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Charles Leclerc: “non sono il pilota da battere”

Leclerc con un anno di esperienza in più nella Scuderia possiede ora un contratto a lungo termine col team di Maranello

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Charles Leclerc sa bene che la stagione che comincerà a marzo in Australia rappresenta un elemento fondamentale per la sua carriera da pilota Ferrari. Il monegasco è stata forse una delle carte più interessanti giocate dalla Scuderia di Maranello negli ultimi anni, di certo una delle mosse più azzardate di sempre che comunque si è rivelata vincente. Sebbene da molti la poca esperienza di Charles in Formula 1 era risultata un punto a sfavore nei confronti del monegasco, un anno dopo dovrà ricredersi.

In Ferrari quest’anno partirà alla pari con Sebastian Vettel che deve fronteggiare le pressanti domande sul suo futuro in Formula 1 a partire dal 2021. Charles Leclerc comincia il 2020 con una dose di tranquillità superiore, frutto di un contratto protrattosi a lungo. A Maranello un trattamento così non lo aveva mai ricevuto nessuno prima di lui. Ma non vuole sentirsi proclamare come pilota da battere o come papabile favorito. Il ragazzo sa stare con i piedi per terra, e questo non può che essere un bene. Leclerc sa il fatto suo.

Fiducia rinnovata

Un contratto così lungo offerto al monegasco rappresenta sicuramente un segno di invidiabile fiducia. A Maranello hanno capito che possono puntare sul giovane monegasco per far bene nel prossimo futuro. “Sono orgoglioso e fiducioso del fatto di poter guidare per ulteriori cinque anni una Ferrari. Di certo non credo però che i risultati verranno da sé. Per ottenerli bisogna lavorare sodo perché non abbiamo alcuna certezza di dove saremo e di quello che otterremo. Il fatto di far parte di un progetto a lungo termine è l’unico dato certo. È un dato interessante per me e per la Scuderia. Possiamo creare una forte relazione che speriamo possa essere densa di successi” ha parlato così Leclerc a margine della presentazione della nuova SF1000 al teatro Valli di Reggio Emilia.

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Ne risulta quindi una corretta volontà a non darsi per vinto. Il fatto di conoscere già meglio la squadra può sicuramente costituire un invidiabile vantaggio. Con un anno di esperienza in più sulle spalle, il 2020 potrebbe prendere pieghe via via più interessanti. Ma non mancano parole di stima per Vettel dal quale dice di aver “imparato molto”. Il monegasco si sente quindi molto più preparato adesso che a inizio 2019, sebbene gli ottimi risultati raggiunti lo scorso anno parlano di un’ottima capacità di ambientarsi a Maranello. Ma anche di saper interpretare meglio di Vettel una monoposto che al tedesco non era mai calzata perfettamente.

Parità di diritti

Lo ha confermato Mattia Binotto nella stessa occasione della presentazione della nuova monoposto per il 2020: i due piloti della Scuderia cominceranno il 2020 ponendosi sul medesimo piano. L’intento è però quello di evitare vicende simili a quanto già visto lo scorso anno ad Interlagos per esempio. “Abbiamo imparato tanto da quanto successo in Brasile. Si, siamo liberi correre uno contro l’altro ma dobbiamo tenere presente che siamo compagni di squadra e ogni giorno qui lavorano tantissime persone che ci permettono di rendere tutto perfetto in pista. Episodi come quello di Interlagos non devono più succedere e per questo probabilmente terremo in considerazione un po’ di margine in più tra noi per evitare il ripetersi di queste situazioni” ha detto Leclerc.

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Un discorso molto interessante che chiarisce le posizioni che dovranno mantenere i due piloti della Scuderia. Ma Leclerc, sebbene Interlagos sia stata una piaga per lui e per tutto il team, fissa a Baku il suo “più grave errore della stagione”. In quell’occasione il monegasco aveva sbattuto durante la Q2 e “non era proprio necessario” ha detto. In ogni caso Charles ripete spesso di aver imparato molte cose nel suo primo anno in Ferrari, senza tralasciare “la gestione dei Gran Premi o le strategie che sono molto complesse in Formula 1. Ho imparato tante piccole cose ma penso di potermi migliorare ancora e sto lavorando col team in questa direzione”.

Nessuna arroganza

Le frasi di Leclerc appaiono prive di arroganza, come se misurasse le parole al punto giusto. Il monegasco della Ferrari non ritiene di essere infatti il pilota da battere. “A 22 anni non posso essere il pilota da battere, sto per cominciare soltanto la mia terza stagione completa in Formula 1. Sarebbe un giudizio arrogante. Magari nel futuro chissà, ma adesso ho ancora molto da imparare per occupare quel posto. Indicare un favorito non è mai semplice, ci sono piloti come Sebastian o Lewis che hanno tantissima esperienza in più di noi giovani. C’è ancora tanto da imparare, ma mi concentro su me stesso per diventare il migliore nel più breve tempo possibile”.

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Dichiarazioni che chiariscono la posizione di Charles all’interno del team, uno che non vuole stare dietro a nessuno. Bisognerà capire come reggerà la tregua che pone lui e Sebastian sullo stesso piano, almeno per quanto riguarda i primi Gran Premi della stagione.