per il resto crede il fine settimana sia stato abbastanza positivo, non hanno riscontrato problemi di affidabilità e tutte le vetture hanno tagliato il traguardo.

 

 

 

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